La colazione: il pasto più importante della giornata (e delle vacanze)

Dopo mesi dediti esclusivamente (o quasi) al lavoro, il periodo delle vacanze è un momento agognato di pace e riposo. Persino pensare ai pasti diventa uno “sforzo” a cui si rinuncia volentieri, soprattutto se quotidianamente li si prepara non solo per se stessi ma per tutta la famiglia, ognuno con i propri gusti e cibi preferiti.

Se poi in occasione di una pausa lavorativa si decide di soggiornare qualche giorno fuori porta, l’aspetto del cibo non è di secondo piano per la scelta della struttura ricettiva adatta alle proprie esigenze e aspettative.

Tra i pasti della giornata, la parte del leone è senza dubbio ricoperta dalla prima colazione non solo perché tradizionalmente essa è identificata come il pasto più importante della giornata, ma anche perché costituisce la fonte di energia imprescindibile per affrontare con slancio la mattina e tutto il giorno a seguire, in particolar modo se in quest’ultimo sono previste attività che richiedono forza ed energia quali, ad esempio, sport sulla neve o escursioni all’aria aperta.

Ne viene da sé, in conseguenza diretta, che il modo di affrontare la prima colazione è un criterio da non sottovalutare nel momento in cui si sta per scegliere la struttura in cui si andrà a soggiornare. Gli alberghi lo sanno bene: la colazione è una coccola, e la vacanza la trasforma in un pasto speciale al quale poter dedicare il tempo e la calma che merita, in contrapposizione ai pasti sbrigativi prima del lavoro o della scuola tipici dei giorni feriali.

Per questo motivo la colazione è considerata, dalle strutture ricettive che la propongono ai loro visitatori, un pasto su cui concentrare in modo particolare la propria attenzione: essa funge in qualche modo da biglietto da visita dell’albergo, e fornire un servizio eccellente in tal senso può rappresentare un vantaggio non da poco rispetto alla concorrenza.

Inoltre, una buona colazione fa in modo che anche il resto della giornata sia calibrato al meglio dal punto di vista alimentare, impedendo di assumere troppo cibo nei momenti in cui vi è meno bisogno. Nel caso, ad esempio, si esca per attività all’aria aperta (si tratti di lunghe passeggiate o sport più impegnativi) è sconsigliato appesantirsi con pranzi troppo sostanziosi, cosa che può essere evitata con una colazione adeguata.

I parametri che questa deve seguire, sia per i più piccoli che per gli adulti, sono quelli di un pasto sano ed equilibrato, che contenga tutte le componenti essenziali per iniziare al meglio la giornata.  Sempre più spesso le strutture ricettive propongono colazioni sia dolci che salate, le prime legate all’intramontabile tradizione italiana del cappuccino e brioche (che però, a detta di numerosi nutrizionisti, è sbilanciata a favore degli zuccheri) eventualmente arricchita nella forma della “colazione continentale”, le seconde di tradizione anglosassone.

Non c’è un criterio univoco per la scelta del primo o del secondo modello: l’importante è che le vostre colazioni contengano in modo proporzionato proteine (provenienti, ad esempio, da yogurt o uova), cerealigrassi buoni (frutta secca, semi, olio extravergine di oliva), vitamine e fibra. Tutto questo abbinato a bevande calde quali tè e caffè.

Se state cercando una struttura ricettiva dove trascorrere le vostre vacanze e siete in cerca di un consiglio, potrete chiedere dei suggerimenti a famigliainfuga.

Il Cappuccino Perfetto

Il cappuccino è una bevanda di origine italiana composta da caffè e latte montato a vapore.

Il nome si riferiva, in passato, alla somiglianza con il color marrone del saio dei frati cappuccini. Le sue origini sembra infatti, siano strettamente correlate alla diffusione dello stesso caffè in Europa nell’Impero austro-ungarico del XVII-XVIII secolo.
Una leggenda indica l’origine del suo nome alla vicenda di un frate cappuccino, padre Marco da Aviano, inviato nel settembre 1683 da papa Innocenzo XI a Vienna, per convincere le potenze europee a una coalizione contro gli Ottomani musulmani che la stavano assediando. Il frate in questione, in una caffetteria viennese, avrebbe “corretto” per la prima volta un caffè troppo forte con del latte, e la nuova bevanda da allora sarebbe stata soprannominata kapuziner,cioè «cappuccino» in tedesco.

Alla fine dello stesso secolo, la moda del cappuccino si era concentrata sulla preparazione manuale della schiuma da latte in cima; ma con l’arrivo sul mercato delle prime macchine di caffè espresso ai primi del XX secolo che la bevanda cominciò a prendere l’attuale forma, anche grazie alla schiuma da latte montata attraverso il vapore.

In Italia, è amato maggiormente zuccherato, spesso accompagnato da cornetti (croissant) o altri prodotti da forno o di pasticceria.

Un buon cappuccino, accompagnato da un cornetto appena sfornato, rappresenta il binomio perfetto della colazione italiana. Quando si entra in un bar e si ordina il cappuccio ci si aspetta di berne uno a regola d’arte.

Il cappuccino di solito è composto da circa 125 mL di latte e 25 mL di caffè. La schiuma dev’essere densa, non ariosa e che occupi circa un terzo della tazza da cappuccino. Talvolta, a chi piace, per completare, si aggiunge una spolverata di cacao.

Come preparare un cappuccino perfetto?

Per preparare un buon cappuccino, oltre ad un buon caffè espresso serve un latte di alta qualità.
E’ preferibile utilizzare latte fresco intero poiché il suo alto contenuto di grassi contribuisce a dare gusto al cappuccino; ed è utile anche per una buona montatura del latte in quanto un alto contenuto di proteine contribuisce alla sua cremosità.

per preparare un cappuccino perfetto molto importanti sono anche le caratteristiche che devono avere il bricco e la macchina da caffè.
Il bricco deve essere in acciaio inox non troppo spesso per poter sentire la temperatura interna. La dimensione del bricco deve essere proporzionale alla quantità di latte da scaldare. Per creare una schiuma perfetta serve vapore secco; l’estremità della lancia della macchina con un’inclinazione di 40 – 45° favorisce la rotazione del latte, e questo è necessario per ottenere una crema compatta.

