Come scegliere un distributore di caffè? Le caratteristiche fondamentali

Distributore caffè

Un distributore di caffè è un elemento di fondamentale importanza in un luogo pubblico e privato, che possa essere un ufficio, una sala d’aspetto, un’università, una fabbrica e un qualsiasi altro genere di posto che richiede la necessità di uno strumento che possa servire la bevanda più amata dagli italiani calda. Non esiste qualcuno che nella vita non si è concesso una pausa caffè, anche se magari non consuma questa bevanda, tiene compagnia a un collega. Ha assunto talmente tanta importanza che negli anni è divenuto un vero e proprio modo di dire, anche se alla fine non si beve un caffè.

Per questo il distributore di caffè bisogna sceglierlo bene, che sia funzionale, non sia troppo di ingombro e soprattutto eroghi bevande buone. Altra cosa fondamentale è rivolgersi ad esperti del settore che non solo offrono le migliori soluzioni, ma che abbiano un servizio di assistenza e pronto intervento celere, proprio per evitare eventuali problemi dovuti a guasti o prodotti finiti.

È importante poi che il rifornimento sia fatto in modo efficace, proprio per il suo utilizzo potremmo dire continuo, un distributore di caffè ha bisogno di essere caricato spesso, dunque, altro fattore rilevante e la capacità che l’azienda a cui ci si rivolge riesca a garantire anche questo.

Quale tipo di distributore caffè scegliere?

 

Proprio perché ogni ufficio, azienda, sala d’attesa e altri luoghi sono tutti diversi tra di loro, è fondamentale comprendere quale distributore sia più adatto alla location in cui si andrà a installare. Per farlo servirà la consulenza di un’azienda esperta che guiderà nelle fasi di progettazione e in secondo luogo di sviluppo.

Un’azienda esperta, infatti, come prima cosa dopo essere stata contattata farà un sopralluogo per comprendere bene gli spazi, vedere da vicino le dimensioni, capire dove è meglio installare una macchina di questo genere e studiare, infine, la soluzione ideale. Si potrà anche combinare l’intera area snack, unendo distributori di bevande calde e fredde e di snack, così da creare un unico ambiente ricreativo dove gustare una bevanda accompagnata anche da un dolce o da qualche stuzzichino salato. Perché un distributore di caffè ha la capacità di creare un’atmosfera di convivio, dove potersi distaccare per qualche minuto dalla routine lavorativa e godersi un piacevole relax.

Quanto è importante nell’arco di una giornata la pausa caffè? Basta rispondere a questa semplice domanda per comprendere che scegliere un distributore di caffè richiede un certo impegno. Motivo per cui è essenziale crearne uno che si adatti bene a un luogo, lasciando anche lo spazio per permettere alle persone di muoversi con facilità e fermarsi magari per una chiacchiera. Non va mai dimenticato, infatti, che un lavoratore contento e sereno, produce meglio e di più e anche in questo anche il caffè gioca la sua parte.

Come trovare la soluzione ideale per l’ambiente in cui si deve installare, uffici, aziende o sale d’aspetto ce ne sono di tutti i tipi

Negli ultimi anni sono aumentati a dismisura le tipologie di distributore di caffè, ragion per cui è sempre più importante affidarsi ad aziende serie come CoffeArt , che operano da anni nel settore e sapranno aiutarvi a studiare lo strumento perfetto per le vostre esigenze.
Dalla macchina più essenziale che offre le miscele classiche, si può scegliere qualcosa di più articolato che offre la possibilità di decidere tra una vasta gamma di bevande. Oltre al contenuto, queste macchine variano chiaramente anche nel design e ce ne sono di tutti i tipi. Da quelle più larghe a qualcosa dal design più minimal e più sottile che può essere posizionata tranquillamente in un angolo.

I distributori caffè Necta: un modello per ogni particolare esigenza, tecnologia ed efficienza

Prima di acquistare un distributore di caffè, come abbiamo detto, conviene avere la certezza che ci si sta rivolgendo a un’azienda competente, esperta del settore e che soprattutto abbia prodotti di ottima qualità. Un esempio in questo senso sono le macchine Necta, leader proprio per la versatilità dei modelli creati che riescono ad adattarsi ad ogni location, ma soprattuto in grado di fornire macchine ad elevati standard qualitativi. Tra queste troviamo la Necta Astro, dai colori delle varie tonalità del blu o quella canto con tinte più tenue del beige. Entrambe hanno la possibilità di selezionare la bevanda desiderata con un pulsante. C’è poi la Canto Touch, più tecnologica, adatta a chi preferisce uno stile minimal e innovativo. Se invece si desidera qualcosa di più slim ci sono la Necta Solita nera e colorata o la Colibri in argento, per chi preferisce qualcosa di più essenziale. Ci sono poi le soluzioni combinate come la Necta Melodia + Concerto che oltre al distributore di caffè prevede quello degli snak. Ci sono, dunque, diverse tipologie, bisogna solo capire quale è quella che più si preferisce.

A chi rivolgersi? Requisiti fondamentali del l’azienda che si sceglie per orientarsi all’acquisto giusto

I distributori di caffè nei luoghi pubblici sono utilizzatissimi, si pensi che una persona in media beve tre caffè al giorno. Per questa ragione è necessario avere un distributore che sia resistente, che duri nel tempo, che non si guasti spesso e che chiaramente eroghi miscele buone e calde, dal sapore e dall’aroma deciso.
Oltre al prodotto, però, è importantissimo valutare il servizio assistenza dell’azienda che si sceglie. Questo perché non basta solo acquistare una macchina, è chiaro che questa nel tempo avrà bisogno di manutenzione e se non ci si sceglie qualcuno di serio, si corre il rischio di ritrovarsi con uno strumento poco funzionante e nessuno che ci aiuti.

