Caffè e mal di testa: legami e correlazioni

Il mal di testa da emicrania è un dolore forte, duro, a livello nucale.

L’International Headache  Society riconosce un’emicrania in base al numero di cicli di dolore: cinque episodi che durano dalle 4 alle 72 ore se non vengono contrastati.

Altri sintomi in particolare tra cui Nausea e vomito e sensibilità alla luce o al suono.

Ci sono due tipi di emicrania: L’emicrania con AURA ed emicrania Senza Aura. L’aura è un presintomo che causa diversi problemi correlati al dolore, che arriva alla fine dell’Aura.

La fase di aura può durare dai 15 minuti ad un’ora; raramente può comparire senza che si manifesti in seguito il mal di testa ed in questo caso si parla di “emicrania silenziosa”.

 

I Fattori che causano l’emicrania sono diversi e sono variabili da persona a persona, possiamo elencare:

cambiamenti climatici e atmosferici, poche ore di sonno, odori forti, stress, situazioni di forte emozione, sforzi fisici eccessivi, rumori forti, ipoglicemia, ansia e depressione, traumi cranici, uso eccessivo di alcool, ormoni e uso di farmaci.

In genere nelle donne la presenza e la manifestazione di emicrania è associata ai cambiamenti ormonali ed è vicina al periodo mestruale, o durante la gravidanza.

Ma, se il caffè in uso eccessivo è uno dei fattori scatenanti del mal di testa, come può la caffeina curare l’emicrania?

 

CAFFEINA ED EMICRANIA

A dispetto di quanto si pensi,  si trovano in commercio farmaci che contrastano l’emicrania contenenti caffeina.

La caffeina è il principale principio attivo contenuto nel caffè, dalla cui pianta viene estratta, simile alla teina presente nel tè, e la teobromina, presente nel cacao.

Ed appunto, oltre ad essere una sostanza nota che causa il mal di testa, è però una sostanza utile per la riduzione del dolore dell’emicrania.

La caffeina agisce come contrasto sui recettori che causano il dolore tipico del mal di testa, fungendo come vasocostrittore naturale.

Di contro, l’astinenza dal consumo abituale di caffeina determina l’effetto contrario, e cioè una vasodilatazione che scatena il mal di testa.

Nei farmaci che combinano la caffeina con il paracetamolo o l’acido acetilsalicilico, l’effetto analgesico che contrasta i fenomeni di mal di testa sale del quaranta percento. Questo effetto supera di molto l’efficacia dell’ibuprofene nel contrastare il mal di testa.

Nonostante la caffeina dimostri questo valore analgesico combinata con farmaci, non si può dire che sia un rimedio anti emicrania.

Infatti da studi effettuati di recente, chi soffre di mal di testa dovrebbe ridurre il consumo di caffè a 400 milligrammi al giorno.

Inoltre ci sono determinati stati, come la gravidanza e l’allattamento in cui la caffeina non può essere assunta. Perciò non si può considerare un trattamento efficace contro il mal di testa.

 

Quanto dura l’effetto della caffeina?

La caffeina è una sostanza eccitante contenuto principalmente nel caffè. Viene assunta nel caffè appunto ma anche in altre bevande derivate, come ad esempio la Coca Cola e gli Energy Drink, come alleato per alzare il livello di concentrazione, e rimanere vigili ed aumentare i riflessi.

E’ una sostanza ad azione rapida e molti ne beneficiano, ma il tempo di azione e permanenza varia da persona a persona da organismo a organismo, ed ogni metabolismo assimila in un modo o in un altro. Una volta che il corpo ha assimilato la sostanza, l’effetto scompare, proprio come il fenomeno della digestione.

La emivita della caffeina è stimata in circa 5 ore. In un caffè espresso ci sono in genere 7 grammi di caffè, e quindi 40 mg di caffeina più o meno. L’effetto di assimilazione avviene dai 15 ai 45 minuti e nell’arco di cinque ore restano poche tracce degli effetti.