Mentre si lascia riposare per qualche secondo il latte nel bricco si prepara un ottimo espresso; il caffè dovrebbe corrispondere ad 1/3 del volume della tazza, i restanti 2/3 saranno per la crema di latte. Per compattare meglio la schiuma ed eliminare ogni bolla d’aria, muovere il bricco in modo da far ruotare velocemente il suo contenuto fino ad ottenere una crema densa e lucida in superficie.
Una simpatica pratica in uso è la realizzazione di decori sul cappuccino: si versa il latte nella tazza modulando attentamente il flusso (più intenso all’inizio) e muovendo la tazza per ottenere il disegno desiderato.

Se non avete una macchina per caffè e cappuccino potete comunque riuscire a fare un buon cappuccino in casa con gli strumenti appositi, ormai in vendita in tutti i negozi di casalinghi, ma anche con due cose in casa avete di sicuro: un frullatore a immersione oppure basterà un barattolo o una bottiglia.

Prendete un barattolo di vetro versate il latte e chiudete con il coperchio. Prendete il barattolo con il latte e sbattetelo per 30 secondi shakerandolo.
Poi basterà togliere il coperchio, mettetelo nel microonde scaldarlo per altri 30 secondi,e così otterrete una bella schiuma.

Se volete invece facilitarvi un pò le cose allora in commercio ci sono ottimi montalatte, anche detti cappuccinatori, che sono facili e veloce da usare: fanno tutto da soli, e sarà facile preparare un cappuccino o caffè macchiato rispetto a farlo manualmente.

Una cosa positiva è quella di non rischiare di bruciare il latte come potrebbe capitare usando un pentolino sul gas; temperatura massima viene regolata prima dell’avvio o è già preimpostata dal produttore del montalatte.

Di sicuro possiamo contare su un ottima qualità della schiuma anchè rispetto a quella ottenuta col vapore delle macchine per caffè elettrice casalinghe, in quanto a differenza delle macchine del bar, quello delle macchine del caffè espresso che abbiamo in casa manda vapore acqueo, quindi, un minimo di acqua entrerà in contatto con il latte e andrà a mischiarsi con quest’ultimo.

Se invece avete il Bimby, potete fare un ottimo Cappuccino Bimby in pochi minuti, sarà ottimo il cappuccino e la sua schiuma.

Colazione: I Biscotti Grancereale fanno ingrassare?

Gran Cereale del Mulino Bianco, fanno ormai parte della tradizione della colazione italiana.

Biscotti Integrali molto noti, e molto “mangiati”.

A Voi Piacciono?

La domanda che ci facciamo oggi è:

“I Grancereale Fanno Ingrassare?”

Cerchi Un Biscotto Ricco di Fibre senza grosse quantità di grassi saturi? Scopri quello più adatto a te

Ovviamente in caso di abuso tutto fa ingrassare, ma una giusta quantità all’interno di una dieta varia e priva di grassi saturi forse è l’ideale per chi vuole evitare l’accumulo di adipe.

Approfondiamo meglio.

I Gran Cereale del Mulino Bianco hanno valori nutrizionali ottimi, se rapportati ad altri biscotti che si trovano generalmente sui banchi dei supermercati.

1 biscotto Grancereale classico (10,8gr) ha:

Quali Sono i Biscotti sul Mercato più Ricchi di Fibre?

Quindi si può dire che non è il caso specifico di biscotti insani, ma spesso i cereali integrali vengono confusi quando sono presenti in preparati per la colazione ad alto contenuto di zuccheri, che in un certo modo inibiscono i benefici delle fibre contenute nei cereali, portando in realtà grassi idrogenati all’organismo.

COME GUSTI I GRANCEREALE? INZUPPALI NEL LATTE CALDO!

TAZZA SET CON COPERCHIO E CUCCHIAIO

SET TAZZE LATTE/CAFFELATTE 6 pezzi

SCATOLA LATTA PORTABISCOTTI

TOVAGLIETTE PER COLAZIONE

I Gran Cereale sono quindi biscotti dietetici?

Non propriamente ma nelle fasi di allenamento intensive in palestra orientate a mettere su massa, possono far parte della colazione degli sportivi, perché sono diversi da altri biscotti molto più improbabili come elementi per la colazione salutare.

Indicativamente 4 o 5 biscotti integrali Gran Cereale, abbinati ad una tazza di latte scremato o meglio ancora di soia, non compromettono assolutamente la tipologia di dieta. E’ vero che contengono una dose di zuccheri, ma proprio il fatto di consumarli a colazione permettono di dare il giusto boost all’inizio della giornata senza squilibrare il tasso di zuccheri assunti durante tutto l’arco del giorno.

il successo del Biscotto Gran Cereale è dovuto al semplice fatto che è fatto con pochi, ma semplici e sani ingredienti trasmettono un gusto originale senza apportare grosse quantità di grassi o zuccheri eccessivi. A dimostrazione di questo i biscotti Gran Cerale e gli altri prodotti, dalle barrette, ai crackers, alle brioches, sono fatti senza olio di palma e questo vuol dire eliminare i grassi saturi. Ci sono diverse varianti di biscotti Gran Cereale: alla frutta, classico, croccante, digestive e al cioccolato.

I Biscotti ricchi di Fibre Fanno Ingrassare? Scoprilo nella Nostra Infografica

I Gran Cereale al Cioccolato fanno ingrassare?

Essendo realizzati con parti di fave di cacao, notoriamente non grassi saturi, si può affermare tranquillamente che non fanno ingrassare, se consumati soltanto a colazione in quantità adeguate, 3/5 unità per pasto mattutino, e abbinati ad un regime alimentare equilibrato.

E’ bene valutare se consumare biscotti a colazione, ma sicuramente i Grancereale sono tra i biscotti sul mercato quelli più indicati per una colazione corretta.

