Miele o zucchero a colazione? La scelta è facile, basta che sia eccelso

Quando si parla di prima colazione, in genere non ci facciamo mancare quell’apporto di “dolce” che un po diciamolo, ci regala un morale adatto ad iniziare bene la giornata.
La colazione si sa che viene considerato il pasto più importante della giornata, come non essere d’accordo?

C’è però da considerare che molti modi di fare colazione non si possono proprio definire salutari, ma scegliendo gli ingredienti adeguati si riesce ad avere il gusto, l’energia giusta anche avendo un occhio di riguardo per la nostra salute.

Lo zucchero bianco strausato nei prodotti che accompagnano la nostra colazione, latte, caffè e tè, ma anche dolci che mangiamo regolarmente, è composto principalmente da saccarosio, che in caso di abuso nella nostra dieta, può portare dei danni al nostro organismo.

In questo senso, sostituire lo zucchero con il miele è già un accorgimento importante. Intanto perché è fatto con fruttosio, meno dannoso per l’organismo e dolcificante naturale della frutta che consumiamo ogni giorno. Inoltre ha un valore di glicemia più basso.

C’è anche da sottolineare che il miele ci fornisce un sacco di benefici, fornendo vitamine, minerali e aminoacidi e antiossidanti, contribuendo a combattere i radicali liberi. Storicamente poi viene utilizzato per contrastare raffreddore ed influenza in maniera naturale.

In ultimo, ma aspetto non meno importante, essendo un derivato della digestione delle api permette una migliore assimilazione senza passaggi digestivi ulteriori.

Dopo aver descritto i motivi benefici per cui il miele deve essere scelto come sostituto dello zucchero nella nostra colazione, andiamo ora ad approfondire la conoscenza con una varietà di miele che in Italia ha il valore dell’oro: il Miele delle Api Nere Sicule.

Il Miele delle api nere di Sicilia è molto raro perché è molto difficile da produrre.

Viene prodotto ad inizio primavera, e in provincia di Caltanissetta e Agrigento se ne ottiene una varietà ancora più rara e delicata utilizzata nei prodotti di alta pasticceria.

Il miele d’ape nera sicula è un’eccellenza del territorio siciliano. Ricco di polifenoli e antiossidanti, e caratterizzato da un gusto che diventa leggermente amaro e sa di antico.

Si produce per estrazione a freddo, non alterando il suo stato quindi e mantenendo il sapore che lo contraddistingue senza variare.

Oltre alle caratteristiche del miele, non trascuriamo la varietà di ape che lo produce: l’ape nera siciliana.

La caratteristica del carattere calmo, che permette una raccolta del miele a mani nude, e la resistenza ai climi rigidi, permette al miele che viene raccolto di avere questi aspetti di unicità difficilmente ripetibili in altre varietà.

Non sono molti anche online i distributori di miele di ape nera siciliana o di prodotti che utilizzano tale miele come ingrediente principe, tra i diversi shop che si trovano possiamo annoverare TipicoSiciliano, che oltre al prezioso miele offre una gamma di prodotti tipici della tradizione dolciaria della Trinacria.

E voi, siete più legati alle varietà di zucchero, oppure amate il miele, decantato in tutte le sue declinazioni, benefiche, energetiche e di gusto?

Una risposta pensiamo di averla, quindi diciamo: Miele, purché sia eccelso però.

Maritozzo con la panna: La Tradizione della Colazione a Roma

maritozzo con la panna

Il maritozzo con la panna è la pasta della colazione Romana per eccellenza: parliamo di un sofficissimo panino di pasta brioche ripieno di panna montata. Con questo articolo voglio raccontarvi dove arriva la tradizione, dove mangiarlo a Roma e come prepararlo a casa

Il maritozzo con la panna e Roma

A Roma non è considerato un banale dolce con cui fare colazione ma una vera istituzione: il maritozzo con la panna è quella specialità che trovi  nelle  gran parte delle vetrine di pasticcerie e dei migliori bar della Capitale. Se siete romani o vi capita di passare per la Città Eterna non potete  non assaggiare  uno dei riti più golosi, soffici e ricchi che Roma offre: la colazione con maritozzo alla panna e cappuccino.

Come è fatto il maritozzo

Il maritozzo è un dolce panino lievitato, soffice, a volte aromatizzato all’arancia o arricchito con uvetta, e riempito fino a fuoriuscire di panna montata freschissima. Questo fragrante dolce tipico della cucina laziale può essere mangiato nei bar più popolari, fino alla periferia, già dall’alba fino   a notte inoltrata come premio di una serata di festa.
Il panino è di solito in pasta brioche ed è aperto in due, riempito con panna rigorosamente  freschissima, ben montata, non zuccherata e davvero abbondante: magiare un bel maritozzo vuol dire sporcarsi il naso di panna, quindi se avete paura di sporcarvi, non fa per voi.