Conviene, quindi, affidarsi a qualcuno che rispetti i seguenti requisiti:

  • preventivi su misura
  • rifornimenti tempestivi
  • pronto intervento celere
  • operatori preparati
  • prodotti di qualità.

Per un acquisto del genere non si può assolutamente pensare di rivolgersi a chi ad esempio fa il prezzo più basso, perché non sempre il risparmio è guadagno, soprattutto in strumenti di questo genere dove magari con il tempo quello che si è risparmiato nello scegliere un distributore meno caro viene perso nella continua manutenzione. È fondamentale trovare il prodotto che racchiuda il giusto mix tra qualità e prezzo e possibilmente in noleggio. Ma a farci guidare nella scelta giocano prima di tutto i fattori sopraelencati.

Colazione Energizzante: Uovo Sbattuto al Caffè

Vi capita mai di fare colazione con l’uovo sbattuto? Una tradizione prettamente italiana. Mi ricordo quando mia madre da piccolo me lo preparava “perché l’uovo fresco fa bene”. Sbatteva forte forte, ed era un sapore fortissimo, mi ricordo il profumo solo a parlarne. Oggi vediamo una variante “al caffè”, offertaci da Ricetteromane.it. Una tradizione rivisitata, con stile. Buona lettura.

Inizio la colazione con l’uovo sbattuto ed una fetta di pane da quando facevo l’università. E’ un’iniezione di energia di cui non posso fare a meno. Considerando che senza caffè non riesco ad iniziare la giornata ho pensato a come abbinare questi due ingredienti. Ed ho trovato questa ricetta che trovo buonissima e che vi propongo.

Per questa ricetta bisogna anzitutto pensare a come scegliere l’ingrediente fondamentale: ossia l’uovo.

Devono essere fresche, possibilmente biologiche. Vanno scelte nel migliore modo possibile, per avere un risultato salutare ed ottimo dal punto di vista del gusto.

 

Ingredienti dell’uovo sbattuto e caffè (per 1-2 persone)

 

2 uova freschissime
6-8 cucchiaini di Demerara (ideale per il caffè)
caffè a piacere.

Si può ovviamente usare anche lo zucchero raffinato bianco normale. Il gusto ovviamente influenza il sapore della ricetta. Se volete che prevalga l’uovo, metterete lo zucchero bianco che ha un sapore piuttosto neutro; se invece vi piace il sapore dello zucchero, mettete il Demerara.

Integrare con frollini, possibilmente integrali. Io preferisco Gran Cereale del Mulino Bianco.

Preparazione

Rompere le uova e separarle dall’albume. I modi sono tre:

Il modo complicato: rompete l’uovo a metà e passate il tuorlo da un mezzo guscio all’altro fino a che non vi sarà più albume.

Il modo semplice: rompete l’uovo in una recipiente sufficientemente largo e prendete il tuorlo con una schiumarola.

Usare l’apposito separatore di tuorli che trovate in ogni negozio di attrezzature da cucina.

Servendovi di un miscelatore o di un cucchiaino montare energicamente i tuorli fino ad ottenere un composto spumoso ed omogeneo. Metteteci poi lo zucchero demerara e mischiate ancora un poco in modo energico.

Preparare quindi il caffè nella vostra moka preferita.

Mettete qualche goccia di caffè sui frollini e poi, sopra, metteteci la spuma che avete preparato nel modo descritto.

Infine, mettete il tutto su un vassoio e portatelo a letto alla vostra fortunata metà. Ve ne sarà riconoscente.

Ricetta a cura di www.ricetteromane.it

 

Come usare i fondi di caffé per le nostre piante

fondi-di-caffe

Fondi di caffè, residui del nostro abituale consumo di caffè. Molte volte li gettiamo, anzi sempre direi, ma ne dovremmo apprezzare le sostanze che contengono.
per quale motivo? Perché sono utilissimi alle nostre piante, per avere fiori come le ortensie dai colori intensi e nutrire al meglio moltissime varietà di piante del nostro orto o del nostro giardino.

I fondi di caffè riducono il ph del terreno e mettono in condizione i fiori di avere colori intensi. In Più arricchiscono il compost, oppure aggiunti ai semi delle piante da orto favoriscono la crescita rigogliosa delle nostre piante.

I Fondi di caffé, soprattutto in Italia, paese dove se ne consuma in grossa quantità, sono una risorsa importantissima per curare al meglio giardini e orti.

Contengono calcio, azoto, potassio, magnesio e altre sostanze minerali. Per questo sono concime utile per le piante da orto.

In genere vanno mescolati alla terra oppure sparsi nel terreno, per quanto riguarda la loro conservazione, per evitare che siano attaccati da muffe, è bene conservarli in sacchetti di plastica o contenitori di vetro asciutti.

Gli alberi da frutta e le piante da orto beneficiano molto dei fondi di caffè perché contengono azoto in quantità. Inoltre allontanano lumache, formiche e vermi, che rovinano le nostre piante.

Le foglie verdi invece amano i fondi mescolati ad acqua, perché in questo modo si realizza un fertilizzante naturale.

L’utilizzo in sinergia con cenere o calce li rende ancora più completi come sostanze utili per realizzare un concime.

Un’utilità alta si ha anche nella coltivazione dei funghi, che possono essere coltivati anche in casa, mescolando il terriccio con i fondi di caffè. Successivamente aggiungere il micelio per far crescere i funghi.

L’equilibrio tra terra e fondi di caffè vuole il 10% di fondi di caffé in luogo di un 90% di terriccio.

per realizzare un buon compost organico, è consigliato aggiungere due tazze di caffè al compost, una volta alla settimana.