Ami i Cereali nel latte?

Allora non puoi fare a meno di provare il mix di cereali e Cioccolato firmati Gran Cereale!

Ricchi di fibre e con il 60% di grassi in meno.

Senza Olio di Palma

Cerchi Un Biscotto Ricco di Fibre e Sano?

iCappuccino ha svolto una ricerca sui migliori biscotti a base di fibre presenti sul mercato.

Quale biscotto ricco di fibre preferisci? E poi, i biscotti ricchi di fibre, lo sono davvero? Lascia la tua e-mail e RICEVI SUBITO l’infografica!

[contact-form-7 id=”1405″ title=”Form per Gran Cereale”]

Colazione Energizzante: Uovo Sbattuto al Caffè

Vi capita mai di fare colazione con l’uovo sbattuto? Una tradizione prettamente italiana. Mi ricordo quando mia madre da piccolo me lo preparava “perché l’uovo fresco fa bene”. Sbatteva forte forte, ed era un sapore fortissimo, mi ricordo il profumo solo a parlarne. Oggi vediamo una variante “al caffè”, offertaci da Ricetteromane.it. Una tradizione rivisitata, con stile. Buona lettura.
Inizio la colazione con l’uovo sbattuto ed una fetta di pane da quando facevo l’università. E’ un’iniezione di energia di cui non posso fare a meno. Considerando che senza caffè non riesco ad iniziare la giornata ho pensato a come abbinare questi due ingredienti. Ed ho trovato questa ricetta che trovo buonissima e che vi propongo.
Per questa ricetta bisogna anzitutto pensare a come scegliere l’ingrediente fondamentale: ossia l’uovo. Devono essere fresche, possibilmente biologiche. Vanno scelte nel migliore modo possibile, per avere un risultato salutare ed ottimo dal punto di vista del gusto.   Ingredienti dell’uovo sbattuto e caffè (per 1-2 persone)   2 uova freschissime 6-8 cucchiaini di Demerara (ideale per il caffè) caffè a piacere. Si può ovviamente usare anche lo zucchero raffinato bianco normale. Il gusto ovviamente influenza il sapore della ricetta. Se volete che prevalga l’uovo, metterete lo zucchero bianco che ha un sapore piuttosto neutro; se invece vi piace il sapore dello zucchero, mettete il Demerara. Integrare con frollini, possibilmente integrali. Io preferisco Gran Cereale del Mulino Bianco. Preparazione Rompere le uova e separarle dall’albume. I modi sono tre: Il modo complicato: rompete l’uovo a metà e passate il tuorlo da un mezzo guscio all’altro fino a che non vi sarà più albume. Il modo semplice: rompete l’uovo in una recipiente sufficientemente largo e prendete il tuorlo con una schiumarola. Usare l’apposito separatore di tuorli che trovate in ogni negozio di attrezzature da cucina. Servendovi di un miscelatore o di un cucchiaino montare energicamente i tuorli fino ad ottenere un composto spumoso ed omogeneo. Metteteci poi lo zucchero demerara e mischiate ancora un poco in modo energico. Preparare quindi il caffè nella vostra moka preferita. Mettete qualche goccia di caffè sui frollini e poi, sopra, metteteci la spuma che avete preparato nel modo descritto. Infine, mettete il tutto su un vassoio e portatelo a letto alla vostra fortunata metà. Ve ne sarà riconoscente. Ricetta a cura di www.ricetteromane.it  

Come fare un cappuccino da re con il Bimby

cappuccino bimby

Oggi volevo parlarvi di un prodotto che molti di voi conosceranno: Il Bimby.
Il Bimby oggi è considerato uno dei più avanzati elettrodomestici da cucina disponibili sul mercato.
Si tratta di un elettrodomestico da cucina che ha radicalmente cambiato il modo di cucinare, contribuendo a dare sfogo a qualsiasi desiderio culinario facendo risparmiare tempo e fatica.

cappuccino con bimby

E siccome possiamo fare davvero quasi tutto con questo robot da cucina perché non preparare un cremoso Cappuccino?

Molte sono le varianti da considerare quando pensiamo a come fare il cappuccino con il Bimby.

– usare o no la farfalla?
– il latte deve essere intero o scremato?
– qual’è la migliore ricetta per un ottimo cappuccino con il Bimby?

Cerchiamo di dare una risposta a tutte queste domande.

Cappuccino con Bimby: Il Latte

Innanzitutto per preparare il cappuccino con il Bimby si può usare sia latte parzialmente scremato che latte intero. Il latte intero però è più indicato per ottenere una buona cremosità, le proteine che contiene (parte delle quali mancano nel latte parzialmente scremato) garantiscono una schiuma montata più soffice e densa.

Montare il latte senza la farfalla del Bimby

Di seguito vediamo come montare il latte per il cappuccino senza la farfalla del Bimby.

-Preparare il caffè con la moka o come più preferite.
-Mettere nel boccale il latte freddo di frigorifero: 3 min. vel. 4 senza misurino
-Poi impostiamo: 3 minuti, 70° di temperatura e velocità 3 senza misurino.
-Versare nelle tazze il caffè e aggiungere la schiuma di latte ottenuta. Servire.

Montare il latte utilizzando la farfalla del Bimby

Personalmente preferisco fare il cappuccino con la farfalla che rende la schiuma così compatta da sembrare quasi panna. L’abbinamento del latte intero e l’ uso della farfalla permette di fare un cappuccino con Bimby meglio di quello del bar. Ecco come fare.

Ingredienti:
1 bicchiere di latte;
caffè espresso quanto basta;
zucchero quanto basta.

Procedimento
Inserisci la farfalla.
All’interno del boccale versa il latte(freddo) e fai cuocere per 4 minuti.
Impostare 80° di temperatura, velocità 2. Una volta aver finito di montare il latte per il cappuccino versalo all’interno di una tazza con sotto un po’ di caffè. Aggiungi lo zucchero e voila! Il cappuccino espresso e schiumoso, meglio di quello del bar e’ subito pronto! Da bere bollente.
Adesso manca solo assaggiarlo. Buona colazione e attenti ai baffi di schiuma!

