Colazione bilanciata: approfondiamo con Silvia Caioli Biologa Nutrizionista

una sana colazione

La colazione è da sempre definita come il pasto più importante della giornata, e per questo strettamente legata quindi all’argomento della nutrizione. In questo articolo approfondiamo alcuni aspetti con la D.ssa Silvia Caioli, Biologa e Nutrizionista, PhD in Neuroscienze.

Innanzitutto la ringrazio della sua disponibilità mostrata.
Le va di raccontare come e perchè ha deciso di intraprendere una professione nell’ambito della
nutrizione?

Sono sempre stata affascinata dalla biologia, in tutte le sue forme, e alcuni esami sostenuti all’Università hanno acceso in me la passione per le Neuroscienze e per la Nutrizione. Così, dopo la laurea in biologia sono entrata nel mondo della ricerca in Neuroscienze e, ancora oggi, mi occupo di ricerca nell’ambito delle malattie neurodegenerative.

Intanto, però, sentivo parlare ovunque di temi riguardanti l’alimentazione e, studiando pubblicazioni internazionali, cercavo di dare risposte scientificamente provate a domande come: olio di palma si o no? Latte si o no? Carne rossa si o no? Questo mi ha fatto render conto che mancava qualcosa alla mia formazione e così ho deciso di frequentare un Master Universitario in Dietetica e Nutrizione Clinica e, successivamente, tanti corsi di formazione specifici del settore della nutrizione.
Ad oggi riesco ad affiancare le mie due passioni: il lavoro da Ricercatrice, che mi permette di scoprire come “il piccolo di una cellula” si ripercuota sul “grande di un intero organismo”, ed il lavoro da Biologa Nutrizionista, attraverso il quale posso aiutare concretamente le persone mediante la divulgazione dell’importanza di una dieta equilibrata e di uno stile di vita sano ed attivo.
Quanto è a suo avviso importante la colazione all’interno di un’alimentazione completa?
“Non saltare la colazione, è il pasto più importante della giornata!”

Quante volte ce lo siamo sentito dire? Ed effettivamente è così. Ci sono ormai tantissimi studi in cui si evidenzia che la colazione sia il pasto principale per cui dovrebbe essere ricca, nutriente e ben bilanciata (Lee 2017a). Già negli anni ’60 la Nutrizionista Adelle Davis affermava: ”A colazione mangia come un re, a pranzo come un principe e a cena come un povero”.
Ma perché la colazione è così importante?


Durante la notte il metabolismo corporeo continua a consumare energia ed al risveglio il nostro organismo proviene da un periodo di digiuno di circa 8-9 ore. Per cui, al mattino, esiste la necessità fisiologica di introdurre energia per affrontare la giornata (Fries 2009). Se si salta la colazione il corpo entra in uno stato di “risparmio energetico” per cui tenderà a rallentare il metabolismo e ad accumulare grasso, a discapito dei muscoli. Perciò, fare colazione al mattino è importante da un punto di vista energetico e per non accumulare peso corporeo, ma non solo…un ampio numero di pubblicazioni scientifiche sostiene che la colazione sia un pasto fondamentale per il mantenimento di un buono stato di salute e che saltarla possa avere conseguenze sorprendentemente gravi. Secondo gli scienziati saltare la colazione rende più affamati nel corso della giornata, portando a fare pasti più abbondanti e provocando un aumento eccessivo di zuccheri nel sangue (Cahill, 2013). Questo può aprire la strada al diabete, all’aumento della pressione e ad alterazioni dei livelli di grassi nel sangue (colesterolo e trigliceridi), tutti fattori di rischio per lo sviluppo di patologie cardiache. Inoltre, è stato dimostrato che la colazione sia in grado di ridurre lo sviluppo di stati depressivi e di ansia, di alleviare l’insonnia e di migliorare la qualità della vita (Lee 2017b).
Fare colazione al mattino aiuta a superare la “crisi del risveglio”! E’ stato ampiamente dimostrato dagli psicologi che il risveglio mattutino è il momento in cui si decide con quale spirito si affronterà la giornata e che fare una colazione SANA e BEN BILANCIATA significa partire di buonumore!
Che tipo di nutrienti non devono mancare alla colazione?

Colazione
Purtroppo, ad oggi, il 30% degli adulti non sa fare colazione (sempre che la faccia) poiché sceglie alimenti troppo dolci, o troppo grassi, o mangia troppo o troppo poco. Ma cosa è meglio scegliere per la nostra
colazione?
Non esiste una risposta universalmente valida poiché dipende dai nostri gusti (dolce o salato?), dal tempo che abbiamo a disposizione (concediamoci almeno 15 minuti così da iniziare la giornata con il piede giusto) e dal contesto culturale (ad esempio, se siete in Nigeria molto probabilmente vi troverete a fare colazione con il Moi Moi, una merendina a base di pasta di fagioli, gamberi, pomodori e cipolle arrotolata in delle foglie di banano e poi cotta). Per essere COMPLETA la prima colazione deve contenere tutti i nutrienti: carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali e, per essere BILANCIATA, li deve contenere nelle giuste proporzioni. Una colazione basata su un solo nutriente, ad esempio caffè con zucchero e cornetto ripieno, è completamente sbilanciata a favore degli zuccheri, possiede uno con scarso valore nutrizionale e può predisporre allo sviluppo di sovrappeso, obesità e diabete di tipo 2.
Quindi a colazione, ma anche in tutti i pasti della giornata, pensiamo ai nutrienti (tutti e non solo uno) e alla
forma con cui devono essere assunti:

brioches
i carboidrati che assumete a colazione non devono essere raffinati, per evitare che ci siano quei tanto temuti picchi glicemici. Quindi, merendine, biscotti e prodotti eccessivamente dolci sono da evitare.
Utilizzate, invece, prodotti a base di farine integrali come pane, fette biscottate o biscotti secchi integrali (ma fate attenzione ai prodotti industriali, molto spesso sono addizionati di zuccheri) perché, essendo ricchi di fibre, rallentano l’assorbimenti intestinale dei carboidrati e abbassano il picco glicemico nel sangue;
• mangiate frutta fresca di stagione perché questo fa si che vengano assunti sali minerali, vitamine, fibre
e sostanze protettive come gli antiossidanti già all’inizio della giornata;
• non fate mancare i grassi buoni della frutta secca (noci, nocciole o mandorle);
yogurt a colazione

• devono essere presenti anche le proteine contenute in latte, yogurt, uova, formaggio, prosciutto magro (ad esempio in un toast) o bevande a base di soia (meglio se arricchite in calcio e vitamine). Evitate prodotti ricchi di zuccheri come i succhi di frutta o gli yogurt con zuccheri aggiunti (la maggior parte!), ed evitate di aggiungere zucchero ad esempio nel latte o nel caffè. E’ fondamentale che leggiate sempre le etichette di ciò che acquistate!
Riferendoci ad un uomo adulto ed in salute, alcuni esempi di colazioni dolci complete e ben bilanciate sono:
– uno yogurt bianco intero (oppure yogurt greco, più proteico rispetto allo yogurt classico) con cereali integrali, due noci ed un frutto fresco di stagione;
– latte con fette biscottate integrali, un velo di marmellata biologica (senza zuccheri aggiunti), 2 noci ed un frutto fresco di stagione;
– caffè o tè (senza zucchero), due fette di pane integrale con ricotta e cacao amaro in polvere, 2 noci ed un frutto di stagione;
Una volta ogni tanto vi potete concedere una colazione a base di cappuccino o caffè (senza zucchero) e cornetto, ma meglio che sia integrale e senza creme o marmellate (ricchissime di zuccheri), per mangiare poi il frutto a metà mattina.
Per chi predilige, invece, una colazione salata, alcuni esempi sono:
– una fetta di pane integrale con ricotta o un uovo sodo, olio extravergine di oliva ed un frutto di stagione;
– una fetta di pane integrale con salmone affumicato o tonno al naturale ben sgocciolato, avocado (è un frutto dalle molteplici proprietà, che si presta bene all’abbinamento con i piatti salati, ma è molto grasso quindi è bene non abusarne) ed un frutto di stagione.
L’ideale è variare il più possibile nella scelta degli alimenti, facendo si che sia sempre presente un rappresentante per ogni nutriente.
Ci sono abbastanza varianti a colazione per ovviare alle intolleranze alimentari?