Caffè arabica e robusta: quali sono le differenze ?

Molto spesso, soprattutto nei bar o anche nelle pubblicità, sentiamo parlare di due tipologie di caffè: l’arabica e la robusta.

Nonostante facenti parte della stessa famiglia, si tratta di due piante molto diverse tra loro, ognuna delle quali ha caratteristiche ed aromi ben precisi. Molto ovviamente dipende anche dal tipo di tostatura e lavorazione, ma spesso le due varietà in questione vengono miscelate per ottenere sapori più bilanciati.

Vediamo quali sono quindi le caratteristiche di ognuna.

Caffè Arabica

Il caffè arabica costituisce circa il 70% della produzione mondiale, ed è coltivato principalmente in Africa, Papua Nuova Guinea e, soprattutto, America Latina, con il Brasile e la Colombia in testa.

Questa varietà richiede molte attenzioni ed è molto soggetta ad attacchi di insetti e parassiti. Proprio per questo tra le due è anche quella più costosa.

Cresce inoltre solamente ad altezze superiori ai 600m. In termini di sapore è difficile da definire, in quanto esistono molte sottovarietà, ma generalmente viene definito come dolciastro, con aromi di noci e talvolta anche marzapane. Proprio per questo motivo si abbina molto bene al latte.

Caffè Miscela Robusta

Come avrete intuito la robusta è prodotto in quantità minori ammontando solamente al 30% della produzione mondiale. Rispetto all’arabica il chicco ha una forma più rotondeggiante e può essere cresciuto ad altezze più basse che oscillano tra i 200 e gli 800 metri. La maggior parte della produzione proviene dall’Africa e dall’Indonesia. Non solo, è una pianta anche molto resistente agli attacchi di insetti a parassiti, richiedendo quindi costi minori per il mantenimento: proprio da qui infatti il nome robusta. Le piante inoltre, a parità di volume di coltivazione, producono una quantità di bacche molto maggiore, contribuendo ancora di più ad un costo contenuto per il consumatore finale. A livello di sapore, esso viene spesso definito come molto amaro, quasi di gomma bruciata: questo è dovuto in parte anche al contenuto di caffeina che è del doppio rispetto all’arabica. Quale delle due è migliore ? Raramente troverete in vendita miscele di robusta assoluta (se non nel caffè solubile): spesso viene infatti mischiato all’arabica in modo da aumentare il contenuto di caffeina e donare una migliore struttura e crema al nostro espresso.

Lo stesso non è però vero per l’arabica che potete trovare anche in forma assoluta. Questo però corre il rischio di donare al caffè un sapore poco bilanciato e troppo sulle note dolci. A seguito di queste osservazioni possiamo sostenere che una miscela composta da arabica e robusta è l’ideale se preferite un caffè espresso, ma se volete invece qualcosa che si abbini meglio con il sapore del latte, potete anche optare per un’arabica 100%.

Esistono inoltre anche altre varietà di caffè tra cui ricordiamo la Liberia e la Charrieriana: quest’ultima ha la particolarità di non contenere caffeina. Esse costituiscono una percentuale inferiore all’1% della produzione mondiale.

Caffè in gravidanza, si può?

Quella del caffè in gravidanza è una delle questione più dibattute: molte sono le future mamme che decidono di tagliare completamente il consumo di questa bevanda per evitare
rischi.

Un consumo moderato però, parola da tenere bene a mente, può portare a benefici secondo alcuni recenti studi, come ad esempio quello di regolare la pressione troppo bassa
Insomma, tirare un giudizio sull’argomento non è facile. Infatti anche se la letteratura scientifica è ricca di studi a riguardo, i risultati ottenuti sono molto spesso contrastanti.
Cerchiamo quindi di analizzare entrambi i punti di vista, partendo da quelli che possono essere i rischi.

Caffè in gravidanza: rischi ed effetti negativi

I rischi che si corrono se si eccede nell’assunzione della caffeina durante la gravidanza possono essere anche gravi; tra essi figurano problemi di vascolarizzazione della placenta,
restrizioni della crescita fetali e perfino aborto. Uno studio effettuato nel 2008 ha infatti dimostrato come un consumo di caffeina superiore
ai 200mg al giorno possa raddoppiare il rischio di aborti spontanei. Non è ben chiaro però se il rischio sia contenuto nella caffeina in sè, o nel fatto che coloro
che consumano un maggiore quantitativo di caffè giornalmente hanno generalmente livelli di stress più alti e sono spesso anche fumatori.

Quanto caffè assumere si può bere durante la gravidanza ?

E’ difficile stabilire una quantità precisa di caffeina che è possibile assumere durante la gravidanza, dato che serve prendere in considerazione sia il peso che l’età. Possiamo però
tirare fuori alcune linee guida. Secondo molte autorità come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il limite si stanzia a circa 200mg di caffeina al giorno per le donne in gravidanza. Se volessimo essere più precisi
ci riferiamo ad un valore di circa 4mg per kg di peso, che scende però a solo 1mg per kg nei soggetti sotto i 18 anni. Questo equivale a circa 2 o 3 caffè espresso del bar, mentre solamente un paio dalla moka,
dato che in questo caso il contenuto di caffeina si aggira intorno ai 100mg per tazzina. E’ necessario però stare attenti anche alla propria alimentazione: difatti il caffè non è l’unico
alimento che contiene caffeina. Tra le sostanze che contengono alte concentrazioni di questa sostanza è bene ricordare infatti la coca cola, gli energy drinks in generale, il thè (in particolare quello nero: caffeina e
teina sono infatti la stessa cosa) ed addirittura il cioccolato che può contenere 50mg di caffeina ogni 100 grammi, in particolar modo quello fondente. Questo può far correre il rischio di assumere quantità eccessive anche se il consumo di
caffè è limitato.