La storia del maritozzo

Photo Credits https://www.thinkdonna.it/

Sembra che il maritozzo abbia una storia antichissima risalente già ai tempi dei romani,  quando era già consuetudine preparare panini arricchiti da uvette, con un impasto a base di farina, uova, burro e miele. Questo quindi sarebbe stato l’antenato della pasta brioche del maritozzo.

Il maritozzo nasce come una preparazione del popolo, tanto che sembra fosse il cibo dei braccianti.Addirittura nel rigidissimo  Medioevo il maritozzo diventa uno dei  pochi strappi alla regola possibili in Quaresima, tempo di digiuni e austerità. Tanto da assumere la denominazione di “santo maritozzo”.

Maritozzo: perché un nome tanto particolare ?
Sembra che nell’800 fosse un dono del fidanzato alla futura sposa, ripieno  di panna, ma anche di anello per la promessa; il fidanzato così passava dall’essere impegnato all’essere maritozzo, appunto.

Tanto amato questo dolce tipico da dedicargli delle poesie, a partire da Giacchino Belli fino ad arrivare a poeri contemporanei:

Me stai de fronte, lucido e ‘mbiancato, la panna te percorre tutto in mezzo, co ‘n sacco de saliva nella gola, te guardo ‘mbambolato e con amore. Me fai salì er colesterolo a mille, lo dice quell’assillo d’er dottore, ma te dirò, mio caro maritozzo, te mozzico, poi pago er giusto prezzo!
(Ignazio Sifone, Ode ar maritozzo, Garbatella, 1964).

Il maritozzo con la panna è amato e adorato ancora oggi tanto da dedicargli il maritozzo day, che si svolge oramai da 2 anni nei primi giorni di dicembre occasione in cui appassionati buongustai potranno fare un giro tra le pasticcerie storiche romane e non solo, per assaggiare creazioni tra classico le ricette più fantasiose. Una vera e propria “maratona del maritozzo”.

Ricetta del Maritozzo

Se invece volete provarlo a fare in casa ecco la ricetta:

  • 15 gr di lievito di birra fresco
  • PannaMontata
    120 gr di latte
    200 gr di farina manitoba
    200 gr di farina 00
    75 gr di zucchero
    80 gr di olio di semi
  • buccia grattugiata di un limone
    Per spennellare e farcire 1 tuorlo e 2 cucchiai di latte
    200 gr di panna fresca da montare
  • zucchero a velo q.b.

Iniziate scaldando un po il latte fino a renderlo tiepido, quindi sciogliete dentro il lievito con lo zucchero.

Mescolate le due farine, creando con queste una fontana sul tavolo, versate nel centro il latte con il lievito e lo zucchero, poi impastate aggiungendo l’olio, l’uovo, la buccia di limone grattugiata e l’aroma di limone.

Ora lavorate il tutto per almeno una decina di minuti, fino ad ottenere un panetto liscio.

Mettete la pasta a lievitare in una ciotola coperta con un canovaccio, possibilmente in un luogo caldo come ad esempio il forno spento con la luce accesa, per circa 90/120 minuti fino al raddoppio del suo volume.

Riprendete ora la pasta che è lievitata, dividetela in una decina di panetti.

Mettete i filoncini in una teglia con carta da forno, coprite con pellicola e mettete in forno spento con luce accesa a lievitare per 1 ora circa.

A questo punto riprendete i filoncini, lasciandoli direttamente nella teglia, spennellateli con il tuorlo ed il latte dopo averlo sbattuto con una forchetta. Infornate a 170° con forno statico per circa 15 minuti.

Toglieteli dal forno e fateli raffreddare e parallelamente montate la panna. Come i maritozzi saranno freddi tagliateli e farciteli con la panna, aggiungete una spolverata di zucchero a velo e i maritozzi saranno pronti per essere serviti.

Video Ricetta di Kitchen Brasita

Colazione Pugliese: cosa mangiare in Salento a Colazione

La colazione si sa è il Turbo che ti fa iniziare la giornata, il primo pasto e, per molte filosofie alimentari, il più importante.

In ogni zona dell’Italia c’è una colazione tipica, e anche se nella tradizione italiana che attraversa senza differenze tutta la penisola non si disdegna cornetto e cappuccino, i re della colazione italiana, ci sono realità consolidate localmente che mantengono la loro storicità.

E quando ci si trova in Salento, non si può non fare i conti a merenda e soprattutto a colazione con lo storico pasticciotto leccese.

Il pasticciotto è un dolce di pasta frolla tipico della regione salentina in Puglia, ripieno di crema pasticcera e cotto in forno.

Le sue origini risalgono al sedicesimo secolo, e sembra che sia stato per la prima volta preparato da mastri pasticceri romani.

Realizzato da pasticceri di natura religiosa, il pasticciotto è stato negli anni tramandato fino ad approdare nel Salento, dove all’inizio del novecento è stato venduto e proposto nella forma ovale che si conosce oggi.

Per ottenere la doratura classica, viene spennellato di albume d’uovo prima di essere infornato.

Come da tradizione deve essere consumato caldo, per permettere di gustarne la fragranza e il gusto pieno della crema calda.