 


Colazione Italiana: I dolci tempi del tegolino del Mulino Bianco

Ecco. Sono le 7 del mattino. La luce entra lieve dalla finestra, che ricoperta dalla tenda bluastra di camera mia, fa un po’ un effetto strano. Ancora devo aprire gli occhi, ma il mio risveglio è già iniziato. E’ estate ed io sono venuto in campagna a trovare i miei nonni. Hanno un casa bellissima in Toscana, la tipica abitazione immersa nel verde sgargiante, di quella campagna speciale.

La Toscana è una terra che conosco bene, ci ho passato tutte le mie estati, fino all’età di 16 anni, quando i miei nonni purtroppo sono venuti a mancare. Ho amato ogni singola estate in quella casa, contornata da alberi e prati sconfinati, pieni di colori, regalati dai bellissimi fiori che, sovrani, attraggono gli occhi di chi li osserva.

Il caldo del mio letto, e la morbidezza della trapunta, fatta a posta per me da mia nonna, mi fanno a malapena percepire il primo fresco della giornata. Stiro i miei piedini, che faticano ad arrivare al bordo del letto, e lentamente anche tutti gli altri miei sensi si risvegliano.

Mi accorgo di essere rimasto nella stessa posizione per tutta la notte, come mi accadeva, solo quando ero davvero stanco e cadevo in un sonno profondo.

La colazione di una volta

Il rumore del borbottio della caffettiera, che di lì a poco avrebbe fatto nascere il primo caffè della giornata, e del nonno, che con il suo passo deciso ma silenzioso si avvicina alla nonna, con la bottiglia di vetro bianca, piena fino all’orlo del latte appena munto, mi fanno svegliare del tutto. Ma ancora non apro gli occhi.

Capisco che si avvicina alla nonna, perché i suoi passi diventano più frettolosi quando la vede e terminano bruscamente, quando la raggiunge. Di solito il tutto è contornato da un bacio, il cui rumore è quasi impercettibile: “shhh…che lo svegli”.
Poi lo schiocco. Un bacio pieno di amore e passione, ma di quelli delicati e rispettosi. I miei nonni si amavano molto, lo ricordo bene.

Stendo le braccia e inizio delicatamente ad aprire gli occhi. Subito, il mio pensiero va alla colazione. Ogni mattina, quando mi alzavo, mia nonna mi faceva trovare una bellissima tavola imbandita, piena delle merendine che più desideravo e che mia madre non voleva mai comprarmi quando eravamo a Roma.

Sento il fruscio delle carte che si rompono, e immagino il mio tegolino che mi aspetta lì pronto sul tovagliolo, fatto a mano da mia nonna, nel cesto di vimini delle delizie.

Lo chiamava così mia nonna: “…Matteo prendi il cesto delle delizie, che la nonna ti vizia un po’”.
Ogni volta che me lo diceva, abbozzava un sorriso e mi faceva una carezza, poi un po’ pentita di infrangere le regole della mia mamma, affermava che non dovevo assolutamente prendere l’abitudine a disubbidirle.

Mia madre non mi ha mai viziato. Mi ha sempre cresciuto dandomi il giusto valore della vita e delle cose. I miei nonni, invece, adoravano regalarmi tutto ciò che i miei genitori non volevano io avessi. Lo facevano perché dicevano, che questo era il loro ruolo e ne andavano fieri. Mi dovevano viziare.

Quell’estate era un po’ speciale. Fu l’estate dell’incontro con Giulia. Avevo 12 anni. Giulia era la nipote dei nostri vicini di casa. Dopo 20 anni da quell’estate sarebbe diventata mia moglie, ma ancora non lo sapevo a 12 anni. Pensavo al cesto delle delizie e a giocare all’aria aperta tutto il giorno. Giulia era solita raggiungermi il pomeriggio, e trascorrere con me tutto il tempo. Giocavamo a nasconderci e coccolare gli animali della fattoria.

Ecco. Ora il profumo del caffè è entrato nella mia stanza ed io ho gli occhi aperti già da un po’. Mi alzo di colpo. Sono felice, è una bella giornata e oggi andrò con il nonno in città. Ha promesso che nel tragitto mi farà fare qualche lezione di guida. Non vedo l’ora. Ma prima la colazione.

Esco dal mio lettone, e corro in cucina. I miei nonni sono lì. Mi danno il buongiorno ed io come sempre li abbraccio. Sono felice. Poi, dò uno sguardo alla tavola. Vedo il cesto delle delizie pieno di dolci per la merenda mattutina: brioche del mulino bianco, il soldino del mulino bianco, le crostatine alla frutta, il trancino e i saccottini.

All’improvviso realizzo. Siamo a fine Agosto e le vacanze sono finite. Il cesto delle delizie pieno, è il solito regalo che la nonna mi prepara per il viaggio di ritorno. Mi giro verso di lei e le chiedo come mai mi avesse preparato il cesto in anticipo.

Sarei dovuto partire la mattina dopo. Volevano che andassi via prima?

Una risata divertita scatta da parte di entrambi. Io sorpreso, resto in silenzio fino a che l’allegra commedia di presa in giro dei miei nonni, non si trasforma in un abbraccio di gruppo.

“Matteo…tesoro…hai dimenticato che tra mezz’ora arrivano Papà e Mamma? Sono partiti presto, a posta per passare tutta la giornata con te. Faremo colazione tutti insieme…oh amore, noi che ti mandiamo via prima … ahahha”

“Scusa nonna, avevo dimenticato. Che bello e vi hanno telefonato, sono in arrivo?”.

“Sì Matteo. Aiutami a preparare il resto per la colazione”.

Scalzo e in pigiama aiuto mia nonna a preparare la tavola. Mio nonno nel frattempo, gusta il primo caffè della giornata, e amorevolmente guarda la nonna. Poi si alza e mette su un po’ di musica.

Inizia il nostro rituale, cominciamo a cantare e ballare.