Ed il decaffeinato ?

Il caffè decaffeinato può essere bevuto in gravidanza è può aiutare a mantenere basso
l’apporto di caffeina non dovendosi così preoccupare troppo dell’alimentazione.
Occorre tuttavia fare una precisazione anche in questo caso. Spesso infatti i decaffeinati
vengono ottenuti tramite il trattamento con solventi chimici. Molti di questi composti in realtà
vengono smaltiti durante il processo di torrefazione, ma è sempre meglio non esagerare per
evitare di immetterne quantità eccessive nel nostro organismo.

Caffè e Sigaretta stimolano ad andare in bagno?

Binomio indissolubile per ogni fumatore che si rispetti: fumare una sigaretta dopo aver compiuto il rito del caffè. Mattina, pomeriggio, sera, non c’è un momento particolare per scegliere questo momento quasi mistico. Il caffé chiama la sigaretta e, nella quasi totalità dei casi, il ritiro si conclude con un momento di rilassamento in bagno.

E’ proprio il caso di dire che nell’immaginario collettivo caffè e sigarette vanno a braccetto.

Sono stati fatti negli anni diversi approfondimenti e studi scientifici sull’argomento, e sembra che il fenomeno del bagno subito dopo caffé e sigaretta sia una manifestazione causata e generata da uno dei due elementi.

Ma cosa fa andare in bagno, caffè, sigaretta o entrambi?

caffe

Mettendo da parte il piacere che un fumatore ha nel gustare una sigaretta subito dopo l’assunzione di caffè, accoppiata non certo cautelativa per la nostra salute, anzi. Il caffè caldo, come proprietà di tutte le bevande calde la mattina stimolano la produzione di succhi gastrici e, grazie all’acido clorogenico spinge le sostanze dallo stomaco verso l’intestino, dando quella sensazione di “movimento”.

Anche se poi è la sostanza maggiormente contenuta nella sigaretta, ovvero la nicotina a stimolare la dilatazione dell’intestino e quindi a spingere le persone ad andare a “fare la cacca”.

Poi alcuni approfondimenti parlano del fatto che non sia la nicotina in sé ma gli acidi contenuti nel caffé soltanto a stimolare la “seduta” in bagno.

E’ scientifica invece la prova che afferma che sia proprio la sigaretta e non il caffé a contrarre le pareti dell’intestino, fino a stimolare la defecazione.

Quindi il fatto di affermare che sia il binomio ad aiutare il corpo a produrre l’effetto lassativo è più un discorso di carattere psicologico che reale, se si calcolano i tempi di efficacia dell’acido clorogenico, che si sintetizzano in circa quattro minuti dall’ingestione del caffé. Se si fuma subito dopo averlo assunto quindi, sarà quello il senso, ma è il caffé che avrà sortito il noto effetto, destinando la sigaretta ad un’incidenza marginale ed accessoria.

Ma nessuno toglie ai fumatori il piacere di entrambi, esattamente nell’ordine caffè e sigaretta.

Anche se è indubbio che sia un percorso negativo per la salute, e che le due azioni sommate facciano soltanto del male all’organismo, con particolare attenzione per l’apparato circolatorio.

Che rimanga quindi sempre un rito generalmente mattutino, ma per la salute con moderazione.

Caffè freddo: tutte le varianti di gusto della bevanda più richiesta dell’estate

Non c’è che dire, non si rinuncia mai ad un buon caffè. E soprattutto se si è estimatori maniacali di questa bevanda, che è più un’istituzione che semplicemente qualcosa che si beve.

Sicuramente il caldo torrido di questo periodo non aiuta ad avvicinarci al classico caffè espresso italiano proprio della nostra tradizione nel mondo.

E’ pur vero che grazie alla variante fredda possiamo mantenere il nostro gusto per il caffè.

Solo in Italia ci sono tantissimi modi per realizzare un caffè freddo eccezionale che non fa rimpiangere il suo fratello “caliente”, anzi considerando alcune varianti ci fanno sognare anche mete esotiche anche se lo prepariamo in casa.

In questo approfondimento vogliamo descrivere molti modi di realizzare un caffè freddo perfetto, a prova di fondamentalisti del caffè.

Caffè in ghiaccio

Nasce dal Salento questa variante in cui si versa l’espresso in una tazza piena di ghiaccio. Alcuni indigeni della provincia di Lecce lo amano con l’aggiunta del latte di mandorla, a correggere e rendere esotico il tutto.

Va bevuto velocemente, prima che il ghiaccio si sciolga.

 

Caffè Shakerato

 

Questa è forse la variante del caffè freddo più diffusa al mondo, più fuori dall’Italia che da noi. Negli Stati Uniti è divenuto un must nella consumazione del caffè, e anche nei paesi asiatici, Giappone in primis, va per la maggiore.

Consiste nello shakerare con ghiaccio il caffè già freddato a temperatura ambiente. Alcune varianti lo vogliono con latte, o volendo anche zucchero e liquore a piacimento. Più uno Status Symbol, un modo di vivere l’esperienza con il caffè.

Caffè Nuvola

 

Ricorda molto il diffusissimo Cafè Zero di Algida come consistenza, ed è realizzato frullando ghiaccio, caffè e zucchero. Ideale per i pomeriggi caldissimi d’estate, dal gusto leggero e gradevole.

 

Caffè Vietnamita

In Vietnam e usanza aggiungere un cubetto di ghiaccio all’infusione di caffè alla fine della preparazione, spesso mettendo sul fondo della tazzina del latte condensato, per addolcire il caffè freddo realizzato.