La caratteristica del pasticciotto risiede proprio nella provenienza locale degli ingredienti usati per la sua preparazione.

E in Salento il pasticciotto è proprio il prodotto più consumato a colazione.

Alcune varianti del piccolo dolce salentino si hanno nella torta pasticciotto, di forma tonda, che varia ancora nel ripieno quando si parla di Pasticciotto Napoletano, con l’amarena in aggiunta al ripieno di crema classico.

Se si gira nelle pasticcerie salentine si può altresì trovare il pasticciotto con ripieno di marmellata e crema, cacao e crema gianduia, o crema e pezzi di cioccolato.

Del Pasticciotto classico c’è una variante fredda a base di pasta di mandorle e marmellata di mele cotogne, chiamata Fruttone.

Dopo essere nato a roma nel Cinquecento, il pasticciotto è arrivato in Puglia all’inizio del Settecento.

Una leggenda narra della nascita del pasticciotto a Galatina di Lecce nel 1745, creato dal pasticcere Ascalone in maniera improvvisata, perché gli ingredienti non bastavano per realizzare una torta.

Dal 1998 il pasticciotto è realmente stato riconosciuto dalla città di Lecce come dolce tipico e facente parte dei prodotti tipici della città.

NOTE

La base grassa per l’impasto del pasticciotto è strutto, e non si usa margarina o burro, come è proprio della tradizione dell’epoca di nascita dello stesso, perchè prodotto con gli ingredienti che si producevano in casa.

A chi non piace il re del Salento, può trovare in questa zona un’altro esponente che si può definire tipico per la colazione. Il Cornetto leccese, con una caratteristica di ripieno particolare, bigusto crema e cioccolato, o crema e crema gianduia.

Il cannolo siciliano è amato in tutto il mondo

Il cannolo siciliano è una delle specialità più apprezzate della pasticceria siciliana e più note nel mondo per la sua bontà. Il dolce è composto da una cialda croccante fritta nello strutto, detta scorza, e da un ripieno di crema di ricotta di pecora, scaglie di cioccolato e canditi.

Secondo la tradizione il cannolo siciliano rappresentava un dolce tipico del Carnevale, ma nel tempo la sua diffusione è stata tale da essere ad oggi disponibile in qualunque momento nelle pasticcerie non solo della Sicilia ma anche in diverse regioni italiane che hanno apprezzato moltissimo questo dolce caratteristico.

La fama del cannolo siciliano si è diffusa anche nel resto del mondo, in particolare nel Nord America, dove si sono stabiliti da molto tempo diversi emigrati siciliani.

Origine dei cannoli siciliani

Le origini del cannolo siciliano sono incerte, ma vi sono dei fatti storici avvolti nella leggenda che testimoniano come non si tratti di un dolce cristiano ma che sia di derivazione mussulmana. Infatti, pare che a Caltanissetta, in arabo “Kalt El Nissa” che vuol dire “Castello delle donne”, in passato sede di vari harem di emiri saraceni, le donne durante le assenze prolungate dei mariti si dedicavano alla preparazione di cibi di ogni genere e forma.

Per molti, la forma del cannolo è un richiamo alla forma fallica, per altri è invece un simbolo usato contro il malocchio. Quando la Sicilia venne liberata dai saraceni, gli harem si svuotarono e molte delle donne si ritirarono nei conventi portando alcune ricette con loro, tra cui quella del cannolo!

Calorie del cannolo siciliano

Il cannolo siciliano ha calorie da vendere, non tanto per la scorza ma per il ripieno. Infatti, il ripieno tradizionale prevede la ricotta zuccherata mescolata a cioccolatini e canditi che rendono il cannolo una bomba calorica ma squisita, impossibile da non gustare per la sua bontà.

Secondo la tradizione, il ripieno va preparato con ricotta di pecora, setacciata e zuccherata, arricchita con pezzi di cioccolato e canditi, granella di pistacchi o di nocciole. Ad oggi è molto in voga il ripieno di ricotta di mucca, creato per tentare di alleggerire le calorie del cannolo siciliano, ma c’è anche chi li prepara con ripieno di crema di cioccolato o crema pasticcera, decisamente innovativi ma che non rendono in gusto quanto la ricetta tradizionale.

Per alleggerire in calorie oggi c’è la tendenza a friggere le scorze nell’olio invece che nello strutto e anche l’impasto viene preparato con olio o burro proprio per diminuire le calorie.

Quando mangiare il cannolo siciliano

Qual è il momento giusto per mangiare il cannolo siciliano? Premesso che questo dolce può essere mangiato in qualunque momento, è comunque doveroso aggiungere che va mangiato subito dopo essere stato riempito, ovvero dopo che la crema è stata trasferita nella buccia.

Diciamo che i tempi giusti per consumarlo sono entro un paio d’ore dopo averlo riempito, quindi, se decidete di mangiare il cannolo siciliano a colazione abbiate cura di riempirlo qualche ora prima per gustarlo croccante e non con la cialda molle. Addentatelo dunque dando un buon morso per apprezzarne l’assoluta bontà!