Il cesto delle delizie

La tavola è pronta. C’è il cesto delle delizie, una brocca con la spremuta d’arancia fresca, i cereali, lo yogurt, la frutta che con i suoi colori dà un tocco di estate alla tavola, e la bottiglia di latte al centro della tavola con la grande caffettiera al suo fianco.

Tutto è pronto per la colazione.

Bussano alla porta. Corro ad aprire. Sono i miei genitori.

Ma questo, purtroppo, è solo un ricordo. Un magnifico ricordo di quando ero bambino. Volevo rimembrare quella mattinata, e quella giornata.

Venne anche Giulia con noi in città e fu la prima volta che ci scambiammo un tenero bacio sulla guancia.

Ora apro gli occhi e trovo lei, e la tradizione della colazione è ancora quella, sebbene il mio tegolino, la mia merenda preferita, non sia più in produzione. Ci penso sempre a quelle estati e al cesto delle delizie, pieno di ottime merendine del Mulino Bianco.

Basta un attimo, e il morso dei saccottini mi riporta a quel tempo, quando tutto era ancora in divenire.

Colazione al Bar, abitudine evergreen per gli italiani

Quale attività non sfiorisce mai? Quale attività è un modello di business attuale anche se classico ed evergreen? Il Bar.

A drlo è la FIPE(Federazionei Italiana Pubblici Esercizi), da un cui studio si evince come il trend dei consumatori da bar è in costante crescita. Senza eccezione di zona geografica, nel nostro paese, in ogni parte della penisola.

Tutto ruota attorno alla colazione. Oltre ad essere il pasto più importante della giornata, come è indubbio e raccontato in tutte le salse, risulta anche essere il prodotto maggiormente consumato al bar. E questo ci dice chiaramente che la percezione del boom degli aperitivi(effettivamente molto diffusi negli ultimi anni) è effettivamente superata di gran lunga dal consumo della colazione al bar, vera e propria passione per gli italiani.

Tantissime sono le guide che ci spiegano come fare una colazione sana, per partire con una marcia in più ad affrontare la giornata piena di impegni: cibri equilibrati, latte yogurt, cereal, frutta, uova, frutta secca(proteine naturali). C’è da dire che l’abitudine del bar e di cappuccino e cornetto nella nostra amata italia non sfiorisce di fronte alla colazione salutare. Non ci neghiamo una brioche alla crema, o un gelato in questo periodo estivo, tutti alla ricerca di una carica energetica per darci il via.

Dalla ricerca della FIPE si evince come la metà degli esercizi si concentra in 5 regioni maggiormente:

Si tratta di Lombardia (16,9 % del totale), Lazio (10,4 %), Campania (9,6 %), Veneto (8,4 %) e Piemonte (7,2 %).

I Bar dedicati alla prima colazione sono circa un terzo del totale, mentre sono comunque molto distribuiti anche altre tipologie di bar, generalisti, bar serali, lunch bar.

Le nostre abitudini estrapolate dalla ricerca ci dicono che siamo abituati a consumare cornetti(13%) Alcolici e aperitivi(13%), gelati e snack(11%)

E Voi dove preferite fare la colazione? A Casa o al Bar?

 

fonte: Quindici Molfetta

La merenda della Nonna, riscopriamo i veri sapori di una volta

Quando arriva questo periodo tra aprile e maggio e vado a riprendere i miei figli a scuola mi ritornano in mente quei pomeriggi passati a casa della nonna, tutti i nipoti, grida e risate, pantaloncini, scarpe da ginnastica, un pallone e figli dei vicini che si univano a noi per giocare; beh, quello che non mancava mai in quei pomeriggi era la merenda della nonna.

Chi non conserva nella memoria il gusto speciale delle merende della nonna? Il ricordo di quelle mani che sfornavano biscotti o crostate, solitamente di invereno, oppure preparavano un semplice pane e pomodoro che però aveva un sapore unico?

La domanda era sempre invariabilmente la stessa: che vuoi col pane?
Quando nonna voleva coccolarci con qualcosa di dolce, solitamente era pane burro e marmellata, oppure una fetta di pane inumidita con acqua e una spolverata di zucchero o uno strato spesso di miele dorato e appiccicoso. Verso la fine dell’estate arrivava il tempo dei pomodori maturi, “strofinati” sul pane con sale e tanto olio. Una merenda fresca e salutare, specialmente quando i pomodori venivano direttamente dall’orto, ancora caldi di sole estivo.

Quando i nonni invece erano da poco tornati dalla visita ai parenti in paese, la merenda migliore era con l’uovo sbattuto.

Per prepararlo occorrevano semplicemente le uova fresche, dalle quali si prendeva il tuorlo e lo si mescolava allo zucchero, poi serviva la pazienza amorevole del nonno che lavorava il tutto rigorosamente a mano, fino a quando non ne veniva fuori una crema soffice e deliziosa.Si mangiava con il cucchiaino, poco per volta per non farlo finire troppo presto, e quando diventavi più grande avevi il permesso di aggiungerci anche un po’ di caffè!

Ma quanto era bello il momento della merenda dalla nonna? Pochi ingredienti ma di qualità incredibile… Ancora oggi sogno di ritrovare gli stessi sapori, le stesse sensazioni.
Le “merende di una volta” erano tutte povere e facili da reperire perché arrivavano direttamente da “madre natura” (farina dal grano, uova dalle galline, marmellata dalla frutta, il latte dalle mucche ecc…). La cosa sorprendente che ciò che viene definito povero in realtà è pieno di ricchezza in termini di ricordi, di benessere, di rispetto, di amore.

Oggi Le tipologie di merenda, certo, sono molto cambiate influenzate dal diverso stile di vita, dal tempo a disposizione, dal benessere economico…più o meno ricca, a seconda che si tratti di una merendina semplice oppure farcita o ricoperta di cioccolato.

Sicuramente le merende industriali sono pratiche e veloci per le mamme, gustose ed appaganti per i bambini. Ricche di zuccheri e grassi (vegetali ed idrogenati) creano dipendenza nel bambino e non lo aiutano ad apprezzare i sapori delicati che la natura ci offre.