colazione intolleranze
Sicuramente anche chi ha un’intolleranza alimentare può fare una buona e sana colazione. Prima di tutto, però, è necessario sottolineare che se si manifestano sintomi riconducibili ad intolleranza o allergia alimentare è bene rivolgersi ad un medico specialistico e sottoporsi a test appropriati, con strumenti validati scientificamente. Ormai sembra che si sia scatenata “la moda” per cui tutto è spiegabile dalla presenza di un’allergia o un’intolleranza alimentare, fino ad arrivare ad una vera e propria avversione psicologica verso il cibo.

Non devono essere effettuate autodiagnosi e regimi fai da te: ricordate che l’eliminazione di un alimento dalla dieta, se non necessaria, può avere gravi conseguenze per l’organismo.
Quando si parla di colazione ed intolleranze alimentari non si può non pensare alla sensibilità al glutine e all’intolleranza al lattosio. Se si deve limitare l’assunzione di glutine (o eliminarlo del tutto), sicuramente la cosa più semplice è scegliere tra i moltissimi prodotti da forno privi di glutine, contrassegnati dalla spiga barrata.

Ma, dal momento che esistono dei cereali NATURALMENTE privi di glutine, perché non usarli al
posto di questi costosissimi prodotti gluten-free INDUSTRIALI? Pane, fette biscottate, biscotti, dolci privi di
glutine sono, purtroppo, ricchi di altri ingredienti non salutari utilizzati per mimare l’effetto addensante del glutine stesso. I cereali privi di glutine sono riso, miglio, mais, grano saraceno, quinoa e amaranto e, oltre a trovarli soffiati (ad esempio del riso soffiato puro) da aggiungere a yogurt o latte, potreste utilizzarli per preparare delle gustose creme (una sorta di porridge) a cui aggiungere frutta fresca o frutta secca, miele,
uvetta, gocce di cioccolato fondente (almeno al 75%). Inoltre, si possono sperimentare ricette casalinghe con farine prive di glutine (farina di cocco o di mandorle), limitando lo zucchero e aggiungendo dei pezzetti
di frutta fresca. Ricordatevi di montare a lungo le uova poiché l’assenza di glutine farà crescere poco il
vostro dolce!
E per chi è intollerante al lattosio? In questo caso la scelta di cosa mangiare a colazione è più semplice, sia
perché esistono ormai prodotti delattosati di tutti i tipi (latte, yogurt, yogurt greco, ricotta o formaggi), sia perché le bevande vegetali come quella di riso, soia, mandorla, avena (dal 14 giugno di quest’anno non possono più essere chiamate “Latte”!) riempiono gli scaffali dei supermercati.

Se però si sceglie di fare colazione con una tazza di bevanda di riso si deve essere consapevoli che si tratta di un alimento NutrizionalMente differente dal latte vaccino. Infatti tutte le bevande vegetali sono praticamente prive di
proteine, ad eccezione di quella di soia che ne contiene quasi la stessa quantità del latte vaccino (ma si tratta di proteine vegetali con un profilo nutrizionale differente da quelle animali). Inoltre, spesso contengono grassi e zuccheri aggiunti, per cui ancora una volta, leggete sempre le etichette di ciò che acquistate e scegliete quelle con il calcio addizionato! Attenzione anche a biscotti, torte e prodotti da forno in generale perché potrebbero contenere lattosio.
Per concludere, è possibile considerare l’opzione colazione salata che includa le uova, consigliabili sempre ma con moderazione (a meno che non si sia allergici alle proteine dell’albume dell’uovo), cotte al tegamino, alla coque o in camicia (l’uovo fritto, strapazzato o sodo è molto più difficili da digerire!).

Pancake per colazioneUn’alternativa molto gustosa può essere quella di preparare dei pancake ad hoc senza glutine e/o senza latte. Basta sbattere due uova con un pizzico di sale, un cucchiaio abbondante di farina di mandorle (o di cocco), un cucchiaio di miele, un dito di acqua (o di latte, o bevanda di riso) e cacao o cannella. Si può cuocere in una padella antiaderente con un goccio di olio extravergine di oliva e servire con frutta fresca e/o miele.Provateli, sono buonissimi!
In quali paesi tradizionalmente è più facile trovare e consumare una colazione bilanciata?
E’ sempre colazione in qualche parte del mondo!
Eh si, a pensarci bene è proprio così. Ma le colazioni che si fanno in giro per il mondo sono diversissime tra loro: si va dal dolce al salato, passando per marmellata, uova, carne, salumi, sottaceti, spezie e svariati tipi di pane e frutta. Quasi sempre accompagnati da tè o caffè. Insomma, ce n’è abbastanza da aver voglia di provarle tutte. Ma qual è quella più bilanciata?

riso
Partiamo, ad esempio, dall’Asia in cui l’alimento principe anche della colazione è il riso, accompagnato da
carne, pesce, alghe, uova, spezie e a volte latte di cocco, oppure la zuppa di miso. In questo caso si tratta di
una colazione completa ma a seconda delle quantità e delle modalità di cottura (a meno che non sia tutto cotto al vapore) potrebbe risultare troppo abbondante e pesante.

 

medioriente colazione
In Medio Oriente la colazione è composta da pane pita accompagnato da legumi, formaggi e yogurt speziati. Anche in questo caso si tratta di una colazione eccessivamente ricca di grassi (formaggi, yogurt) e di difficile digestione data l’aggiunta di molte spezie.

 

 

 

 

 

colazione americana
Dall’altro lato del mondo, negli Stati Uniti, spopolano i pancakes, una sorta di crepes leggermente lievitate
e condite con sciroppo d’acero, marmellata o crema di cioccolato, il tutto accompagnato da caffè americano o da succo d’arancia. Questa colazione risulta abbastanza carente in proteine e ricca in zuccheri e in grassi, per non parlare del metodo di cottura dei pancakes (sono buonissimi ma comunque sono fritti in padella). Se l’alternativa è la tazzona di latte e cereali ci troviamo davanti ad una colazione ricca degli zuccheri di cui sono addizionati i cereali e povera di carboidrati complessi.

colazione inglese

Veniamo ai Paesi a noi un po’ più vicini, ma solo come distanza geografica certamente non come abitudini
alimentari. La colazione all’inglese consiste in una porzione di bacon fritto in padella, accompagnato
da uova strapazzate e, a volte, salsicce, fagioli, pomodori e funghi. Ricca in proteine ma povera in carboidrati, di certo è pesante da fare tutti i giorni, ma sicuramente imperdibile nel caso di una visita a
Londra e dintorni.

 

 

porridge

Tipico della tradizione anglosassone è anche il porridge, che altro non è che avena (oppure quinoa o amaranto) bollita nel latte ed impreziosita con pezzi di frutta secca, fresca o miele.
Confesso che l’ultima volta che sono stata a Londra ho preferito provare la colazione a base di porridge e mi è piaciuta davvero molto! E’ un’ottima alternativa dal punto di vista qualitativo e nutrizionale.