Ovviamente è possibile mangiarlo anche di sera come dessert e se passate a Roma, vi consigliamo un buon posto, Arancina Matta, per mangiarne uno artigianale.

La colazione: il pasto più importante della giornata (e delle vacanze)

Dopo mesi dediti esclusivamente (o quasi) al lavoro, il periodo delle vacanze è un momento agognato di pace e riposo. Persino pensare ai pasti diventa uno “sforzo” a cui si rinuncia volentieri, soprattutto se quotidianamente li si prepara non solo per se stessi ma per tutta la famiglia, ognuno con i propri gusti e cibi preferiti.

Se poi in occasione di una pausa lavorativa si decide di soggiornare qualche giorno fuori porta, l’aspetto del cibo non è di secondo piano per la scelta della struttura ricettiva adatta alle proprie esigenze e aspettative.

Tra i pasti della giornata, la parte del leone è senza dubbio ricoperta dalla prima colazione non solo perché tradizionalmente essa è identificata come il pasto più importante della giornata, ma anche perché costituisce la fonte di energia imprescindibile per affrontare con slancio la mattina e tutto il giorno a seguire, in particolar modo se in quest’ultimo sono previste attività che richiedono forza ed energia quali, ad esempio, sport sulla neve o escursioni all’aria aperta.

Ne viene da sé, in conseguenza diretta, che il modo di affrontare la prima colazione è un criterio da non sottovalutare nel momento in cui si sta per scegliere la struttura in cui si andrà a soggiornare. Gli alberghi lo sanno bene: la colazione è una coccola, e la vacanza la trasforma in un pasto speciale al quale poter dedicare il tempo e la calma che merita, in contrapposizione ai pasti sbrigativi prima del lavoro o della scuola tipici dei giorni feriali.

Per questo motivo la colazione è considerata, dalle strutture ricettive che la propongono ai loro visitatori, un pasto su cui concentrare in modo particolare la propria attenzione: essa funge in qualche modo da biglietto da visita dell’albergo, e fornire un servizio eccellente in tal senso può rappresentare un vantaggio non da poco rispetto alla concorrenza.

Inoltre, una buona colazione fa in modo che anche il resto della giornata sia calibrato al meglio dal punto di vista alimentare, impedendo di assumere troppo cibo nei momenti in cui vi è meno bisogno. Nel caso, ad esempio, si esca per attività all’aria aperta (si tratti di lunghe passeggiate o sport più impegnativi) è sconsigliato appesantirsi con pranzi troppo sostanziosi, cosa che può essere evitata con una colazione adeguata.

I parametri che questa deve seguire, sia per i più piccoli che per gli adulti, sono quelli di un pasto sano ed equilibrato, che contenga tutte le componenti essenziali per iniziare al meglio la giornata.  Sempre più spesso le strutture ricettive propongono colazioni sia dolci che salate, le prime legate all’intramontabile tradizione italiana del cappuccino e brioche (che però, a detta di numerosi nutrizionisti, è sbilanciata a favore degli zuccheri) eventualmente arricchita nella forma della “colazione continentale”, le seconde di tradizione anglosassone.

Non c’è un criterio univoco per la scelta del primo o del secondo modello: l’importante è che le vostre colazioni contengano in modo proporzionato proteine (provenienti, ad esempio, da yogurt o uova), cerealigrassi buoni (frutta secca, semi, olio extravergine di oliva), vitamine e fibra. Tutto questo abbinato a bevande calde quali tè e caffè.

Se state cercando una struttura ricettiva dove trascorrere le vostre vacanze e siete in cerca di un consiglio, potrete chiedere dei suggerimenti a famigliainfuga.

Il Cappuccino Perfetto

Il cappuccino è una bevanda di origine italiana composta da caffè e latte montato a vapore.

Il nome si riferiva, in passato, alla somiglianza con il color marrone del saio dei frati cappuccini. Le sue origini sembra infatti, siano strettamente correlate alla diffusione dello stesso caffè in Europa nell’Impero austro-ungarico del XVII-XVIII secolo.
Una leggenda indica l’origine del suo nome alla vicenda di un frate cappuccino, padre Marco da Aviano, inviato nel settembre 1683 da papa Innocenzo XI a Vienna, per convincere le potenze europee a una coalizione contro gli Ottomani musulmani che la stavano assediando. Il frate in questione, in una caffetteria viennese, avrebbe “corretto” per la prima volta un caffè troppo forte con del latte, e la nuova bevanda da allora sarebbe stata soprannominata kapuziner,cioè «cappuccino» in tedesco.

Alla fine dello stesso secolo, la moda del cappuccino si era concentrata sulla preparazione manuale della schiuma da latte in cima; ma con l’arrivo sul mercato delle prime macchine di caffè espresso ai primi del XX secolo che la bevanda cominciò a prendere l’attuale forma, anche grazie alla schiuma da latte montata attraverso il vapore.

In Italia, è amato maggiormente zuccherato, spesso accompagnato da cornetti (croissant) o altri prodotti da forno o di pasticceria.