 

Caffè Freddo in Moka

 

Fa parte della nostra tradizione, del nostro modo di vivere. E molti bar ancora preparano il caffè freddo tradizionalmente, freddando il caffè ottenuto dalla Moka e messo a raffreddare a temperatura ambiente e poi riposto in frigorifero pronto per ogni evenienza. Un classico che tutti, più o meno hanno provato e amano.

 

Caffè freddo aromatizzato

 

Molte varianti del caffè freddo tendono ad aggiungere degli aromi, con i classici topping da bar, in modo di dare un sapore particolare al caffè freddo. Banana, Cocco, Nocciola e tutti i sapori forti come il caffè posso accostarsi a questa variante particolare.

 

Crema di caffè

 

Una variante offerta anche nei bar è la ormai classica Crema di Caffè, una proposta che ci fa ricordare il sapore della Coppa del Nonno, che molti di noi hanno amato da bambini e continuano ad amare. La proposta della crema di caffè contiene panna montata o un’emulsione di latte che rende il caffè cremoso.

C’è anche la possibilità di ottenere in casa il caffè freddo in crema senza latte o panna, facendo raffreddare per bene il caffè in congelatore, e una volta estratto dal freezer gelato, dopo 10/15 minuti a temperatura ambiente, shakerato all’interno di una bottiglia di plastica o contenitore chiuso, in modo di ottenere una crema fredda al caffè perfetta, ma senza gli inconvenienti che molti intolleranti hanno nel consumo tradizionale di latte o derivati.

 

Caffè freddo in 5 minuti con Bimby

 

Per molti appassionati dello splendido Multiuso Bumby della Vorwerk, c’è la possibilità di realizzare in 5 minuti un caffè freddo a regola d’arte in pochi semplici passaggi. Servono:

  • 10 Cubetti di Ghiaccio
  • 2 Tazzine di caffè(Moka o Espresso lungo)
  • 4 Cucchiaini di Zucchero(Canna o raffinato)

Tritare il ghiaccio a velocità 10 per 5 secondi;

aggiungere caffè e zucchero, e shakerare per 50 secondi a velocità 7;

servire velocemente in due bicchieri.

 

Io personalmente amo molto le varianti “aromatizzate” del caffè freddo, per mia golosità anche con l’aggiunta di panna e nutella.

 

 

 

 

 

E voi? Qual’è la vostra variante preferita di caffè freddo?

 

 

 

 

 

 

 

Si può bere caffè senza avere controindicazioni?

Si Può bere il caffè senza avere controindicazioni?

Per molti è un’arte. Per altri una energia necessaria. Per altri ancora una passione smisurata. Quando l’aria si riempie di quel profumo acre, caldo che pervade tutta la casa, diventa tutto inconfondibile. Il profumo della mattina. Il segnale di avvio di una buona giornata. Un profumo unico, un’azione per molti impossibile da evitare.

Bere il caffè è un’arte che esiste da secoli, e valida in tutto il mondo. Espresso, Lungo, Shakerato(dato il periodo estivo), con ghiaccio, macchiato, decaffeinato, cento per cento Arabica, all’americana, corto, concentrato, sono soltanto alcune varianti della bevanda forse più nota ed usata(a volte abusata) al mondo.

Scorrendo gli articoli sul caffè e la salute indicati da My Personal Trainer, otteniamo diverse informazioni.

E’ ovvio che l’abuso di qualsiasi cosa può dare controindicazioni o effetti collaterali, o trascurando addirittura i benefici che in dosi giuste e consigliate si possono avere.

 

 

La dose sicura di caffeina in una dieta giornaliera è dunque di 300 mg (la stessa contenuta, grosso modo, in tre tazzine di caffè espresso o in 6 tazze di tè).

Tale limite può essere raggiunto anche ingerendo 10 lattine di coca cola, 8 tazze di cioccolata calda o 400 grammi di cioccolato extrafondente.

Per questo motivo occorre tenere sempre in considerazione l’effetto sinergico e cumulativo dei vari alimenti e, insieme ad esso, anche il contributo di alcuni farmaci a base di caffeina, come certi analgesici, brucia grassi e anoressizzanti.

 

Controindicazioni nell’abuso di caffè

Diverse sono le controindicazioni procurate dall’abuso del caffè, oltre le dosi normalmente consigliate.

E’ sconsigliato bere caffè a digiuno, perchè è la causa di bruciori e acidità di stomaco, esofagite e reflusso gastrico.

In uso eccessivo, causa tachicardia, ipertensione e aritmie

Aumenta gli stati d’ansia e provoca tremori, insonnia ed elevata eccitabilità.

Riduce l’assorbimento di calcio e ferro, favorendo la comparsa di osteoporosi e predisposizione all’anemia.

L’utilizzo del caffè tradizionale va limitato, o comunque sostituito con quello decaffeinato, in caso di:

ulcera peptica
dispepsia
gastriti ipersecretive
malattia da reflusso
ipercolesterolemia
cardiopatia ischemica
ipertensione arteriosa e aritmie cardiache
abuso di alcol, fumo o altre sostanze psicoattive
gravidanza (non più di due tazzine al giorno)
mastopatia fibrocistica

 

Ci sono alternative in questi casi?

 

Effettuato un quadro del genere sembra quasi naturale sconsigliare l’uso del caffè(e molti si metteranno paura) in maniera assoluta.

C’è però una soluzione salutare che permette di gustare il piacere del caffè, riducendo o in molti casi eliminando totalmente il rischio di controindicazioni, ma anzi trasmettendo benefici al nostro corpo e sistema immunitario. Ovviamente mantenendo le qualità base che contraddistinguono il caffè.