 

 

 

 

churros

Se si va in vacanza in Spagna non si può non provare la colazione con i churros, deliziose frittelle di pasta
lunga (ovviamente fritte) spolverate con zucchero a velo o da immergere nella cioccolata calda. Come potete immaginare i churros sono buonissimi ma non proprio adatti ad una colazione sana e bilanciata.

 

 

pain au chocolat

Una volta a Parigi la nostra colazione sarà a base di croissant o brioches, come il pain au chocolat (un
saccottino al cioccolato), o della classica baguette con burro o marmellata. In ogni caso si tratta di colazioni
molto caloriche, ricche di zuccheri e grassi, non perfettamente allineate con il concetto di colazione sana.
Ed infine torniamo alla nostra colazione italiana a base di caffè, cappuccino, cornetto, biscotti o fette biscottate e marmellata. Composta in questo modo non è certamente la colazione più sana, ma se il cornetto lo scegliamo integrale o lo sostituiamo con dei cereali integrali o con delle fette di pane tostato con un filo di marmellata e li accostiamo a latte o yogurt bianco con frutta fresca e secca, sicuramente inizieremo la giornata con un pasto equilibrato.
In quali Paesi è più facile trovare una colazione bilanciata? La risposta è in tutti e in nessuno! Più o meno in
ogni Paese potete iniziare la giornata con un pasto sano e bilanciato, che sia dolce o salato; il segreto è capire come abbinare tra loro gli alimenti, preparati però con modalità di cottura appropriate. Il bello è anche sperimentare colazioni nuove e chissà che non le preferiate alla vecchia!
Da esperta: lei cosa mangia a colazione in genere?
Non riesco ad iniziare la giornata senza aver fatto colazione. E non lo dico solo perché fino a qualche riga fa
ho parlato di quanto sia importante! Per me è realmente una coccola mattutina senza la quale non riesco
ad attivarmi.
Da buona italiana la mia prima colazione è dolce, anche se non nego che durante i vari viaggi che ho fatto ho sperimentato anche qualche piatto salato. Fino a un anno fa la mia colazione consisteva in latte e cereali
integrali oppure fette biscottate e marmellata…adoro la marmellata e, per evitare di mangiare quelle industriali più ricche di zuccheri che di frutta, spesso la preparo da sola utilizzando la frutta colta dagli alberi
di amici e parenti (nespole, albicocche, susine e pere).

kefir

Circa un anno fa, però, ho ricevuto un regalo“speciale” da un’amica: un barattolino di kefir. Cos’è il kefir?

Nonostante il nome esotico e poco conosciuto, il kefir altro non è che latte fermentato dalla consistenza cremosa e lievemente acidula molto
simile allo yogurt bianco ma molto più ricco di probiotici, la cui origine sembra risalire a più di 100 anni fa nelle comunità delle montagne caucasiche. Già allora si erano comprese le proprietà benefiche del kefir, ma, ad oggi, sono moltissime le pubblicazioni scientifiche che ne dimostrano gli effetti positivi tra cui la riduzione dei problemi gastrointestinali e delle allergie, la riduzione dei livelli di colesterolo, un’azione antinfiammatoria e anche potenzialità antitumorali (la lista degli effetti benefici del kefir è veramente lunga, trovate un riassunto nel lavoro di Ahmed del 2013). Il regalo della mia amica è diventato la mia colazione quotidiana, arricchito con pezzi di frutta fresca, secca e cereali integrali e un pò di cannella. Ogni tanto, però, ancora oggi nella mia colazione trovano spazio latte, fette biscottate o fette di pane tostato con marmellata e frutta fresca.
E il caffè…il caffè non manca mai, ma senza zucchero!

 

colazione iitaliana

Dott.ssa Silvia Caioli
PhD in Neuroscienze
Biologa Nutrizionista

Facebook di Nutrizionalmente
mail: silviacaioli@gmail.com
web: www.nutrizionalmente.com

BIBLIOGRAFIA
Ahmed Z, Wang Y, Ahmad A, Khan ST, Nisa M, Ahmad H, Afreen A. Kefir and health: a contemporary
perspective. Crit Rev Food Sci Nutr (2013) 53(5):422-34.
Cahill LE, Chiuve SE, Mekary RA, Jensen MK, Flint AJ, Hu FB, Rimm EB. A prospective study of breakfast
eating and incident coronary heart disease in a cohort of male U.S. health professionals. Circulation (2013)
128, 337–343.
Fries E, Dettenborn L, Kirschbaum C. The cortisol awakening response (CAR): Facts and future directions.
International Journal of Psychophysiology (2009) 72, 67–73.
Lee SA, Park EC, Ju YJ, Lee TH, Han H, Kim th. Breakfast: The most important meal of the day? International
Journal of Gastronomy and Food Science (2017a) 8, 1-6.
Lee SA, Park EC, Jun Ju Y, Lee TH, Han E, Kim TH. Breakfast consumption and depressive mood: A focus on
socioeconomic status. Appetite 114 (2017b) 313-319.

 

Caffè freddo: tutte le varianti di gusto della bevanda più richiesta dell’estate

Non c’è che dire, non si rinuncia mai ad un buon caffè. E soprattutto se si è estimatori maniacali di questa bevanda, che è più un’istituzione che semplicemente qualcosa che si beve.

Sicuramente il caldo torrido di questo periodo non aiuta ad avvicinarci al classico caffè espresso italiano proprio della nostra tradizione nel mondo.

E’ pur vero che grazie alla variante fredda possiamo mantenere il nostro gusto per il caffè.

Solo in Italia ci sono tantissimi modi per realizzare un caffè freddo eccezionale che non fa rimpiangere il suo fratello “caliente”, anzi considerando alcune varianti ci fanno sognare anche mete esotiche anche se lo prepariamo in casa.

In questo approfondimento vogliamo descrivere molti modi di realizzare un caffè freddo perfetto, a prova di fondamentalisti del caffè.

Caffè in ghiaccio

Nasce dal Salento questa variante in cui si versa l’espresso in una tazza piena di ghiaccio. Alcuni indigeni della provincia di Lecce lo amano con l’aggiunta del latte di mandorla, a correggere e rendere esotico il tutto.

Va bevuto velocemente, prima che il ghiaccio si sciolga.

 

Caffè Shakerato

 

Questa è forse la variante del caffè freddo più diffusa al mondo, più fuori dall’Italia che da noi. Negli Stati Uniti è divenuto un must nella consumazione del caffè, e anche nei paesi asiatici, Giappone in primis, va per la maggiore.

Consiste nello shakerare con ghiaccio il caffè già freddato a temperatura ambiente. Alcune varianti lo vogliono con latte, o volendo anche zucchero e liquore a piacimento. Più uno Status Symbol, un modo di vivere l’esperienza con il caffè.

Caffè Nuvola

 

Ricorda molto il diffusissimo Cafè Zero di Algida come consistenza, ed è realizzato frullando ghiaccio, caffè e zucchero. Ideale per i pomeriggi caldissimi d’estate, dal gusto leggero e gradevole.

 

Caffè Vietnamita

In Vietnam e usanza aggiungere un cubetto di ghiaccio all’infusione di caffè alla fine della preparazione, spesso mettendo sul fondo della tazzina del latte condensato, per addolcire il caffè freddo realizzato.

 

Caffè Freddo in Moka

 

Fa parte della nostra tradizione, del nostro modo di vivere. E molti bar ancora preparano il caffè freddo tradizionalmente, freddando il caffè ottenuto dalla Moka e messo a raffreddare a temperatura ambiente e poi riposto in frigorifero pronto per ogni evenienza. Un classico che tutti, più o meno hanno provato e amano.

 

Caffè freddo aromatizzato

 

Molte varianti del caffè freddo tendono ad aggiungere degli aromi, con i classici topping da bar, in modo di dare un sapore particolare al caffè freddo. Banana, Cocco, Nocciola e tutti i sapori forti come il caffè posso accostarsi a questa variante particolare.