Un buon cappuccino, accompagnato da un cornetto appena sfornato, rappresenta il binomio perfetto della colazione italiana. Quando si entra in un bar e si ordina il cappuccio ci si aspetta di berne uno a regola d’arte.

Il cappuccino di solito è composto da circa 125 mL di latte e 25 mL di caffè. La schiuma dev’essere densa, non ariosa e che occupi circa un terzo della tazza da cappuccino. Talvolta, a chi piace, per completare, si aggiunge una spolverata di cacao.

Come preparare un cappuccino perfetto?

Per preparare un buon cappuccino, oltre ad un buon caffè espresso serve un latte di alta qualità.
E’ preferibile utilizzare latte fresco intero poiché il suo alto contenuto di grassi contribuisce a dare gusto al cappuccino; ed è utile anche per una buona montatura del latte in quanto un alto contenuto di proteine contribuisce alla sua cremosità.

per preparare un cappuccino perfetto molto importanti sono anche le caratteristiche che devono avere il bricco e la macchina da caffè.
Il bricco deve essere in acciaio inox non troppo spesso per poter sentire la temperatura interna. La dimensione del bricco deve essere proporzionale alla quantità di latte da scaldare. Per creare una schiuma perfetta serve vapore secco; l’estremità della lancia della macchina con un’inclinazione di 40 – 45° favorisce la rotazione del latte, e questo è necessario per ottenere una crema compatta.

Mentre si lascia riposare per qualche secondo il latte nel bricco si prepara un ottimo espresso; il caffè dovrebbe corrispondere ad 1/3 del volume della tazza, i restanti 2/3 saranno per la crema di latte. Per compattare meglio la schiuma ed eliminare ogni bolla d’aria, muovere il bricco in modo da far ruotare velocemente il suo contenuto fino ad ottenere una crema densa e lucida in superficie.
Una simpatica pratica in uso è la realizzazione di decori sul cappuccino: si versa il latte nella tazza modulando attentamente il flusso (più intenso all’inizio) e muovendo la tazza per ottenere il disegno desiderato.

Se non avete una macchina per caffè e cappuccino potete comunque riuscire a fare un buon cappuccino in casa con gli strumenti appositi, ormai in vendita in tutti i negozi di casalinghi, ma anche con due cose in casa avete di sicuro: un frullatore a immersione oppure basterà un barattolo o una bottiglia.

Prendete un barattolo di vetro versate il latte e chiudete con il coperchio. Prendete il barattolo con il latte e sbattetelo per 30 secondi shakerandolo.
Poi basterà togliere il coperchio, mettetelo nel microonde scaldarlo per altri 30 secondi,e così otterrete una bella schiuma.

Se volete invece facilitarvi un pò le cose allora in commercio ci sono ottimi montalatte, anche detti cappuccinatori, che sono facili e veloce da usare: fanno tutto da soli, e sarà facile preparare un cappuccino o caffè macchiato rispetto a farlo manualmente.

Una cosa positiva è quella di non rischiare di bruciare il latte come potrebbe capitare usando un pentolino sul gas; temperatura massima viene regolata prima dell’avvio o è già preimpostata dal produttore del montalatte.

Di sicuro possiamo contare su un ottima qualità della schiuma anchè rispetto a quella ottenuta col vapore delle macchine per caffè elettrice casalinghe, in quanto a differenza delle macchine del bar, quello delle macchine del caffè espresso che abbiamo in casa manda vapore acqueo, quindi, un minimo di acqua entrerà in contatto con il latte e andrà a mischiarsi con quest’ultimo.

Se invece avete il Bimby, potete fare un ottimo Cappuccino Bimby in pochi minuti, sarà ottimo il cappuccino e la sua schiuma.

Colazione: I Biscotti Grancereale fanno ingrassare?

Gran Cereale del Mulino Bianco, fanno ormai parte della tradizione della colazione italiana.

Biscotti Integrali molto noti, e molto “mangiati”.

A Voi Piacciono?

La domanda che ci facciamo oggi è:

“I Grancereale Fanno Ingrassare?”

Cerchi Un Biscotto Ricco di Fibre senza grosse quantità di grassi saturi? Scopri quello più adatto a te

Ovviamente in caso di abuso tutto fa ingrassare, ma una giusta quantità all’interno di una dieta varia e priva di grassi saturi forse è l’ideale per chi vuole evitare l’accumulo di adipe.

Approfondiamo meglio.

I Gran Cereale del Mulino Bianco hanno valori nutrizionali ottimi, se rapportati ad altri biscotti che si trovano generalmente sui banchi dei supermercati.

1 biscotto Grancereale classico (10,8gr) ha:

  • Valore Energetico: 46 kcal
  • carboidrati: 5,9 grammi
  • proteine: 0,8 grammi
  • grassi: 2,1 grammi
  • fibre: 1,16 grammi

Quali Sono i Biscotti sul Mercato più Ricchi di Fibre?