Questa soluzione si chiama Ganoderma Lucidum, o Reishi, una varietà di fungo benefico che viene definito “l’elisir di lunga vita”.

Caratteristiche del Ganoderma Lucidum

Il fungo Reishi contiene:

1) Sali minerali: Ferro, Zinco, Rame, Manganese, Magnesio, Potassio, Calcio, Germanio
2) Vitamina B in particolare folina
3) 17 amminoacidi tra cui tutti gli essenziali
4) Polisaccaridi costituiti da: glucosio, galattosio, mannosio con tracce di xilosio e fucosio
5) Steroli precursori ormonali
6) Sostanze ad attività anti istaminica
7) Adenosina
8) Triterpeni
9) Acido Lucidenico
10) Acido Ganodermico e Acido Genolucido

Benefici del Reishi

1) Analgesico
2) Antiallergico
3) Preventivo della bronchite
4) Anti infiammatorio
5) Immunostimolante
6) Antibatterico per effetto dell’immunostimolazione
7) Antivirale per l’aumento della produzione di interferone
8) Antiossidante
9) Antitumorale
10) Ipotensivo
11) Ipocolesterolemizzante
12) Cardiotonico
13) Antidepressivo e rilassante
14) Mucolitico
15) Migliora la funzionalità cortico-surrenalica
16) Aumenta la produzione di interleuchina 1 e 2 prodotta da macrofagi e splenociti
17) Stimola la produzione di istamina, ottimizzando la respirazione cellulare e favorendo la funzionalità epatica
18) Fluidifica il sangue

Il Reishi contiene inoltre una notevole quantità di triterpeni, noti antiossidanti, anti-ipertensivi e antiallergici.

Una miscela magica, salutare

 

Il matrimonio che si crea quindi fra il caffè ed il ganoderma lucidum rende questa varietà una bevanda dagli effetti portentosi a livello di salute.

E’ un tonico che tende a distendere contrastando i sintomi della vecchiaia, in particolare i dolori ed i disturbi di carattere reumatico

 

Trasmette l’energia propria del caffè senza l’effetto ansiogeno, e addirittura combatte l’insonnia.

Quindi succede che anche se si hanno disturbi classici e malesseri che ci sconsiglierebbero l’uso del caffè, con l’ausilio del fungo Reishi possiamo mantenere la nostra passione ed il gusto di un buon caffè senza avere problemi.

Solo chi è predisposto ad allergie da funghi non può assumere il caffè al ganoderma.

 

 

 

Intervista Speciale: Hacienda La Esmeralda – Panama

Continuando il percorso che ci accompagna nell’approfondimento degli elementi della colazione, in particolare il Caffè, questa volta voliamo lontanto, perchè dopo l’indicazione di Samantha di Torrefazione e Goloserie Viti, ci siamo permessi di chiedere un’intervista ad una delle aziende produttrici di caffè più pregiato al mondo: Hacienda La Esmeralda(Panama). Ha accettato di essere intervistata Brenda Alvarado Gonzàlez che ringraziamo infinitamente per la partecipazione.

 

 

 

Firstly I’m glad to meet you for this interview, and spend some of your precious time.

Would you like to tell me your history? Where and when start your dream and your business?

Prima di tutto sono felice di incontrarla per questa intervista, e onorato del tempo prezioso che mi ha dedicato. Mi racconta della vostra storia? Dove e quando avete iniziato il vostro sogno, e la vostra attività?

 

It all started when Rudolph A. Peterson bought Hacienda La Esmeralda as a retirement venture. At the time, the land was mostly pasture for beef cattle. Rudolph’s son, Price Peterson, took over the farm in 1972. In the mid-80s, the Petersons started growing coffee. This activity seemed like a great opportunity because of the huge reservoir of coffee knowledge and culture that Boquete had. This helped the Petersons redevelop much of their land for coffee farming and even make their first coffee farm expansion at Palmira in 1988.

E’ iniziato tutto quando Rudolph A. Peterson acquistò Hacienda La Esmeralda come casa di riposo. In quel tempo la terra era per lo più impiegata come pascolo per i bovini. Price Peterson, il figlio di Rudolph, ha preso le redini dell’azienda nel 1972. Nella metà degli anni ’80 I Peterson cominciarono a piantare e coltivare caffè. L’attività sembrò essere una grande opportunità per la grande tradizione nella coltivazione e cultura sul caffè che Boquete aveva. Questo fatto ha aiutato i Peterson a risviluppare molti dei loro terreni per la produzione di caffè e permettere la loro espansione e allargamento a Palmira nel 1988.

 

 

 In the 1990s, as coffee production became more of the focus, the Petersons acquired a new, high-altitude farm which was named Jaramillo. This plot on the sides of Volcan Baru was selected specially for its high altitude, in hopes of developing higher scoring, livelier and more nuanced coffees.  At that time the farm had recently been devastated by “Ojo de Gallo” disease, but Daniel Peterson noticed that the Geisha trees had not been hurt as badly, so they decided to plant Geisha on more parts of the farm, including in sections above 1650 meters above sea level, higher than Geisha had been planted before.
Negli anni ’90, poichè la produzione di caffè fu ancora più centrale, la famiglia Peterson acquisì una azienda posta ad una grande altitudine, chiamata Jaramillo. Questo terreno posto il altura, ai lati del Vulcano Baru fu scelto per la sua posizione, e permise la produzione di molte varietà migliori di caffè.
In quel periodo l’azienda fu devastata dall’epidemia chiamata OJO DE GALLO, ma Daniel Peterson notò che gli alberi Geisha non erano stati colpiti molto, cosicchè decisero di piantare questo tipo di alberi in gran parte dei terreni, anche oltre i 1650 metri di altezza, dove non erano mai stati piantati prima di allora.