Per gli studiosi, la quantità massima di caffè consigliata tollerabile dall’organismo è di cinque al giorno, mentre nel caso in cui consumassimo una media di tre caffè al giorno sembra che siano addirittura più gli effetti generici che quelli collaterali.

Tra le marche di caffè maggiormente commercializzate nel nostro paese possiamo ricordare Lavazza, Illy, Caffè Borbone, Kimbo e Segafredo Zanetti

Infatti diversi studi effettuati sull’argomento portano alla conclusione che chi consuma 3 caffè al giorno ha una vita mediamente più lunga rispetto a chi non ne consuma affatto.

La caffeina non contrasta la sonnolenza, bensì aumenta la velocità di scambio tra il cervello ed il nostro corpo, elevando la soglia di attenzione. Inoltre aumenta la pressione sanguigna, intervenendo sul sistema circolatorio. Questo effetto sulla pressione avviene però solo ai consumatori sporadici, mentre per i consumatori abituali non avviene proprio per l’abitudine del corpo ad assumere la bevanda.

più caffeina viene consumata, più forte è l’effetto stimolante. Blocca il neurotrasmettitore chiamato adenosina, che è un depressivo del sistema nervoso centrale con effetto calmante e rallentatore sul cervello. Quando l’adenosina viene bloccata, le ghiandole surrenali iniziano a secernere l’adrenalina, sostanza chimica associata alla risposta del “combattimento o fuga” del corpo. La risposta che si ha è un aumento della frequenza cardiaca; della temperatura corporea; della pressione sanguigna e dei livelli di zucchero nel sangue.

In chi fuma l’emivita della caffeina nel sangue è solo di tre ore; questo potrebbe spiegare perché i fumatori pesanti sono spesso anche forti bevitori di caffè.

In caso di fumatori abituali la durata della caffeina del sangue è di circa 3 ore, questo spiega il fatto per cui i fumatori accaniti sono anche grandi consumatori abituali di caffè.

Caffeina: effetti collaterali

Nel caso di consumo elevato di caffeina, si raccomanda di ridurre gradualmente e non in blocco il consumo, per evitare il fenomeno dell’astinenza.

Dosi elevate di caffeina possono influenzare il sonno e l’attenzione e la concentrazione. Inoltre smettendo di assumere caffeina, in genere entro 12/24 ore subentrano effetti collaterali come mal di testa, stitichezza e fenomeni di irritabilità.

Il Cappuccino fa Male? Calorie e Curiosità

Il Cappuccino è una delle bevande, insieme al caffè, più bevute dagli italiani per la colazione. Di origine italiana, il cappuccino è composto da caffè e latte montato a vapore.

Il nome deriva dalla somiglianza, nel colore, dell’abito dei frati cappuccini, e pare che l’invenzione del cappuccino sia proprio attribuita ad uno di loro, frate Marco da Aviano.

Il Cappuccino fa male?

Il connubio latte e caffè è uno degli abbinamenti alimentari più amati.

Cornetto e cappuccino, così come latte, caffè e biscotti, sono tra le colazioni più apprezzate dagli italiani. Il caffè viene infatti visto come una bevanda indispensabile per svegliarsi,, mentre il latte dà un tocco di dolcezza.

Tuttavia, se questo mix fa bene per il risveglio del corpo e della mente, il cappuccino non è gradito dal nostro intestino. Questo perché la proteina del latte, la caseina, è per molte persone complessa da digerire e, abbinata alla caffeina, produce un miscuglio complicato da elaborare per lo stomaco.

Il caffè inoltre funge da bevanda anti-stipsi, quindi può accentuare la dissenteria derivata da cattiva digestione del latte, anche se a volte può accadere il fenomeno inverso, ossia stipsi ostinata e cronica.

Invece, secondo alcune ricerche scientifiche, bere un cappuccino ogni giorno allunga la vita. Secondo una relazione diffusa dalla Società Europea di Cardiologia, nel corso del Congresso ESC del 2017, esiste una correlazione fra l’assunzione di caffè e il tasso di mortalità negli adulti di mezza età.