Quindi si può dire che non è il caso specifico di biscotti insani, ma spesso i cereali integrali vengono confusi quando sono presenti in preparati per la colazione ad alto contenuto di zuccheri, che in un certo modo inibiscono i benefici delle fibre contenute nei cereali, portando in realtà grassi idrogenati all’organismo.

I Gran Cereale sono quindi biscotti dietetici?

Non propriamente ma nelle fasi di allenamento intensive in palestra orientate a mettere su massa, possono far parte della colazione degli sportivi, perché sono diversi da altri biscotti molto più improbabili come elementi per la colazione salutare.

Indicativamente 4 o 5 biscotti integrali Gran Cereale, abbinati ad una tazza di latte scremato o meglio ancora di soia, non compromettono assolutamente la tipologia di dieta. E’ vero che contengono una dose di zuccheri, ma proprio il fatto di consumarli a colazione permettono di dare il giusto boost all’inizio della giornata senza squilibrare il tasso di zuccheri assunti durante tutto l’arco del giorno.

il successo del Biscotto Gran Cereale è dovuto al semplice fatto che è fatto con pochi, ma semplici e sani ingredienti trasmettono un gusto originale senza apportare grosse quantità di grassi o zuccheri eccessivi. A dimostrazione di questo i biscotti Gran Cerale e gli altri prodotti, dalle barrette, ai crackers, alle brioches, sono fatti senza olio di palma e questo vuol dire eliminare i grassi saturi. Ci sono diverse varianti di biscotti Gran Cereale: alla frutta, classico, croccante, digestive e al cioccolato.

I Biscotti ricchi di Fibre Fanno Ingrassare? Scoprilo nella Nostra Infografica

I Gran Cereale al Cioccolato fanno ingrassare?

Essendo realizzati con parti di fave di cacao, notoriamente non grassi saturi, si può affermare tranquillamente che non fanno ingrassare, se consumati soltanto a colazione in quantità adeguate, 3/5 unità per pasto mattutino, e abbinati ad un regime alimentare equilibrato.

E’ bene valutare se consumare biscotti a colazione, ma sicuramente i Grancereale sono tra i biscotti sul mercato quelli più indicati per una colazione corretta.

Cerchi Un Biscotto Ricco di Fibre e Sano?

iCappuccino ha svolto una ricerca sui migliori biscotti a base di fibre presenti sul mercato.

Quale biscotto ricco di fibre preferisci? E poi, i biscotti ricchi di fibre, lo sono davvero? Lascia la tua e-mail e RICEVI SUBITO l’infografica!

Flaggando questa casella accetti di ricevere via e-mail l’infografica su Gran Cereale

Colazione Energizzante: Uovo Sbattuto al Caffè

Vi capita mai di fare colazione con l’uovo sbattuto? Una tradizione prettamente italiana. Mi ricordo quando mia madre da piccolo me lo preparava “perché l’uovo fresco fa bene”. Sbatteva forte forte, ed era un sapore fortissimo, mi ricordo il profumo solo a parlarne. Oggi vediamo una variante “al caffè”, offertaci da Ricetteromane.it. Una tradizione rivisitata, con stile. Buona lettura.

Inizio la colazione con l’uovo sbattuto ed una fetta di pane da quando facevo l’università. E’ un’iniezione di energia di cui non posso fare a meno. Considerando che senza caffè non riesco ad iniziare la giornata ho pensato a come abbinare questi due ingredienti. Ed ho trovato questa ricetta che trovo buonissima e che vi propongo.

Per questa ricetta bisogna anzitutto pensare a come scegliere l’ingrediente fondamentale: ossia l’uovo.

Devono essere fresche, possibilmente biologiche. Vanno scelte nel migliore modo possibile, per avere un risultato salutare ed ottimo dal punto di vista del gusto.

 

Ingredienti dell’uovo sbattuto e caffè (per 1-2 persone)

 

2 uova freschissime
6-8 cucchiaini di Demerara (ideale per il caffè)
caffè a piacere.

Si può ovviamente usare anche lo zucchero raffinato bianco normale. Il gusto ovviamente influenza il sapore della ricetta. Se volete che prevalga l’uovo, metterete lo zucchero bianco che ha un sapore piuttosto neutro; se invece vi piace il sapore dello zucchero, mettete il Demerara.

Integrare con frollini, possibilmente integrali. Io preferisco Gran Cereale del Mulino Bianco.

Preparazione

Rompere le uova e separarle dall’albume. I modi sono tre:

Il modo complicato: rompete l’uovo a metà e passate il tuorlo da un mezzo guscio all’altro fino a che non vi sarà più albume.

Il modo semplice: rompete l’uovo in una recipiente sufficientemente largo e prendete il tuorlo con una schiumarola.

Usare l’apposito separatore di tuorli che trovate in ogni negozio di attrezzature da cucina.

Servendovi di un miscelatore o di un cucchiaino montare energicamente i tuorli fino ad ottenere un composto spumoso ed omogeneo. Metteteci poi lo zucchero demerara e mischiate ancora un poco in modo energico.

Preparare quindi il caffè nella vostra moka preferita.