 

Crema di caffè

 

Una variante offerta anche nei bar è la ormai classica Crema di Caffè, una proposta che ci fa ricordare il sapore della Coppa del Nonno, che molti di noi hanno amato da bambini e continuano ad amare. La proposta della crema di caffè contiene panna montata o un’emulsione di latte che rende il caffè cremoso.

C’è anche la possibilità di ottenere in casa il caffè freddo in crema senza latte o panna, facendo raffreddare per bene il caffè in congelatore, e una volta estratto dal freezer gelato, dopo 10/15 minuti a temperatura ambiente, shakerato all’interno di una bottiglia di plastica o contenitore chiuso, in modo di ottenere una crema fredda al caffè perfetta, ma senza gli inconvenienti che molti intolleranti hanno nel consumo tradizionale di latte o derivati.

 

Caffè freddo in 5 minuti con Bimby

 

Per molti appassionati dello splendido Multiuso Bumby della Vorwerk, c’è la possibilità di realizzare in 5 minuti un caffè freddo a regola d’arte in pochi semplici passaggi. Servono:

  • 10 Cubetti di Ghiaccio
  • 2 Tazzine di caffè(Moka o Espresso lungo)
  • 4 Cucchiaini di Zucchero(Canna o raffinato)

Tritare il ghiaccio a velocità 10 per 5 secondi;

aggiungere caffè e zucchero, e shakerare per 50 secondi a velocità 7;

servire velocemente in due bicchieri.

 

Io personalmente amo molto le varianti “aromatizzate” del caffè freddo, per mia golosità anche con l’aggiunta di panna e nutella.

 

 

 

 

 

E voi? Qual’è la vostra variante preferita di caffè freddo?

 

 

 

 

 

 

 

La colazione vegana: consigli per renderla completa ed equilibrata

La colazione, argomento dibattutissimo negli ultimi tempi. Farla o non farla? É davvero il pasto più importante della giornata?

Per quanto mi riguarda è come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina.

Nel frattempo mi tengo stretta questa fantastica abitudine che è entrata con dolcezza a far parte della mia routine quotidiana ed è ormai fondamentale per farla cominciare nel modo giusto.

Ogni mattina sento il bisogno di avere davanti qualcosa che non solo sia buono, ma che sia anche bello. Adoro dedicare del tempo alla preparazione di questo pasto e provare ogni giorno qualcosa di nuovo.

muffin cacao veganAttraverso la sperimentazione ho iniziato a creare varianti sane di ricette di dolci tradizionali, fino ad arrivare a creare versioni vegane di dolci come muffin, pancake e persino crostate! Riconosco che non tutti abbiano tempo da dedicare alla creazione di dolci tentazioni per la colazione, e che altri ostacoli possano presentarsi se si è vegani e sembra che le alternative ai classici alimenti o ingredienti con origini animali siano difficili da trovare.

Con questo articolo desidero mostrarvi che ci si può coccolare di prima mattina anche con una colazione completamente vegana.

La colazione può essere sia salata che dolce, più o meno elaborata a seconda delle esigenze, insomma ce n’è per tutti i gusti!

Se preferite una colazione dolce potete scegliere qualcosa di veloce e poco elaborato come una bevanda (Latte di riso, soia, avena….) o yogurt vegetali a fette biscottate, pane fresco, gallette con marmellata o creme spalmabili di frutta secca, oppure a granola, muesli, cereali in fiocchi o soffiati insieme a un succo di frutta o un frutto fresco e di stagione.

Una colazione molto veloce e saziante può essere il porridge, una pietanza a base di fiocchi d’avena, cotti in latte o acqua, alla quale si possono abbinare frutta fresca, cioccolato fondente vegano, frutta secca, sia in cottura che successivamente. Il porridge è ottimo d’inverno caldo e appena fatto ma anche d’estate freddo e preparato la sera precedente.

Si può passare poi a colazioni più elaborate se preparate in casa, con dolci da forno come muffin, biscotti, torte o barrette energetiche accompagnate da yogurt o bevande vegetali.

Al giorno d’oggi questi prodotti da forno di possono trovare anche in versione vegana e con materie prime di ottima qualità presso i supermercati biologici, quindi si può non rinunciare a qualche dolce sfizio appena svegli. Da non dimenticare gli splendidi pancakes o crepes che si possono fare con con qualsiasi tipo di farina derivata da cereali o legumi, insieme a lievito, dolcificanti e bevande vegetali e poi decorarli con yogurt, creme di frutta secca o una semplice cremina al cacao fatta mescolando cacao amaro in polvere con acqua e dolcificante.

 

frullati vegani

 

Con la frutta fresca si possono ottenere gustosissimi frullati, insieme con acqua, latte, yogurt o proteine di origine vegetale in polvere che potremo poi mettere in un bicchiere o in una ciotola e decorare con fiocchi di cereali, frutta secca e cioccolato fondente vegano.

 

 

video inserito dal canale youtube di anice e limone
Da non dimenticare sono i superfoods, alimenti ricchi di principi attivi come le bacche di acai che sono piccoli frutti di colore blu originari della foresta pluviale sudamericana. Sono imparentate con i mirtilli, con cui condividono un elevato contenuto di antiossidanti. Le bacche di acai sono ricche di antiossidanti considerati utili per proteggere il cuore e l’apparato cardiocircolatorio. Contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e contengono steroli vegetali, preziosi per salvaguardare vasi sanguigni. L ‘alga spirulina viene utilizzata soprattutto come integratore naturale per stimolare il sistema immunitario. Quest’alga è naturalmente ricca di alcune sostanze fondamentali per il nostro organismo: vitamine A, B, C, E, ferro, calcio, magnesio e potassio. L’alga spirulina ha proprietà antiossidanti e anti invecchiamento.

Questi superfoods si possono trovare anche sotto  forma di succo nel caso dell’acai o in polvere nel caso della spirulina, e si possono aggiungere alle nostre preparazioni, oppure come frutta disidratata come le bacche di goji

Anche se si preferisce la colazione salata le possibilità sono davvero numerose: pane, avocado e legumi, crackers, creme di semi oleosi (tahin, la crema di semi di sesamo), finte uova strapazzate fatte con il tofu saltato con curcuma e accompagnato da funghi saltati in padella.

Ovviamente non possono mancare bevande come caffè, tè e orzo per dare un tocco di vivacità alla nostra colazione vegana e darci un’ulteriore sferzata di energia.

dolcificanti vegan

Per quanto riguarda i dolcificanti, sono molteplici quelli di origine vegetale: sciroppo d’acero, d’agave, di datteri, di riso, malto di riso, orzo o mais, stevia.

Insomma, non ci sono scuse ora per non aver voglia di alzarsi la mattina e godersi una buona e bella colazione vegana, ricca di colori e sapori e completa dal punto di vista nutrizionale, per iniziare la vostra giornata ricca di impegni con la giusta carica e positività, perché si sa: chi ben comincia è a metà dell’opera!

Alice La Face

(aka The_Silverlining)

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Si può bere caffè senza avere controindicazioni?

Si Può bere il caffè senza avere controindicazioni?

Per molti è un’arte. Per altri una energia necessaria. Per altri ancora una passione smisurata. Quando l’aria si riempie di quel profumo acre, caldo che pervade tutta la casa, diventa tutto inconfondibile. Il profumo della mattina. Il segnale di avvio di una buona giornata. Un profumo unico, un’azione per molti impossibile da evitare.

Bere il caffè è un’arte che esiste da secoli, e valida in tutto il mondo. Espresso, Lungo, Shakerato(dato il periodo estivo), con ghiaccio, macchiato, decaffeinato, cento per cento Arabica, all’americana, corto, concentrato, sono soltanto alcune varianti della bevanda forse più nota ed usata(a volte abusata) al mondo.