Gli esperti hanno scoperto che coloro che consumavano circa quattro caffè al giorno, avevano un rischio di morire inferiore del 65% rispetto ai coetanei (per approfondire vedi anche l’articolo di Metodiperdimagrire.it dedicato a proprietà e benefici del caffè).

Nel dubbio, visti i pareri contrastanti sugli effetti benefici e negativi del cappuccino, si può evitare di assumere questa bevanda ogni giorno e concedersela ogni tanto.

Calorie Cappuccino

Analizzando gli ingredienti base, il Cappuccino non zuccherato fornisce all’organismo circa 80/90 calorie, per arrivare a 110/120 se viene zuccherato.

Se al Cappuccino si decide di abbinare una brioche, vuota o ripiena, si possono raggiungere anche le 350/400 calorie.

Preparando il cappuccino a casa, utilizzando latte parzialmente scremato, cacao amaro e dolcificante, si può optare una versione light con solo 70 kcal, contro le 115 della versione tradizionale.

Come Preparare il Cappuccino in Casa

Chi non vuole andare a fare colazione al bar ma vuole comunque bere un buon cappuccino, con pochi ingredienti e semplici istruzione sarà possibile preparalo a casa propria.

Gli ingredienti per un cappuccino perfetto sono:

  • 125 ml di latte (intero o parzialmente scremato)
  • 25 ml di caffè
  • Zucchero q.b.
  • Cacao (opzionale)

Per preparare un buon cappuccino:

  • bisogna prendere un pentolino di acciaio e scaldare il latte, a fuoco basso, senza portarlo a ebollizione
  • successivamente bisogna montare il latte fino a ottenere una schiuma densa, e lasciare riposare per qualche minuto
  • una volta preparato il caffè e versato in una tazza, si potrà aggiungere delicatamente il latte
  • a questo punto si potrà zuccherare il cappuccino e decorare con cannella o una spolverata di cacao

Proprietà e Benefici del Caffè

Tra le molte componenti nutrizionali del caffè, la più nota e studiata è la caffeina.

La caffeina una sostanza, appartenente alla famiglia degli alcaloidi, dotata di importanti proprietà:

  • facilità la digestione grazie al suo effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica e biliare
  • produce un effetto energetico grazie alla stimolazione sulla funzionalità cardiaca e nervosa
  • favorisce il dimagrimento, in quanto stimola la produzione dei grassi a scopo energetico, aumentando la quantità di calorie bruciate
  • diminuisce l’appetito

Oltre alla caffeina, nel caffè sono contenute altre sostanze che sono ancora in fase di studio, ma alcune di esse si è scoperto che hanno proprietà antiossidanti, antimutagene ed antinfiammatorie.

Il caffè tuttavia, se viene consumato in grandi quantità, ha delle ripercussioni sulla salute umana. La quantità di caffeina che si può assumere quotidianamente si aggira ai 300 milligrammi.

 

 

Caffè in gravidanza, si può?

Quella del caffè in gravidanza è una delle questione più dibattute: molte sono le future mamme che decidono di tagliare completamente il consumo di questa bevanda per evitare
rischi.

Un consumo moderato però, parola da tenere bene a mente, può portare a benefici secondo alcuni recenti studi, come ad esempio quello di regolare la pressione troppo bassa
Insomma, tirare un giudizio sull’argomento non è facile. Infatti anche se la letteratura scientifica è ricca di studi a riguardo, i risultati ottenuti sono molto spesso contrastanti.
Cerchiamo quindi di analizzare entrambi i punti di vista, partendo da quelli che possono essere i rischi.