Nonostante la vita frenetica ed il poco tempo a disposizione, quello da dedicare alla merenda, e più in generale all’alimentazione dei propri figli è tempo prezioso, è un tempo da investire per la loro salute attuale e futura.

Forse però tutti avremmo bisogno di ritrovare un po’ di quella semplicità e genuinità di un tempo.

Dieta Vegana a colazione: idee, suggerimenti, ricette

 

Parlando di dieta vegana, quest’oggi tratteremo anche l’argomento della colazione italiana. La nostra attenzione riguarderà le persone che, per scelta, hanno deciso di seguire un regime alimentare del tutto privo di derivazioni animali.

Sono sempre di più, infatti, coloro che desiderano abbandonare i classici canoni dell’alimentazione onnivora. Scegliendo modi diversi di nutrirsi, essenzialmente “senza”, ma non per questo privi di gusto, sostanza ed energia. Nella nostra guida, analizzeremo la dieta vegana che, come sappiamo, è una delle più restrittive, escludendo totalmente ogni origine animale.

Forniremo poi suggerimenti per una buona colazione italiana, proposta in un regime così imperativo. Prima di passare a questo argomento, vediamo però di capire meglio cosa s’intende, in generale, per “dieta vegana”.

Modificare la propria alimentazione (e il termine “vegano” ha una radice in comune con il latino vagatio, mutamento), non è certo facile. Privarsi di alcuni cibi fondamentali, potrebbe, in coloro che sono meno preparati e più sensibili, provocare delle reazioni da controllare.

Dieta Vegana: principi e psicologia

Con la dieta vegana, infatti, almeno all’inizio, ci si assume il rischio di un certo disagio psicosomatico, più che nutrizionale. Tramite questa pratica dietetica, potrebbero intervenire delle crisi derivate da sintomi d’astinenza. La sensazione di debolezza e la mancanza di gusti ai quali siamo stabilmente abituati sono elementi da non sottovalutare.

Decidere di seguire una dieta vegana, significa sottoporsi anche ad un’analisi psicologica. Essere certi delle ragioni che hanno portato a sceglierla è estremamente importante. Tutto ciò, al fine di evitare difficoltà che potrebbero anche imporre di interrompere il nuovo regime alimentare. Insieme ad una cultura dell’alimentazione non cruenta, chi sceglie questo percorso si sottopone anche a riflessioni di tipo etico e morale.

Nello stesso tempo, è fondamentale prestare attenzione ai messaggi corporei, senza apprensione, ma con un occhio di riguardo maggiore. Comprendere sin da subito eventuali carenze o necessità di integrazione è senza dubbio necessario. Tutto ciò, comunque, non deve spaventare, ma anzi essere in sintonia con la voglia di rimettere in forma corpo e mente.

Fantasie alimentari nella dieta vegana

Lasciamoci conquistare da ingredienti nuovi o rivalutati, come le alghe, la soia o le bacche di Goji, solo per citarne qualcuno. O dall’allegria cromatica di succhi o centrifugati, ciotole energetiche e piatti pieni di natura che sostengono un pensiero di fondo. Mangiare “senza” non significa più sedersi ad una tavola triste, incolore e povera di gusto!

Infatti, scopriremo che anche in cucina, il meno può diventare più, in termini di sapore, energia, nutrimento e fantasia. La dieta vegana, negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante. Un tempo era prerogativa degli hippies amanti della pace e della soavità, decisi a seguire regimi alimentari liberi da ogni alimento animale. Oggi, celebrità del calibro di Bill Clinton, Paul McCartney, Jay Z e Beyoncé fanno da testimonial alla dieta vegana. Anche questo, quanto meno nel’opinione pubblica, ha avuto la sua importanza per la diffusione del metodo.

Prima però di abbracciare uno stile di vita così rigido, senza dubbio, è meglio conoscere alla lettera ciò a cui si può andare incontro. Ci proviamo, con un breve elenco delle cose da sapere prima di decidere di diventare vegani.

Vademecum vegano

  • focalizzare l’attenzione solo su di sé, in modo da evitare di sentirsi in dovere di difendere dalle opinioni altrui le le proprie scelte alimentari
  • premunirsi di una varietà di cibi alternativi, ed integratori, che contengono la vitamina B12, presente in natura in notevole quantità negli alimenti di origine animale. Fondamentale per il mantenimento sano delle cellule nervose e del sangue
  • per assimilare maggiore ferro, consumare legumi, semi di girasole, uva secca e scura, verdure a foglia verde ed  alimenti ricchi di vitamina C
  • per un adulto, al giorno, è necessario acquisire almeno 0,8 gr di proteine per ogni kg di massa corporea. Le migliori fonti di proteine per una dieta vegana sono la soia, le lenticchie e i fagioli
  • i sostituti della carne sono spesso elaborati e troppo ricchi di sodio e conservanti. Il consiglio è di leggere sempre bene le etichette, e di preferire surrogati della carne quali miso, tempeh, tofu e edamame
  • iniziare il passaggio alla dieta vegana con l’aggiunta di più cibi a base vegetale. Allo stesso tempo, tagliare alimenti di origine animale, specie quelli non organici, elaborati e, soprattutto, raffinati

Dieta vegana e colazione: come alimentarsi?

Dopo aver effettuato un breve escursus sulla materia, passiamo all’argomento colazione nel regime alimentare vegano. Abbiamo già incontrato, nel nostro percorso di presentazione, alcuni alimenti base, in grado di soddisfare gusti ed esigenze sia dolci che salati.

Qualcuno, a questo punto, potrebbe obiettare: ma senza latte e biscotti, preparati con uova, creme e burro, come si può pensare di iniziare la giornata? Non a caso, questa è, quasi senza dubbio, l’opinione comune della maggior parte delle persone quando immagina il primo pasto italiano senza derivati animali. In realtà, tutto è comunque possibile, anzi a volte è persino più divertente e fantasioso di quanto si possa immaginare. Per dimostrarlo, abbiamo scelto alcune idee per una colazione vegana che, ne siamo certi, sapranno ingolosire anche gli onnivori più convinti.