Scorrendo gli articoli sul caffè e la salute indicati da My Personal Trainer, otteniamo diverse informazioni.

E’ ovvio che l’abuso di qualsiasi cosa può dare controindicazioni o effetti collaterali, o trascurando addirittura i benefici che in dosi giuste e consigliate si possono avere.

 

 

La dose sicura di caffeina in una dieta giornaliera è dunque di 300 mg (la stessa contenuta, grosso modo, in tre tazzine di caffè espresso o in 6 tazze di tè).

Tale limite può essere raggiunto anche ingerendo 10 lattine di coca cola, 8 tazze di cioccolata calda o 400 grammi di cioccolato extrafondente.

Per questo motivo occorre tenere sempre in considerazione l’effetto sinergico e cumulativo dei vari alimenti e, insieme ad esso, anche il contributo di alcuni farmaci a base di caffeina, come certi analgesici, brucia grassi e anoressizzanti.

 

Controindicazioni nell’abuso di caffè

Diverse sono le controindicazioni procurate dall’abuso del caffè, oltre le dosi normalmente consigliate.

E’ sconsigliato bere caffè a digiuno, perchè è la causa di bruciori e acidità di stomaco, esofagite e reflusso gastrico.

In uso eccessivo, causa tachicardia, ipertensione e aritmie

Aumenta gli stati d’ansia e provoca tremori, insonnia ed elevata eccitabilità.

Riduce l’assorbimento di calcio e ferro, favorendo la comparsa di osteoporosi e predisposizione all’anemia.

L’utilizzo del caffè tradizionale va limitato, o comunque sostituito con quello decaffeinato, in caso di:

ulcera peptica
dispepsia
gastriti ipersecretive
malattia da reflusso
ipercolesterolemia
cardiopatia ischemica
ipertensione arteriosa e aritmie cardiache
abuso di alcol, fumo o altre sostanze psicoattive
gravidanza (non più di due tazzine al giorno)
mastopatia fibrocistica

 

Ci sono alternative in questi casi?

 

Effettuato un quadro del genere sembra quasi naturale sconsigliare l’uso del caffè(e molti si metteranno paura) in maniera assoluta.

C’è però una soluzione salutare che permette di gustare il piacere del caffè, riducendo o in molti casi eliminando totalmente il rischio di controindicazioni, ma anzi trasmettendo benefici al nostro corpo e sistema immunitario. Ovviamente mantenendo le qualità base che contraddistinguono il caffè.

Questa soluzione si chiama Ganoderma Lucidum, o Reishi, una varietà di fungo benefico che viene definito “l’elisir di lunga vita”.

Caratteristiche del Ganoderma Lucidum

Il fungo Reishi contiene:

1) Sali minerali: Ferro, Zinco, Rame, Manganese, Magnesio, Potassio, Calcio, Germanio
2) Vitamina B in particolare folina
3) 17 amminoacidi tra cui tutti gli essenziali
4) Polisaccaridi costituiti da: glucosio, galattosio, mannosio con tracce di xilosio e fucosio
5) Steroli precursori ormonali
6) Sostanze ad attività anti istaminica
7) Adenosina
8) Triterpeni
9) Acido Lucidenico
10) Acido Ganodermico e Acido Genolucido

Benefici del Reishi

1) Analgesico
2) Antiallergico
3) Preventivo della bronchite
4) Anti infiammatorio
5) Immunostimolante
6) Antibatterico per effetto dell’immunostimolazione
7) Antivirale per l’aumento della produzione di interferone
8) Antiossidante
9) Antitumorale
10) Ipotensivo
11) Ipocolesterolemizzante
12) Cardiotonico
13) Antidepressivo e rilassante
14) Mucolitico
15) Migliora la funzionalità cortico-surrenalica
16) Aumenta la produzione di interleuchina 1 e 2 prodotta da macrofagi e splenociti
17) Stimola la produzione di istamina, ottimizzando la respirazione cellulare e favorendo la funzionalità epatica
18) Fluidifica il sangue

Il Reishi contiene inoltre una notevole quantità di triterpeni, noti antiossidanti, anti-ipertensivi e antiallergici.

Una miscela magica, salutare

 

Il matrimonio che si crea quindi fra il caffè ed il ganoderma lucidum rende questa varietà una bevanda dagli effetti portentosi a livello di salute.

E’ un tonico che tende a distendere contrastando i sintomi della vecchiaia, in particolare i dolori ed i disturbi di carattere reumatico

 

Trasmette l’energia propria del caffè senza l’effetto ansiogeno, e addirittura combatte l’insonnia.

Quindi succede che anche se si hanno disturbi classici e malesseri che ci sconsiglierebbero l’uso del caffè, con l’ausilio del fungo Reishi possiamo mantenere la nostra passione ed il gusto di un buon caffè senza avere problemi.

Solo chi è predisposto ad allergie da funghi non può assumere il caffè al ganoderma.

 

 

 

Intervista Speciale: Hacienda La Esmeralda – Panama

Continuando il percorso che ci accompagna nell’approfondimento degli elementi della colazione, in particolare il Caffè, questa volta voliamo lontanto, perchè dopo l’indicazione di Samantha di Torrefazione e Goloserie Viti, ci siamo permessi di chiedere un’intervista ad una delle aziende produttrici di caffè più pregiato al mondo: Hacienda La Esmeralda(Panama). Ha accettato di essere intervistata Brenda Alvarado Gonzàlez che ringraziamo infinitamente per la partecipazione.

 

 

 

Firstly I’m glad to meet you for this interview, and spend some of your precious time.

Would you like to tell me your history? Where and when start your dream and your business?

Prima di tutto sono felice di incontrarla per questa intervista, e onorato del tempo prezioso che mi ha dedicato. Mi racconta della vostra storia? Dove e quando avete iniziato il vostro sogno, e la vostra attività?

 

It all started when Rudolph A. Peterson bought Hacienda La Esmeralda as a retirement venture. At the time, the land was mostly pasture for beef cattle. Rudolph’s son, Price Peterson, took over the farm in 1972. In the mid-80s, the Petersons started growing coffee. This activity seemed like a great opportunity because of the huge reservoir of coffee knowledge and culture that Boquete had. This helped the Petersons redevelop much of their land for coffee farming and even make their first coffee farm expansion at Palmira in 1988.

E’ iniziato tutto quando Rudolph A. Peterson acquistò Hacienda La Esmeralda come casa di riposo. In quel tempo la terra era per lo più impiegata come pascolo per i bovini. Price Peterson, il figlio di Rudolph, ha preso le redini dell’azienda nel 1972. Nella metà degli anni ’80 I Peterson cominciarono a piantare e coltivare caffè. L’attività sembrò essere una grande opportunità per la grande tradizione nella coltivazione e cultura sul caffè che Boquete aveva. Questo fatto ha aiutato i Peterson a risviluppare molti dei loro terreni per la produzione di caffè e permettere la loro espansione e allargamento a Palmira nel 1988.

 

 

 In the 1990s, as coffee production became more of the focus, the Petersons acquired a new, high-altitude farm which was named Jaramillo. This plot on the sides of Volcan Baru was selected specially for its high altitude, in hopes of developing higher scoring, livelier and more nuanced coffees.  At that time the farm had recently been devastated by “Ojo de Gallo” disease, but Daniel Peterson noticed that the Geisha trees had not been hurt as badly, so they decided to plant Geisha on more parts of the farm, including in sections above 1650 meters above sea level, higher than Geisha had been planted before.
Negli anni ’90, poichè la produzione di caffè fu ancora più centrale, la famiglia Peterson acquisì una azienda posta ad una grande altitudine, chiamata Jaramillo. Questo terreno posto il altura, ai lati del Vulcano Baru fu scelto per la sua posizione, e permise la produzione di molte varietà migliori di caffè.
In quel periodo l’azienda fu devastata dall’epidemia chiamata OJO DE GALLO, ma Daniel Peterson notò che gli alberi Geisha non erano stati colpiti molto, cosicchè decisero di piantare questo tipo di alberi in gran parte dei terreni, anche oltre i 1650 metri di altezza, dove non erano mai stati piantati prima di allora.