It was this high-altitude planting of Geisha coffee that contributed to the rediscovery of Geisha, which is what Hacienda La Esmeralda is best known for. For the 2004 Best of Panama competition, the Petersons separated production from different areas of the farm out into individual lots. One of the lots they separated out came from high up in Jaramillo, and when it landed on the cupping table, it blew everyone away because it was the first time cuppers had gotten to taste a sample that was 100% Geisha coffee. That year Hacienda La Esmeralda went on to win the 2004 Best of Panama competition with their Geisha coffee, and set a record for the highest price ever paid for a coffee at auction.

Questa scelta, di piantarli in altura, contribuì alla riscopertà del Geisha, che risulta essere il motivo per cui la Hacienda è conosciuta nel mondo. Per la Best Panama Competition del 2004 i Peterson divisero i terreni in piccoli lotti. Uno di questi lotti, posizionato nella parte più alta di Jaramillo, sbaragliò tutte le altre produzioni perchè fu il primo caffè prodotto ad essere 100% di tipo Geisha. Questa varietà permise ad Hacienda La Esmeralda di vincere la Best Panama nel 2004, e fu un record del prezzo più alto mai pagato per un’asta di caffè.

Since then we have been working relentlessly to grow and process coffee in the most consistent way possible. We make countless efforts to ensure that every coffee sell is an accurate representation of our signature quality.
Dopo di allora abbiamo lavorato per coltivare e lavorare il caffè nel miglior modo possibile. Cerchiamo di fare in modo che ogni vendità del nostro caffè rappresenti in tutti i modi la nostra firma e la nostra qualità.

In what and how much countries do you export your products?

In quali e quanti paesi esportate il vostro prodotto?

All of our coffee is exported, only a few boxes stay in the panamanian coffee market. We export mostly to United States, Taiwan, Japan, South Korea, China, United Kingdom, Norway, Sweden and Australia.

Tutto il nostro caffè viene esportato, e soltanto alcuni pacchi vengono venduti nel mercato Panamense di caffè. Esportiamo soprattutto negli Stati Uniti, Taiwan, Giappone, Corea Del Sud, Cina, Regno Unito, Norvegia, Svezia ed Australia.

Which are common defects of coffee and how can you recognize a premium quality product?

Quali sono i principali difetti del caffè e come riconoscete un prodotto di qualità superiore?

Common defects in coffee are crushed beans, beans with insect damage and immature beans. To avoid having any of these problems in our coffees we make a series of quality oriented efforts during every step of the coffee production chain. Our coffees are shade-grown in high altitude elevation and over rich volcanic soil.  Boquete’s volcanic soil is rich in nutrients which contributes to the plants nutrition. We have staff that oversees any deficiency in nutrients or any sickness the plant may be suffering. Additionally, each farm has a manager that oversees the pickers, he personally makes sure that coffee harvested is completely ripe. We pay pickers premium for this service. This is a critical step in quality control, because it helps us ensure consistency and maximum flavor.

I difetti principali e più comuni sono i frutti rotti, danneggiati da insetti e non correttamente maturati. Per evitare di avere qualsiasi di questi problemi nei nostri caffè effettuiamo tutta una serie di interventi durante tutta la filiera della produzione. I nostri caffè sono coltivati in altura ed ombra, in un suolo di origine vulcanica. Il suolo di Boquete è ricco di nutrienti che contribuiscono alla crescita florida delle piantagioni. Abbiamo del personale specializzato che supervisiona e controlla ogni mancanza di nutrienti e malattie che le piante possano soffrire. Inoltre ogni manager delle nostre aziende agricole controlla che tutto il raccolto sia completamente maturo. Paghiamo molto per questo servizio. E’ un momento fondamentale del controllo qualità, perchè ci aiuta ad assicurare il massimo dell’aroma.

Do you know for your experiences where are best coffee producer worldwide? 

Per esperienza diretta, dove sono i migliori produttori al mondo di caffè?

Panama has top quality coffee producers. We take pride on growing coffee carefully and with strong attention to details. Through organizations like the Specialty Coffee Association of Panama, national coffee growers are growing together, sharing experiences and creating a productive coffee conversation environment.

Panama ha una qualità eccelsa di produttori di caffè. Siamo orgogliosi della cura che mettiamo nella coltivazione e forte attenzione nei dettagli. Attraverso organizzazioni come L’Associazione delle Specialità di Caffè di Panama, i coltivatori migliorano insieme condividendo esperenze e creando un ambiente di scambio molto produttivo.

Which quality of coffee is the best and the highest?

Quale qualità di caffè è il migliore in assoluto?

 

 

Our highest quality coffee in Hacienda La Esmeralda is the Esmeralda Special Auction Geisha which is a rare award winning microlot collection of Geisha coffees that are sold exclusively in our online coffee auction, the “Esmeralda Special Auction”.  This coffee is famous for having strong and complex aromatics including: floral, jasmine, bergamot, stone fruits and berries.

La nostra migliore selezione è l’Esmeralda Special Auction Geisha, una miscela molto rara che viene venduta soltanto nella nostra asta online “Esmeralda Special”. Questo caffè è famoso per avere aromi forti e complessi, floreali, di gelsomino, bergamotto, ananas e frutti di bosco.

 

 

 

 

 

Torrefazioni: Intervistiamo Caffè Negro | Capraia e Limite(Firenze)

Continuiamo il nostro percorso di approfondimento dell’attività delle Torrefazioni.