Ricette vegane per la prima colazione

Vediamo insieme qualche idea sfiziosa e allo stesso tempo nutriente che possa allietare la giornata di un vegano già dalle prime ore del mattino. Peraltro, queste ricette, potranno tornare utili anche per merende o dessert, quali spuntini o fine pasto dolce, senza rinunciare al gusto.

Caffè, pane e crema spalmabile

Impossibile non pensare alla classica crema di nocciole amata da intere generazioni. In commercio si trovano versioni vegane buonissime, ma i più abili in cucina potranno preparala facilmente anche a casa. La bevanda per il buongiorno vegano potrà essere scelta fra un buon caffè, un ottimo tè o un succo di frutta. Vogliamo provare a preparare la nostra crema spalmabile vegan? Ci servono

  • 100 g Nocciole
  • 70 g Latte di soia
  • due cucchiai di cacao amaro in polvere
  • tre cucchiai di zucchero di canna
  • un cucchiaio di olio evo

Dopo aver tostato le nocciole intere per pochi minuti in una padella a fuoco basso, frullarle in un mixer, per ridurle in polvere. Aggiungere l’olio d’oliva e mescolare bene. Unire lo zucchero, il cacao e tornare a frullare ancora per qualche secondo, fino a raggiungere un composto cremoso. Incorporare il latte, mescolando fino a che la crema non sarà omogenea. Si conserva in frigorifero (in teoria, perché siamo certi che terminerà prima!) anche per una decina di giorni.

Crostata vegan

Uno dei componenti più classici per la prima colazione italiana. Rivisitato grazie alla sostituzione del burro con l’olio extravergine d’oliva, e delle uova con acqua. Gli ingredienti sono

  • 300 g di farina
  • 130 ml di olio extravergine di oliva (sapore delicato)
  • 200 ml di acqua
  • 90 g di zucchero (semolato o di canna)
  • un baccello di vaniglia
  • zeste di limone
  • confettura di frutta

Per la versione vegana della pasta frolla, si dovranno mescolare tutti gli ingredienti elencati con una frusta o una impastatrice planetaria. Una volta ottenuto un panetto omogeneo, sarà necessario farlo raffreddare in frigo per almeno mezz’ora. Trascorso questo tempo, stenderlo,  farcirlo con la marmellata ed infornarlo a 180° per circa 40′.

Pannacotta vegana

Un goloso budino vegetale, per soddisfare anche la voglia di morbido e cremoso. Gli ingredienti saranno

  • 1 frutto (a scelta fra mango, banana, albicocca)
  • 5 dl di latte di cocco
  • 80 g di zucchero di canna
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • agar agar

Mettere a scaldare il latte con la vaniglia, l’agar agar e lo zucchero. Portare ad ebollizione, togliere il baccello, abbassare la fiamma mescolando per 5/6 minuti. Pulire la frutta e ricavarne un frullato di circa 200 gr dalla polpa. Incorporala al composto di latte di cocco, versare in 4 bicchieri, coprire con pellicola alimentare. Far riposare in frigo per almeno 6 ore

Colazione italiana vegana: idee, ricette e consigli sfiziosi

Parlando di dieta vegana, quest’oggi tratteremo anche l’argomento della colazione italiana. La nostra attenzione riguarderà le persone che, per scelta, hanno deciso di seguire un regime alimentare del tutto privo di derivati animali.

Sono infatti sempre di più coloro che desiderano abbandonare i classici canoni dell’alimentazione onnivora. In che modo lo fanno? Scegliendo modi diversi di nutrirsi, essenzialmente “senza”, ma non per questo privi di gusto, sostanza ed energia. Nella nostra guida, analizzeremo la dieta vegana che, come sappiamo, è una delle più restrittive, in quanto esclude totalmente ogni alimento di origine animale.

Forniremo poi suggerimenti per una buona colazione italiana. Prima di passare a questo argomento, vediamo però di capire meglio cosa s’intende, in generale, per dieta vegana.

Dieta Vegana: principi e psicologia

Con la dieta vegana, almeno all’inizio, ci si assume il rischio di un certo disagio psicosomatico, più che nutrizionale. Tramite questa pratica dietetica, potrebbero intervenire delle crisi derivate da sintomi d’astinenza. La sensazione di debolezza e la mancanza di gusti ai quali siamo stabilmente abituati sono elementi da non sottovalutare.

Decidere di seguire una dieta vegana, significa sottoporsi a qualcosa di molto simile a un’analisi psicologica. Essere certi delle ragioni che hanno portato a scegliere il regime alimentare è estremamente importante. Tutto ciò è basilare al fine di evitare difficoltà che potrebbero anche portare a interrompere il nuovo modo di alimentarsi. Insieme a una cultura dell’alimentazione non cruenta, chi sceglie questo percorso si sottopone anche a riflessioni di tipo etico e morale sul futuro del pianeta e sullo sfruttamento delle risorse.

Nello stesso tempo, è fondamentale prestare attenzione ai messaggi corporei, senza apprensione, ma con un occhio di riguardo maggiore. Comprendere sin da subito eventuali carenze o necessità di integrazione è senza dubbio necessario. Tutto ciò, comunque, non deve spaventare, ma anzi essere in sintonia con la voglia di rimettere in forma corpo e mente.

Fantasie alimentari nella dieta vegana

Lasciamoci conquistare da ingredienti nuovi o rivalutati, come le alghe, la soia o le bacche di Goji, solo per citarne qualcuno. Fondamentale è anche soffermarsi sull’allegria cromatica di succhi o centrifugati, ciotole energetiche e piatti pieni di natura che sostengono un pensiero di fondo: mangiare senza proteine o altri nutrienti di origine animale non significa più sedersi ad una tavola triste, incolore e povera di gusto!