It was this high-altitude planting of Geisha coffee that contributed to the rediscovery of Geisha, which is what Hacienda La Esmeralda is best known for. For the 2004 Best of Panama competition, the Petersons separated production from different areas of the farm out into individual lots. One of the lots they separated out came from high up in Jaramillo, and when it landed on the cupping table, it blew everyone away because it was the first time cuppers had gotten to taste a sample that was 100% Geisha coffee. That year Hacienda La Esmeralda went on to win the 2004 Best of Panama competition with their Geisha coffee, and set a record for the highest price ever paid for a coffee at auction.

Questa scelta, di piantarli in altura, contribuì alla riscopertà del Geisha, che risulta essere il motivo per cui la Hacienda è conosciuta nel mondo. Per la Best Panama Competition del 2004 i Peterson divisero i terreni in piccoli lotti. Uno di questi lotti, posizionato nella parte più alta di Jaramillo, sbaragliò tutte le altre produzioni perchè fu il primo caffè prodotto ad essere 100% di tipo Geisha. Questa varietà permise ad Hacienda La Esmeralda di vincere la Best Panama nel 2004, e fu un record del prezzo più alto mai pagato per un’asta di caffè.

Since then we have been working relentlessly to grow and process coffee in the most consistent way possible. We make countless efforts to ensure that every coffee sell is an accurate representation of our signature quality.
Dopo di allora abbiamo lavorato per coltivare e lavorare il caffè nel miglior modo possibile. Cerchiamo di fare in modo che ogni vendità del nostro caffè rappresenti in tutti i modi la nostra firma e la nostra qualità.

In what and how much countries do you export your products?

In quali e quanti paesi esportate il vostro prodotto?

All of our coffee is exported, only a few boxes stay in the panamanian coffee market. We export mostly to United States, Taiwan, Japan, South Korea, China, United Kingdom, Norway, Sweden and Australia.

Tutto il nostro caffè viene esportato, e soltanto alcuni pacchi vengono venduti nel mercato Panamense di caffè. Esportiamo soprattutto negli Stati Uniti, Taiwan, Giappone, Corea Del Sud, Cina, Regno Unito, Norvegia, Svezia ed Australia.

Which are common defects of coffee and how can you recognize a premium quality product?

Quali sono i principali difetti del caffè e come riconoscete un prodotto di qualità superiore?

Common defects in coffee are crushed beans, beans with insect damage and immature beans. To avoid having any of these problems in our coffees we make a series of quality oriented efforts during every step of the coffee production chain. Our coffees are shade-grown in high altitude elevation and over rich volcanic soil.  Boquete’s volcanic soil is rich in nutrients which contributes to the plants nutrition. We have staff that oversees any deficiency in nutrients or any sickness the plant may be suffering. Additionally, each farm has a manager that oversees the pickers, he personally makes sure that coffee harvested is completely ripe. We pay pickers premium for this service. This is a critical step in quality control, because it helps us ensure consistency and maximum flavor.

I difetti principali e più comuni sono i frutti rotti, danneggiati da insetti e non correttamente maturati. Per evitare di avere qualsiasi di questi problemi nei nostri caffè effettuiamo tutta una serie di interventi durante tutta la filiera della produzione. I nostri caffè sono coltivati in altura ed ombra, in un suolo di origine vulcanica. Il suolo di Boquete è ricco di nutrienti che contribuiscono alla crescita florida delle piantagioni. Abbiamo del personale specializzato che supervisiona e controlla ogni mancanza di nutrienti e malattie che le piante possano soffrire. Inoltre ogni manager delle nostre aziende agricole controlla che tutto il raccolto sia completamente maturo. Paghiamo molto per questo servizio. E’ un momento fondamentale del controllo qualità, perchè ci aiuta ad assicurare il massimo dell’aroma.

Do you know for your experiences where are best coffee producer worldwide? 

Per esperienza diretta, dove sono i migliori produttori al mondo di caffè?

Panama has top quality coffee producers. We take pride on growing coffee carefully and with strong attention to details. Through organizations like the Specialty Coffee Association of Panama, national coffee growers are growing together, sharing experiences and creating a productive coffee conversation environment.

Panama ha una qualità eccelsa di produttori di caffè. Siamo orgogliosi della cura che mettiamo nella coltivazione e forte attenzione nei dettagli. Attraverso organizzazioni come L’Associazione delle Specialità di Caffè di Panama, i coltivatori migliorano insieme condividendo esperenze e creando un ambiente di scambio molto produttivo.

Which quality of coffee is the best and the highest?

Quale qualità di caffè è il migliore in assoluto?

 

 

Our highest quality coffee in Hacienda La Esmeralda is the Esmeralda Special Auction Geisha which is a rare award winning microlot collection of Geisha coffees that are sold exclusively in our online coffee auction, the “Esmeralda Special Auction”.  This coffee is famous for having strong and complex aromatics including: floral, jasmine, bergamot, stone fruits and berries.

La nostra migliore selezione è l’Esmeralda Special Auction Geisha, una miscela molto rara che viene venduta soltanto nella nostra asta online “Esmeralda Special”. Questo caffè è famoso per avere aromi forti e complessi, floreali, di gelsomino, bergamotto, ananas e frutti di bosco.

 

 

 

 

 

Torrefazioni: Intervistiamo Caffè Negro | Capraia e Limite(Firenze)

Continuiamo il nostro percorso di approfondimento dell’attività delle Torrefazioni.

Intervistiamo oggi Angela Sesoldi, amministratore di Caffè Negro.

 

 

Salve, innanzitutto la ringrazio per averci dedicato un po’ del suo tempo prezioso. Siete un’importante torrefazione Italiana. Vi va di raccontarci la vostra storia?

 

La nostra storia ha origini lontane. L’attività è iniziata nel 1950, come torrefazione artigianale fondata dai fratelli Negro ed è proseguita fino ai nostri giorni, sempre come impresa a conduzione familiare, attraversando più generazioni.

 

Come vi è venuta l’idea di aprire una torrefazione di caffè?

 

Eravamo nell’immediato dopoguerra e il conflitto aveva segnato profondamente anche il nostro comprensorio. C’era però tanta voglia di ricostruire e di intraprendere nuove iniziative. La guerra aveva drasticamente ridotto i consumi e sostituito il caffè con l’orzo e anche con la cicoria; si tostava in forni domestici e in piccolissime quantità.

C’era quindi il desiderio di tornare ad assaporare l’aroma vero del caffè e così, i fratelli Negro, da sempre amanti di questa bevanda, decisero di fare di questa passione il loro mestiere.

La prima sede della loro impresa fu il salotto di casa della loro cognata, dove, con un piccolo forno da torrefazione a carbone, acquistato usato in un viaggio a Napoli, venivano eseguite le prime tostature. Il profumo che fuoriusciva da quell’abitazione, proprio nel centro del piccolo paese di Limite sull’Arno, era in grado di ingolosire tutti gli abitanti del borgo, che sempre più numerosi ambivano a tornare a concedersi il piccolo lusso di un buon caffè.