Caffè in gravidanza: rischi ed effetti negativi

I rischi che si corrono se si eccede nell’assunzione della caffeina durante la gravidanza possono essere anche gravi; tra essi figurano problemi di vascolarizzazione della placenta,
restrizioni della crescita fetali e perfino aborto. Uno studio effettuato nel 2008 ha infatti dimostrato come un consumo di caffeina superiore
ai 200mg al giorno possa raddoppiare il rischio di aborti spontanei. Non è ben chiaro però se il rischio sia contenuto nella caffeina in sè, o nel fatto che coloro
che consumano un maggiore quantitativo di caffè giornalmente hanno generalmente livelli di stress più alti e sono spesso anche fumatori.

Quanto caffè assumere si può bere durante la gravidanza ?

E’ difficile stabilire una quantità precisa di caffeina che è possibile assumere durante la gravidanza, dato che serve prendere in considerazione sia il peso che l’età. Possiamo però
tirare fuori alcune linee guida. Secondo molte autorità come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il limite si stanzia a circa 200mg di caffeina al giorno per le donne in gravidanza. Se volessimo essere più precisi
ci riferiamo ad un valore di circa 4mg per kg di peso, che scende però a solo 1mg per kg nei soggetti sotto i 18 anni. Questo equivale a circa 2 o 3 caffè espresso del bar, mentre solamente un paio dalla moka,
dato che in questo caso il contenuto di caffeina si aggira intorno ai 100mg per tazzina. E’ necessario però stare attenti anche alla propria alimentazione: difatti il caffè non è l’unico
alimento che contiene caffeina. Tra le sostanze che contengono alte concentrazioni di questa sostanza è bene ricordare infatti la coca cola, gli energy drinks in generale, il thè (in particolare quello nero: caffeina e
teina sono infatti la stessa cosa) ed addirittura il cioccolato che può contenere 50mg di caffeina ogni 100 grammi, in particolar modo quello fondente. Questo può far correre il rischio di assumere quantità eccessive anche se il consumo di
caffè è limitato.

Ed il decaffeinato ?

Il caffè decaffeinato può essere bevuto in gravidanza è può aiutare a mantenere basso
l’apporto di caffeina non dovendosi così preoccupare troppo dell’alimentazione.
Occorre tuttavia fare una precisazione anche in questo caso. Spesso infatti i decaffeinati
vengono ottenuti tramite il trattamento con solventi chimici. Molti di questi composti in realtà
vengono smaltiti durante il processo di torrefazione, ma è sempre meglio non esagerare per
evitare di immetterne quantità eccessive nel nostro organismo.

Si può bere caffè senza avere controindicazioni?

Si Può bere il caffè senza avere controindicazioni?

Per molti è un’arte. Per altri una energia necessaria. Per altri ancora una passione smisurata. Quando l’aria si riempie di quel profumo acre, caldo che pervade tutta la casa, diventa tutto inconfondibile. Il profumo della mattina. Il segnale di avvio di una buona giornata. Un profumo unico, un’azione per molti impossibile da evitare.

Bere il caffè è un’arte che esiste da secoli, e valida in tutto il mondo. Espresso, Lungo, Shakerato(dato il periodo estivo), con ghiaccio, macchiato, decaffeinato, cento per cento Arabica, all’americana, corto, concentrato, sono soltanto alcune varianti della bevanda forse più nota ed usata(a volte abusata) al mondo.

Scorrendo gli articoli sul caffè e la salute indicati da My Personal Trainer, otteniamo diverse informazioni.

E’ ovvio che l’abuso di qualsiasi cosa può dare controindicazioni o effetti collaterali, o trascurando addirittura i benefici che in dosi giuste e consigliate si possono avere.

 

 

La dose sicura di caffeina in una dieta giornaliera è dunque di 300 mg (la stessa contenuta, grosso modo, in tre tazzine di caffè espresso o in 6 tazze di tè).

Tale limite può essere raggiunto anche ingerendo 10 lattine di coca cola, 8 tazze di cioccolata calda o 400 grammi di cioccolato extrafondente.

Per questo motivo occorre tenere sempre in considerazione l’effetto sinergico e cumulativo dei vari alimenti e, insieme ad esso, anche il contributo di alcuni farmaci a base di caffeina, come certi analgesici, brucia grassi e anoressizzanti.