Mettete qualche goccia di caffè sui frollini e poi, sopra, metteteci la spuma che avete preparato nel modo descritto.

Infine, mettete il tutto su un vassoio e portatelo a letto alla vostra fortunata metà. Ve ne sarà riconoscente.

Ricetta a cura di www.ricetteromane.it

 

Come fare un cappuccino da re con il Bimby

cappuccino bimby

Oggi volevo parlarvi di un prodotto che molti di voi conosceranno: Il Bimby.
Il Bimby oggi è considerato uno dei più avanzati elettrodomestici da cucina disponibili sul mercato.
Si tratta di un elettrodomestico da cucina che ha radicalmente cambiato il modo di cucinare, contribuendo a dare sfogo a qualsiasi desiderio culinario facendo risparmiare tempo e fatica.

cappuccino con bimby

E siccome possiamo fare davvero quasi tutto con questo robot da cucina perché non preparare un cremoso Cappuccino?

Molte sono le varianti da considerare quando pensiamo a come fare il cappuccino con il Bimby.

– usare o no la farfalla?
– il latte deve essere intero o scremato?
– qual’è la migliore ricetta per un ottimo cappuccino con il Bimby?

Cerchiamo di dare una risposta a tutte queste domande.

Cappuccino con Bimby: Il Latte

Innanzitutto per preparare il cappuccino con il Bimby si può usare sia latte parzialmente scremato che latte intero. Il latte intero però è più indicato per ottenere una buona cremosità, le proteine che contiene (parte delle quali mancano nel latte parzialmente scremato) garantiscono una schiuma montata più soffice e densa.

Montare il latte senza la farfalla del Bimby

Di seguito vediamo come montare il latte per il cappuccino senza la farfalla del Bimby.

-Preparare il caffè con la moka o come più preferite.
-Mettere nel boccale il latte freddo di frigorifero: 3 min. vel. 4 senza misurino
-Poi impostiamo: 3 minuti, 70° di temperatura e velocità 3 senza misurino.
-Versare nelle tazze il caffè e aggiungere la schiuma di latte ottenuta. Servire.

Montare il latte utilizzando la farfalla del Bimby

Personalmente preferisco fare il cappuccino con la farfalla che rende la schiuma così compatta da sembrare quasi panna. L’abbinamento del latte intero e l’ uso della farfalla permette di fare un cappuccino con Bimby meglio di quello del bar. Ecco come fare.

Ingredienti:
1 bicchiere di latte;
caffè espresso quanto basta;
zucchero quanto basta.

Procedimento
Inserisci la farfalla.
All’interno del boccale versa il latte(freddo) e fai cuocere per 4 minuti.
Impostare 80° di temperatura, velocità 2. Una volta aver finito di montare il latte per il cappuccino versalo all’interno di una tazza con sotto un po’ di caffè. Aggiungi lo zucchero e voila! Il cappuccino espresso e schiumoso, meglio di quello del bar e’ subito pronto! Da bere bollente.
Adesso manca solo assaggiarlo. Buona colazione e attenti ai baffi di schiuma!

 


Colazione Italiana: I dolci tempi del tegolino del Mulino Bianco

Ecco. Sono le 7 del mattino. La luce entra lieve dalla finestra, che ricoperta dalla tenda bluastra di camera mia, fa un po’ un effetto strano. Ancora devo aprire gli occhi, ma il mio risveglio è già iniziato. E’ estate ed io sono venuto in campagna a trovare i miei nonni. Hanno un casa bellissima in Toscana, la tipica abitazione immersa nel verde sgargiante, di quella campagna speciale.

La Toscana è una terra che conosco bene, ci ho passato tutte le mie estati, fino all’età di 16 anni, quando i miei nonni purtroppo sono venuti a mancare. Ho amato ogni singola estate in quella casa, contornata da alberi e prati sconfinati, pieni di colori, regalati dai bellissimi fiori che, sovrani, attraggono gli occhi di chi li osserva.

Il caldo del mio letto, e la morbidezza della trapunta, fatta a posta per me da mia nonna, mi fanno a malapena percepire il primo fresco della giornata. Stiro i miei piedini, che faticano ad arrivare al bordo del letto, e lentamente anche tutti gli altri miei sensi si risvegliano.

Mi accorgo di essere rimasto nella stessa posizione per tutta la notte, come mi accadeva, solo quando ero davvero stanco e cadevo in un sonno profondo.

La colazione di una volta

Il rumore del borbottio della caffettiera, che di lì a poco avrebbe fatto nascere il primo caffè della giornata, e del nonno, che con il suo passo deciso ma silenzioso si avvicina alla nonna, con la bottiglia di vetro bianca, piena fino all’orlo del latte appena munto, mi fanno svegliare del tutto. Ma ancora non apro gli occhi.

Capisco che si avvicina alla nonna, perché i suoi passi diventano più frettolosi quando la vede e terminano bruscamente, quando la raggiunge. Di solito il tutto è contornato da un bacio, il cui rumore è quasi impercettibile: “shhh…che lo svegli”.
Poi lo schiocco. Un bacio pieno di amore e passione, ma di quelli delicati e rispettosi. I miei nonni si amavano molto, lo ricordo bene.