Inoltre, a incitare i due giovani fratelli Negro a proseguire in questa loro iniziativa, arrivarono i racconti di una loro sorella, impiegata nell’ufficio estero della Camera di Commercio di Genova che raccontava delle sempre maggiori quantità di chicchi di caffè che venivano sbarcate nel porto di Genova e distribuite in tutto il mondo, a conferma della crescente richiesta di questa pregiata materia. Dopo pochi anni i fratelli Negro furono così in grado di dotarsi di un piccolo laboratorio artigiano in cui trasferirono l’attività per poi ingrandirlo progressivamente, di pari passo con l’aumento del volume d’affari. Ad inizio degli anni 2000 fu poi inaugurata la nuova e attuale sede, nella quale ancora oggi lavorano i discendenti dei due fondatori.

 

 

Dove si trova la vostra torrefazione?

 

La sede attuale si trova a Limite sull’Arno e racchiude, uffici, magazzino e laboratorio di torrefazione.

 

Di solito il caffè lo acquistate dai coltivatori in maniera diretta oppure ci sono agenzie che fanno da tramite per la vostra torrefazione?

 

Acquistiamo tramite importatori sulla base di un’analisi dei lotti proposti. Per la nostra dimensione di torrefazione artigianale che punta su produzioni di alta qualità la soluzione ottimale è quella di rivolgerci a operatori professionali con i quali collaboriamo da diversi anni e che sono in grado di garantirci un’ampia gamma di materia prima, già sottoposta ad un’attenta selezione di qualità e con la possibilità di acquistare lotti di svariate origini e idonei alle nostre esigenze, che utilizziamo nelle nostre miscele.

 

E’ mai stato in una piantagione di caffè?

 

Nel corso degli anni siamo stati in visita nei paesi di origine della materia prima insieme ai nostri fornitori abituali. Abbiamo visitato le piantagioni in Brasile e in altri paesi del Centro America.

 

 

 

Cosa la ha colpita di più durante la visita alla piantagione?

 

Sono state esperienze significative e ricche di emozioni per noi che giornalmente trattiamo chicchi di caffè da così tanti anni. In particolare siamo rimasti colpiti dai paesaggi naturali e dai grandi spazi incontaminati delle piantagioni.

 

Quali sono i difetti più comuni di un caffè e come si riconosce un prodotto di qualità?

 

Preparare un buon caffè è il risultato di diversi fattori, ciascuno importante per giungere ad una tazzina piena di gusto. A partire dai chicchi crudi si possono individuare pregi e difetti e valutare la qualità complessiva della materia prima. Già ad un controllo visivo ed olfattivo si può valutare la presenza di chicchi non maturi, deteriorati o contenenti impurità che possono pregiudicare la bontà del prodotto finale. A seguire, altro elemento importante per ottenere un buon caffè è quello della composizione di una miscela di tipologie e origini differenti che, convenientemente assortita, produca un caffè dall’aroma e gusto desiderato. Altrettanto importante è la tostatura e quindi il rispetto dei corretti tempi e temperature e scongiurare il rischio di bruciature che compromettono il gusto del caffè. Infine, ultimo elemento che incide sul risultato finale è la perfetta combinazione tra miscela di caffè, il suo grado di macinatura e caratteristiche di funzionamento della macchina con la quale si prepara la bevanda. Se anche solo uno di questi elementi è lacunoso, si rischia di compromettere la riuscita del prodotto finale. Proprio questa è una delle difficoltà maggiori di questo lavoro e la bontà dei nostri prodotti è proprio il risultato di anni di esperienza e di affinamenti continui.

 

Secondo la sua opinione da esperto del settore, qual’è la qualità di caffè al mondo più pregiata? Insomma … quella per cui diresti: “questo sì che è un caffè!”

 

Come appena detto, una materia prima di pregio da sola non è garanzia di bontà del prodotto finale. Occorre che tutti i processi a monte e a valle siano altrettanto curati per far in modo di ottenere un caffè di qualità. Per noi le arabiche d’altura del Centro America sono quelle con le quali realizziamo i migliori caffè.

 

 

 

Torrefazioni: Intervista a Samantha di Torrefazione e Goloserie Viti | Roma

Tra gli approfondimenti che cerchiamo di fare tra le tante bontà che percorrono la nostra penisola, sto cercando di raccontare anche le storie di attività tradizionali e storiche degli elementi della colazione. Per il caffè come dicevamo in un articolo specifico, è la torrefazione a giocare un ruolo fondamentale per il prodotto finito.

Oggi parliamo di questo e del caffè in particolare con Samantha, che insieme alla sorella Pamela gestiscono la Torrefazione e Goloserie Viti a Roma, via Calpurnio Fiamma 37.

 

 

Innanzitutto la ringrazio per averci dedicato un po’ del suo tempo prezioso.

Vi va di raccontarci la vostra storia?

La nostra storia inizia nel 1956 quando i nostri nonni Pola e Giovanni decisero di trasferirsi dalla campagna Toscana a Roma ed aprire una pasticceria che hanno poi lasciato al figlio Alberto…..nostro padre…e’ sempre stata un’attività a conduzione familiare dove la passione per i dolci e tutto ciò che gravitava attorno a loro era una vera e propria passione….negli anni siamo subentrate io e mia sorella Pamela cercando di continuare la tradizione

Come vi è venuta l’idea di aprire una torrefazione di caffè?

L’idea di trasformare l’attività è maturata in poco tempo….Nostro padre ha iniziato ad avere problemi di salute e visto che anche il mercato e soprattutto le esigenze familiari stavano cambiando abbiamo deciso di trasformare la pasticceria in Torrefazione che ci permetteva di rimanere nel mondo dei dolciumi ed ampliare la gamma dei prodotti da offrire alla clientela iniziando a venire in contatto con il mondo del caffè. …. un mondo nuovo ed appassionante

Di solito il caffè lo acquistate dai coltivatori in maniera diretta oppure ci sono agenzie che fanno da tramite per la vostra torrefazione? E’ mai stata in una piantagione di caffè?

 

Ad oggi non abbiamo visitato piantagioni…dico ad oggi perché questo è un mondo che ci intriga ed incuriosisce quindi è tra i prossimi progetti proprio per questo per scelta dei caffè ci siamo affidate  al CSC caffè speciali certificati un’associazione nata dall’esperienza e la passione di un gruppo di torrefattori che sovraintende ai controlli necessari per garantire la qualità del caffè
Grazie ad una procedura ISO 9001:2000 che coinvolge tutte la fasi del ciclo produttivo possiamo garantire eccellenti caratteristiche dei nostri caffè.

Quali sono i difetti più comuni di un caffè e come si riconosce un prodotto di qualità?

 

I difetti più comuni del caffè verde sono spesso causati dalla mancanza di acqua durante la maturazione dei frutti o da un’eccessiva fermentazione che rende il gusto aspro e amaro.
Bisogna poi fare particolare attenzione all’asciugatura e allo stoccaggio dei chicchi per evitare le muffe
Sembra scontato ma per riconoscere un buona miscela di caffè  bisogna usare i nostri sensi….il tatto….l’odore …il sapore…l’olfatto….la vista…l’insieme di queste percezioni ci fa capire quanto pregiato sia il caffe che si sta degustando.….ricordiamoci anche che mentre la qualità di un caffè è oggettiva il gusto è invece percepito in maniera molto soggettiva.

 

Secondo la sua opinione da esperto del settore, qual’è la qualità di caffè al mondo più pregiata? Insomma … quella per cui diresti: “questo sì che è un caffè!

Tra i caffè più pregiati negli ultimi anni sentiamo molto parlare di quelli di origine animale cioè ottenuti grazie al “simpatico” aiuto dello zibetto cioè il Kopi Luwak o il Black Ivory Coffee questa volta grazie alla collaborazione degli elefanti.
Io rimango invece intrigata dal caffè Hacienda la Esmeralda talmente richiesto che viene venduto solo con asta su Internet.