Infatti scopriremo che, in cucina, i menù vegani non hanno nulla da invidiare a quelli onnivori i termini di sapore, energia, nutrimento e fantasia. La dieta vegana, negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante. Un tempo era prerogativa degli hippies amanti della pace e della soavità, decisi a seguire regimi alimentari liberi da ogni alimento animale. Oggi, celebrità del calibro di Bill Clinton, Paul McCartney, Jay Z e Beyoncé fanno da testimonial alla dieta vegana. Anche questo, quanto meno nel’opinione pubblica, ha avuto la sua importanza per la diffusione del metodo.

Prima di abbracciare uno stile di vita così rigido, senza dubbio, è meglio conoscere alla lettera ciò a cui si può andare incontro. Ci proviamo, con un breve elenco delle cose da sapere prima di decidere di diventare vegani.

Vademecum vegano

  • Focalizzare l’attenzione solo su di sé, in modo da evitare di sentirsi in dovere di difendere dalle opinioni altrui le le proprie scelte alimentari.
  • Premunirsi con una varietà di cibi alternativi e integratori a base di vitamina B12, presente in natura in notevole quantità negli alimenti di origine animale. Questa sostanza è fondamentale per il mantenimento della salute delle cellule nervose e di quelle del sangue.
  • Per assimilare la maggiore quantità possibile di ferro, consumare legumi, semi di girasole, uva secca e scura, verdure a foglia verde ed  alimenti ricchi di vitamina C.
  • Per un adulto, ogni giorno, è necessario acquisire almeno 0,8 gr di proteine per ogni kg di massa corporea. Le migliori fonti di proteine per una dieta vegana sono la soia, le lenticchie e i fagioli
  • I sostituti della carne sono spesso elaborati e troppo ricchi di sodio e conservanti. Il consiglio è di leggere sempre bene le etichette, e di preferire surrogati della carne quali miso, tempeh, tofu e edamame
  • Iniziare il passaggio alla dieta vegana con l’aggiunta di più cibi a base vegetale. Allo stesso tempo, tagliare alimenti di origine animale, specie quelli non organici, elaborati e, soprattutto, raffinati.

Dieta vegana e colazione: come alimentarsi?

Dopo aver effettuato un breve escursus sulla materia generale, passiamo all’argomento colazione nel regime alimentare vegano. Abbiamo già incontrato, nel nostro percorso di presentazione, alcuni alimenti base sia dolci sia salati, in grado di soddisfare diversi gusti ed esigenze.

Qualcuno, a questo punto, potrebbe obiettare: ma senza latte e biscotti, preparati con uova, creme e burro, come si può pensare di iniziare la giornata? Non a caso, questa è, quasi senza dubbio, l’opinione comune della maggior parte delle persone quando immagina il primo pasto italiano senza derivati animali. In realtà, tutto è comunque possibile, anzi a volte è persino più divertente e fantasioso di quanto si possa immaginare. Per dimostrarlo, abbiamo scelto alcune idee per una colazione vegana che, ne siamo certi, sapranno ingolosire anche gli onnivori più convinti.

Ricette vegane per la prima colazione

Vediamo insieme qualche idea sfiziosa e allo stesso tempo nutriente che possa allietare la giornata di un vegano già dalle prime ore del mattino. Queste ricette, potranno tornare utili anche per merende o dessert, quali spuntini o fine pasto dolce, senza rinunciare al gusto.

Caffè, pane e crema spalmabile

Impossibile non pensare alla classica crema di nocciole amata da intere generazioni. In commercio si trovano versioni vegane buonissime, ma i più abili in cucina potranno preparala facilmente anche a casa. La bevanda per il buongiorno vegano, ottima compagna della deliziosa crema, potrà essere scelta fra un buon caffè, un ottimo tè o un succo di frutta. Vogliamo provare adesso a preparare la nostra crema spalmabile vegan? Ci servono

  • 100 g Nocciole
  • 70 g Latte di soia
  • due cucchiai di cacao amaro in polvere
  • tre cucchiai di zucchero di canna
  • un cucchiaio di olio evo

Dopo aver tostato le nocciole intere per pochi minuti in una padella a fuoco basso, frullarle in un mixer, per ridurle in polvere. Aggiungere l’olio d’oliva e mescolare bene. Unire lo zucchero, il cacao e tornare a frullare ancora per qualche secondo, fino a raggiungere un composto cremoso. Incorporare il latte, mescolando fino a che la crema non sarà omogenea. Si conserva in frigorifero (in teoria, perché siamo certi che terminerà prima!) anche per una decina di giorni.

Crostata vegan

Parliamo ora di uno dei componenti più classici della prima colazione italiana. Nelle prossime righe lo abbiamo rivisitato grazie alla sostituzione del burro con l’olio extravergine d’oliva, e delle uova con acqua. Gli ingredienti sono

  • 300 g di farina
  • 130 ml di olio extravergine di oliva (sapore delicato)
  • 200 ml di acqua
  • 90 g di zucchero (semolato o di canna)
  • un baccello di vaniglia
  • zeste di limone
  • confettura di frutta

dieta vegana

Per la versione vegana della pasta frolla, si dovranno mescolare tutti gli ingredienti elencati con una frusta o una impastatrice planetaria. Una volta ottenuto un panetto omogeneo, sarà necessario farlo raffreddare in frigo per almeno mezz’ora. Trascorso questo tempo, stenderlo,  farcirlo con la marmellata ed infornarlo a 180° per circa 40′.

Pannacotta vegana

Un goloso budino vegetale, per soddisfare anche la voglia di morbido e cremoso. Gli ingredienti saranno

  • 1 frutto (a scelta fra mango, banana, albicocca)
  • 5 dl di latte di cocco
  • 80 g di zucchero di canna
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • agar agar

Mettere a scaldare il latte con la vaniglia, l’agar agar e lo zucchero. Portare ad ebollizione, togliere il baccello, abbassare la fiamma mescolando per 5/6 minuti. Pulire la frutta e ricavarne un frullato di circa 200 gr dalla polpa. Incorporala al composto di latte di cocco, versare in 4 bicchieri, coprire con pellicola alimentare. Far riposare in frigo per almeno 6 ore.