Stendo le braccia e inizio delicatamente ad aprire gli occhi. Subito, il mio pensiero va alla colazione. Ogni mattina, quando mi alzavo, mia nonna mi faceva trovare una bellissima tavola imbandita, piena delle merendine che più desideravo e che mia madre non voleva mai comprarmi quando eravamo a Roma.

Sento il fruscio delle carte che si rompono, e immagino il mio tegolino che mi aspetta lì pronto sul tovagliolo, fatto a mano da mia nonna, nel cesto di vimini delle delizie.

Lo chiamava così mia nonna: “…Matteo prendi il cesto delle delizie, che la nonna ti vizia un po’”.
Ogni volta che me lo diceva, abbozzava un sorriso e mi faceva una carezza, poi un po’ pentita di infrangere le regole della mia mamma, affermava che non dovevo assolutamente prendere l’abitudine a disubbidirle.

Mia madre non mi ha mai viziato. Mi ha sempre cresciuto dandomi il giusto valore della vita e delle cose. I miei nonni, invece, adoravano regalarmi tutto ciò che i miei genitori non volevano io avessi. Lo facevano perché dicevano, che questo era il loro ruolo e ne andavano fieri. Mi dovevano viziare.

Quell’estate era un po’ speciale. Fu l’estate dell’incontro con Giulia. Avevo 12 anni. Giulia era la nipote dei nostri vicini di casa. Dopo 20 anni da quell’estate sarebbe diventata mia moglie, ma ancora non lo sapevo a 12 anni. Pensavo al cesto delle delizie e a giocare all’aria aperta tutto il giorno. Giulia era solita raggiungermi il pomeriggio, e trascorrere con me tutto il tempo. Giocavamo a nasconderci e coccolare gli animali della fattoria.

Ecco. Ora il profumo del caffè è entrato nella mia stanza ed io ho gli occhi aperti già da un po’. Mi alzo di colpo. Sono felice, è una bella giornata e oggi andrò con il nonno in città. Ha promesso che nel tragitto mi farà fare qualche lezione di guida. Non vedo l’ora. Ma prima la colazione.

Esco dal mio lettone, e corro in cucina. I miei nonni sono lì. Mi danno il buongiorno ed io come sempre li abbraccio. Sono felice. Poi, dò uno sguardo alla tavola. Vedo il cesto delle delizie pieno di dolci per la merenda mattutina: brioche del mulino bianco, il soldino del mulino bianco, le crostatine alla frutta, il trancino e i saccottini.

All’improvviso realizzo. Siamo a fine Agosto e le vacanze sono finite. Il cesto delle delizie pieno, è il solito regalo che la nonna mi prepara per il viaggio di ritorno. Mi giro verso di lei e le chiedo come mai mi avesse preparato il cesto in anticipo.

Sarei dovuto partire la mattina dopo. Volevano che andassi via prima?

Una risata divertita scatta da parte di entrambi. Io sorpreso, resto in silenzio fino a che l’allegra commedia di presa in giro dei miei nonni, non si trasforma in un abbraccio di gruppo.

“Matteo…tesoro…hai dimenticato che tra mezz’ora arrivano Papà e Mamma? Sono partiti presto, a posta per passare tutta la giornata con te. Faremo colazione tutti insieme…oh amore, noi che ti mandiamo via prima … ahahha”

“Scusa nonna, avevo dimenticato. Che bello e vi hanno telefonato, sono in arrivo?”.

“Sì Matteo. Aiutami a preparare il resto per la colazione”.

Scalzo e in pigiama aiuto mia nonna a preparare la tavola. Mio nonno nel frattempo, gusta il primo caffè della giornata, e amorevolmente guarda la nonna. Poi si alza e mette su un po’ di musica.

Inizia il nostro rituale, cominciamo a cantare e ballare.

Il cesto delle delizie

La tavola è pronta. C’è il cesto delle delizie, una brocca con la spremuta d’arancia fresca, i cereali, lo yogurt, la frutta che con i suoi colori dà un tocco di estate alla tavola, e la bottiglia di latte al centro della tavola con la grande caffettiera al suo fianco.

Tutto è pronto per la colazione.

Bussano alla porta. Corro ad aprire. Sono i miei genitori.

Ma questo, purtroppo, è solo un ricordo. Un magnifico ricordo di quando ero bambino. Volevo rimembrare quella mattinata, e quella giornata.

Venne anche Giulia con noi in città e fu la prima volta che ci scambiammo un tenero bacio sulla guancia.

Ora apro gli occhi e trovo lei, e la tradizione della colazione è ancora quella, sebbene il mio tegolino, la mia merenda preferita, non sia più in produzione. Ci penso sempre a quelle estati e al cesto delle delizie, pieno di ottime merendine del Mulino Bianco.

Basta un attimo, e il morso dei saccottini mi riporta a quel tempo, quando tutto era ancora in divenire.