Ringrazio infinitamente Samantha per la sua collaborazione e le auguro buon lavoro.

La Torrefazione: chi tosta artigianalmente il caffè

Grazie a Sweet Coffee Italia per il video
 

 

OK.

Ho fatto i muffin fatti in casa. E ho fatto anche i saccottini al cioccolato. Poi ho provato due volte a fare i cornetti. La seconda volta è venuto meglio…Buoni

decisamente come volevo.

Ma come si fa a tostare il caffè in casa?

 

In passato si usava il Tostacaffè(Tustin in Valle d’Aosta), mettendolo sul fuoco e arrostendo i chicchi al suo interno.

Oggi chi ancora tosta il caffè e alto(mandorle, nocciole) usa un prodotto nato principalmente per i popcorn, il Whirley Pop.

 

 

 

 

Quello che ci fa pensare principalmente al caffè è chi lo tosta professionalmente, in maniera artigianale o in serie: la Torrefazione.

Torrefazione. Un termine che ricorda subito l’odore acuto e caldo del Caffè appena fatto. Elemento fondamentale della mattina di milioni di persone nel mondo.

Energetico naturale, eccitante, ma soprattutto dal sapore amaro inconfondibile. Dopo l’acqua forse è la bevanda più consumata al mondo.

E il risultato finale è frutto di un processo di cui la Torrefazione è il fulcro, la parte principale del processo di lavorazione, oltrechè per termine e definizione la lavorazione stessa della tostatura.

Nel procedimento di Torrefazione, i grani vengono sottoposti a temperature di 200-220 °C mentre vengono agitati. I metodi di torrefazione sono essenzialmente due: “a letto fluido”, nel quale i chicchi di crudo vengono investiti con getti d’aria calda a temperature tra i 300 °C ed i 400 °C per pochi minuti, rimanendo in sospensione nella camera di tostatura (da qui il nome del processo); ed “a tamburo rotante”, in cui si utilizza un tamburo metallico al cui interno sono presenti coclee o alette per rivoltare continuamente il prodotto ed uniformarne la tostatura, in cui un bruciatore a gas convoglia l’aria calda necessaria al processo, per un tempo di circa 15-20 minuti secondo il tipo di caffè, la capacità della tostatrice ed il gusto del torrefattore.

Mentre nel primo sistema il caffè viene tostato molto più esternamente che all’interno, comportando anomalie gustative e di preparazione, il secondo metodo migliora nettamente, uniformando la tostatura, la resa aromatica del caffè. È sufficiente aprire un chicco a metà agendo sul solco chiaro ed osservare l’interno per rendersi conto della bontà o meno del processo di torrefazione subìto.

Durante tale processo il grano di caffè subisce alcune trasformazioni quali la caramellizzazione degli zuccheri e la carbonizzazione della cellulosa, che conferiscono al chicco il suo colore tipico, nonché la formazione dei composti volatili che gli danno il tipico aroma del caffè tostato. Contemporaneamente parte della caffeina si perde principalmente a causa delle alte temperature.

Il chicco torrefatto aumenta il suo volume del 30% circa, mentre il suo peso diminuisce poiché gran parte dell’acqua che lo compone evapora. Il calo ponderale si attesta in media sul 15-20%.

Ad oggi la torrefazione viene effettuata maggiormente con procedure industriali, anche se in passati più o meno remoti si utilizzavano procedimenti artigianali.

La Crostata

L’odore di burro caldo.
Che pervade la cucina, la sala dove fai colazione, la veranda della nonna o della zia.
È il primo pensiero che mi viene in testa.
Il secondo è il calore del forno semi socchiuso per vedere se è pronta, … ” sì ma è pronta?”… “No! Dobbiamo aspettare che si freddi!… aspetta, metti giù le mani… ti fa male alla pancia!!! Non ci provare!…”
Era quello che mi sentivo ripetere (e che mi sento tutt’ora ripetere) quando sentendo quel dolce odore caldo andavo( e vado) verso il forno  con fare curioso e in parte goloso e affamato, scottanti le mani per provare a toccarla.

 

Ma è più forte di me. Non posso fare a meno di assaggiarla. Anche calda, anche se la migliore croccantezza della pasta frolla si ottiene quando come diceva mia nonna “si deve freddare”.

 

È una tradizione soprattutto nostra, di un’Italia fatta di uova fresche, di zucchero, di marmellata fatta in casa, e di cose buone preparate dalle nostre nonne e nostre zie, perchè così mangi qualcosa di fresco, naturale “non le solite merendine…”.

 

Ed è un’esperienza  che provo ogni volta, come da bambino, al primo morso, il ricordo di quel profumo mi accompagna sempre quando assaggio una buona fetta di crostata.

La Crostata è una preparazione che viene cotta in forno nell’apposito stampo, di solito di forma rotonda, costituita da una crosta di pasta, generalmente frolla, che viene ricoperta prima o dopo la cottura con marmellata, frutta, crema o altri ingredienti.

 

Sembra che una preparazione simile a base di pasta frolla fosse già conosciuta a Venezia, dopo l’anno mille, quando si cominciò ad utilizzare lo zucchero importato dall’Oriente. Probabilmente la prima ricetta codificata risale al XIV sec. inserita da Taillevent nel suo manoscritto Le Viandier. In seguito lo Scappi e lo Stefani, non dimenticarono di consigliarne altre.

 

Di Seguito vediamo la ricetta della base della crostata, la pasta frolla, descritta dal maestro Iginio Massari

 

 

 

E a te? Come ti piace la Crostata?

 

 

chi non sa fare il cappuccino ci confina nella mediocrità

Caro Schiavi,

il caso del cappuccino standard mi ha fatto sorridere. Il lettore che ha scritto in difesa del barista riassume lo spirito milanese: mangia, bevi e vai. L’importante è che ci sia la schiuma…

Caro Schiavi,

perché non fate una classifica dei migliori caffè e cappuccini di Milano?

Caro Schiavi,

la vera Milano è vera in laboriosità e idee e disponibilità. Non perché fa un cappuccio normale. Probabilmente in quel bar il cappuccino a richiesta non sanno farlo e pensano che normale sia il massimo che possono fare. Come dire mediocri anche nel cappuccio. Ci penserà Starbucks o la prossima generazione di imprenditori a far loro togliere il cartello.

Caro Passini, caro Lanza, caro Losa,

salviamo il cappuccino e il suo rito, il cappuccino cremoso, il cappuccino con la schiuma o senza, quello servito con un sorriso del barista e con il cuoricino ricamato con lo sbuffo di caffè. E viva anche le varianti creative di chi sta dall’altra parte del bancone, quando sono buone e apprezzate. Ci appartiene il kapuziner, con la sua leggenda austriaca, perché siamo stati noi a farlo diventare stile di vita nel mondo, con la brioches ovviamente. A Milano è un caposaldo del risveglio, non roviniamolo con un moto di antipatia: il cliente ha il diritto di chiederlo come lo preferisce e non come lo impone il barista. A meno che questi non sia un dio sceso in terra con il giusto mix di latte ed espresso.

Se un buon caffè accende i neuroni sensitivi e dà un ritmo alla mattinata, un buon cappuccino è il valore aggiunto di un locale. Non si improvvisa. Illy ha creato una scuola ad hoc, per un servizio a regola d’arte: accedere al bancone del suo bar nei giorni dell’Expo era una sfida in coda. Ma ne valeva la pena, come a Napoli il caffè di Ciro a Mergellina. Quanto ai baristi, de gustibus: sono della vecchia scuola e credo nella relazione che si crea quando il prodotto e il servizio sono buoni. In attesa di provare dal vivo il cappuccino modello base del barista in questione, l’idea della classifica dei migliori non è da buttare.

FONTE: Corriere.it Vivimilano

AUTORE: Alfredo Passini