 

Controindicazioni nell’abuso di caffè

Diverse sono le controindicazioni procurate dall’abuso del caffè, oltre le dosi normalmente consigliate.

E’ sconsigliato bere caffè a digiuno, perchè è la causa di bruciori e acidità di stomaco, esofagite e reflusso gastrico.

In uso eccessivo, causa tachicardia, ipertensione e aritmie

Aumenta gli stati d’ansia e provoca tremori, insonnia ed elevata eccitabilità.

Riduce l’assorbimento di calcio e ferro, favorendo la comparsa di osteoporosi e predisposizione all’anemia.

L’utilizzo del caffè tradizionale va limitato, o comunque sostituito con quello decaffeinato, in caso di:

ulcera peptica
dispepsia
gastriti ipersecretive
malattia da reflusso
ipercolesterolemia
cardiopatia ischemica
ipertensione arteriosa e aritmie cardiache
abuso di alcol, fumo o altre sostanze psicoattive
gravidanza (non più di due tazzine al giorno)
mastopatia fibrocistica

 

Ci sono alternative in questi casi?

 

Effettuato un quadro del genere sembra quasi naturale sconsigliare l’uso del caffè(e molti si metteranno paura) in maniera assoluta.

C’è però una soluzione salutare che permette di gustare il piacere del caffè, riducendo o in molti casi eliminando totalmente il rischio di controindicazioni, ma anzi trasmettendo benefici al nostro corpo e sistema immunitario. Ovviamente mantenendo le qualità base che contraddistinguono il caffè.

Questa soluzione si chiama Ganoderma Lucidum, o Reishi, una varietà di fungo benefico che viene definito “l’elisir di lunga vita”.

Caratteristiche del Ganoderma Lucidum

Il fungo Reishi contiene:

1) Sali minerali: Ferro, Zinco, Rame, Manganese, Magnesio, Potassio, Calcio, Germanio
2) Vitamina B in particolare folina
3) 17 amminoacidi tra cui tutti gli essenziali
4) Polisaccaridi costituiti da: glucosio, galattosio, mannosio con tracce di xilosio e fucosio
5) Steroli precursori ormonali
6) Sostanze ad attività anti istaminica
7) Adenosina
8) Triterpeni
9) Acido Lucidenico
10) Acido Ganodermico e Acido Genolucido

Benefici del Reishi

1) Analgesico
2) Antiallergico
3) Preventivo della bronchite
4) Anti infiammatorio
5) Immunostimolante
6) Antibatterico per effetto dell’immunostimolazione
7) Antivirale per l’aumento della produzione di interferone
8) Antiossidante
9) Antitumorale
10) Ipotensivo
11) Ipocolesterolemizzante
12) Cardiotonico
13) Antidepressivo e rilassante
14) Mucolitico
15) Migliora la funzionalità cortico-surrenalica
16) Aumenta la produzione di interleuchina 1 e 2 prodotta da macrofagi e splenociti
17) Stimola la produzione di istamina, ottimizzando la respirazione cellulare e favorendo la funzionalità epatica
18) Fluidifica il sangue

Il Reishi contiene inoltre una notevole quantità di triterpeni, noti antiossidanti, anti-ipertensivi e antiallergici.

Una miscela magica, salutare

 

Il matrimonio che si crea quindi fra il caffè ed il ganoderma lucidum rende questa varietà una bevanda dagli effetti portentosi a livello di salute.

E’ un tonico che tende a distendere contrastando i sintomi della vecchiaia, in particolare i dolori ed i disturbi di carattere reumatico

 

Trasmette l’energia propria del caffè senza l’effetto ansiogeno, e addirittura combatte l’insonnia.

Quindi succede che anche se si hanno disturbi classici e malesseri che ci sconsiglierebbero l’uso del caffè, con l’ausilio del fungo Reishi possiamo mantenere la nostra passione ed il gusto di un buon caffè senza avere problemi.

Solo chi è predisposto ad allergie da funghi non può assumere il caffè al ganoderma.