Intervistiamo oggi Angela Sesoldi, amministratore di Caffè Negro.

 

 

Salve, innanzitutto la ringrazio per averci dedicato un po’ del suo tempo prezioso. Siete un’importante torrefazione Italiana. Vi va di raccontarci la vostra storia?

 

La nostra storia ha origini lontane. L’attività è iniziata nel 1950, come torrefazione artigianale fondata dai fratelli Negro ed è proseguita fino ai nostri giorni, sempre come impresa a conduzione familiare, attraversando più generazioni.

 

Come vi è venuta l’idea di aprire una torrefazione di caffè?

 

Eravamo nell’immediato dopoguerra e il conflitto aveva segnato profondamente anche il nostro comprensorio. C’era però tanta voglia di ricostruire e di intraprendere nuove iniziative. La guerra aveva drasticamente ridotto i consumi e sostituito il caffè con l’orzo e anche con la cicoria; si tostava in forni domestici e in piccolissime quantità.

C’era quindi il desiderio di tornare ad assaporare l’aroma vero del caffè e così, i fratelli Negro, da sempre amanti di questa bevanda, decisero di fare di questa passione il loro mestiere.

La prima sede della loro impresa fu il salotto di casa della loro cognata, dove, con un piccolo forno da torrefazione a carbone, acquistato usato in un viaggio a Napoli, venivano eseguite le prime tostature. Il profumo che fuoriusciva da quell’abitazione, proprio nel centro del piccolo paese di Limite sull’Arno, era in grado di ingolosire tutti gli abitanti del borgo, che sempre più numerosi ambivano a tornare a concedersi il piccolo lusso di un buon caffè.

Inoltre, a incitare i due giovani fratelli Negro a proseguire in questa loro iniziativa, arrivarono i racconti di una loro sorella, impiegata nell’ufficio estero della Camera di Commercio di Genova che raccontava delle sempre maggiori quantità di chicchi di caffè che venivano sbarcate nel porto di Genova e distribuite in tutto il mondo, a conferma della crescente richiesta di questa pregiata materia. Dopo pochi anni i fratelli Negro furono così in grado di dotarsi di un piccolo laboratorio artigiano in cui trasferirono l’attività per poi ingrandirlo progressivamente, di pari passo con l’aumento del volume d’affari. Ad inizio degli anni 2000 fu poi inaugurata la nuova e attuale sede, nella quale ancora oggi lavorano i discendenti dei due fondatori.

 

 

Dove si trova la vostra torrefazione?

 

La sede attuale si trova a Limite sull’Arno e racchiude, uffici, magazzino e laboratorio di torrefazione.

 

Di solito il caffè lo acquistate dai coltivatori in maniera diretta oppure ci sono agenzie che fanno da tramite per la vostra torrefazione?

 

Acquistiamo tramite importatori sulla base di un’analisi dei lotti proposti. Per la nostra dimensione di torrefazione artigianale che punta su produzioni di alta qualità la soluzione ottimale è quella di rivolgerci a operatori professionali con i quali collaboriamo da diversi anni e che sono in grado di garantirci un’ampia gamma di materia prima, già sottoposta ad un’attenta selezione di qualità e con la possibilità di acquistare lotti di svariate origini e idonei alle nostre esigenze, che utilizziamo nelle nostre miscele.

 

E’ mai stato in una piantagione di caffè?

 

Nel corso degli anni siamo stati in visita nei paesi di origine della materia prima insieme ai nostri fornitori abituali. Abbiamo visitato le piantagioni in Brasile e in altri paesi del Centro America.

 

 

 

Cosa la ha colpita di più durante la visita alla piantagione?

 

Sono state esperienze significative e ricche di emozioni per noi che giornalmente trattiamo chicchi di caffè da così tanti anni. In particolare siamo rimasti colpiti dai paesaggi naturali e dai grandi spazi incontaminati delle piantagioni.

 

Quali sono i difetti più comuni di un caffè e come si riconosce un prodotto di qualità?

 

Preparare un buon caffè è il risultato di diversi fattori, ciascuno importante per giungere ad una tazzina piena di gusto. A partire dai chicchi crudi si possono individuare pregi e difetti e valutare la qualità complessiva della materia prima. Già ad un controllo visivo ed olfattivo si può valutare la presenza di chicchi non maturi, deteriorati o contenenti impurità che possono pregiudicare la bontà del prodotto finale. A seguire, altro elemento importante per ottenere un buon caffè è quello della composizione di una miscela di tipologie e origini differenti che, convenientemente assortita, produca un caffè dall’aroma e gusto desiderato. Altrettanto importante è la tostatura e quindi il rispetto dei corretti tempi e temperature e scongiurare il rischio di bruciature che compromettono il gusto del caffè. Infine, ultimo elemento che incide sul risultato finale è la perfetta combinazione tra miscela di caffè, il suo grado di macinatura e caratteristiche di funzionamento della macchina con la quale si prepara la bevanda. Se anche solo uno di questi elementi è lacunoso, si rischia di compromettere la riuscita del prodotto finale. Proprio questa è una delle difficoltà maggiori di questo lavoro e la bontà dei nostri prodotti è proprio il risultato di anni di esperienza e di affinamenti continui.

 

Secondo la sua opinione da esperto del settore, qual’è la qualità di caffè al mondo più pregiata? Insomma … quella per cui diresti: “questo sì che è un caffè!”

 

Come appena detto, una materia prima di pregio da sola non è garanzia di bontà del prodotto finale. Occorre che tutti i processi a monte e a valle siano altrettanto curati per far in modo di ottenere un caffè di qualità. Per noi le arabiche d’altura del Centro America sono quelle con le quali realizziamo i migliori caffè.