Come fare il Caffè Americano

Il caffè americano è una bevanda molto diffusa nei paesi esteri che è presente anche in Italia perché è apprezzato dagli appassionati di oltre penisola, e da chi viaggia molto per lavoro, e per la filosofia “aziendale” e l’alone di fascino che lo avvolge.

Nei bar italiani il caffè filtro o caffè all’americana stenta, nel senso che difficilmente troverete un caffè all’americana richiedendo al bar. Anche se i bar più gettonati, nelle grandi città offrono questa preparazione.

Nei supermercati a marchio internazionale forniti(Auchan, Carrefour, Coop, Conad) è sempre più diffusa la vendita di miscele base per la preparazione a casa di questo tipo di caffè.

La preparazione da bar del caffè all’americana è abbastanza semplice, molto simile all’infusione del tè, e necessita di una miscela adatta ad essere infusa, e di una macchina apposita, diversa da quella per il caffè espresso.

Infatti c’è differenza di base proprio delle miscele di caffè adatte per l’espresso e quelle distribuite per realizzare il caffè filtro(filter coffee). La miscela più adatta a realizzare il caffè americano è senza dubbio la arabica, molto aromatica e profumata, e quindi molto predisposta ad essere usata per infusione.

La tostatura inoltre è meno profonda, che permette di non far accentuare il classico sapore amaro del caffè, esaltandone invece le tonalità di gusto aromatiche caratteristiche della miscela, tralasciando quindi gli aspetti caratteristici del caffè espresso come cremosità, robustezza e corpo.

La macinatura anche in questo caso risulta più grande, e meno miniaturizzata rispetto alla miscela per espresso.

 

Non c’è niente di meglio di una tazza di caffè per stimolare il cervello.(Sherlock Holmes)

Come preparare il caffè all’americana?

Il caffè americano viene conservato in genere in una brocca collegata alla macchina che lo realizza, una macchina costosa e molto ingombrante, ed è diffusissimo negli hotel, ma le macchine per il caffè filtro sono in fase di espansione anche in catene di elettronica a costi relativamente abbordabili, con bolla contenitore che contiene circa 15/20 tazze al giorno.

I passi da seguire per preparare il caffè all’americana:

  1. Riempire la caraffa di acqua calda, e riscaldarla
  2. Calcolare un cucchiaio pieno di caffè per due tazze d’acqua da 150 ml l’una.
  3. Mettere l’acqua nella macchina ed estrarre
  4. Conservare il caffè caldo in un thermos o contenitore termico
  5. Evitare di lasciare il caffè sulla brocca in vetro appoggiata sulla fonte di calore, perchè altrimenti il caffè filtro assume un sapore di bruciato non piacevole.

Caffè americano, altri metodi

Un metodo alternativo di preparazione del caffè americano utilizza la diluizione del caffè espresso, rispetto alla percolazione utilizzata tradizionalmente nella preparazione statunitense.

Si prepara il caffè espresso come un normale espresso con macchina casalinga.

Una volta pronto il caffè espresso come base, si fa bollire l’acqua, meglio se filtrata dalle impurità naturali in modo di ottenere un sapore di caffè più netto.

Per far bollire l’acqua si può usare un bollitore tradizionale, o un pentolino da fornello normale.

Quando l’acqua bollente è pronta, si versa il caffè espresso precedentemente preparato nella tazza di acqua. Meglio in questo modo anziché l’inverso, che distruggerebbe la consistenza cremosa del caffè espresso. A questo punto servire immediatamente.

A seconda dei gusti, si può aggiungere del latte condensato o della panna a piacimento.

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Quanto dura l’effetto della caffeina?

La caffeina è una sostanza eccitante contenuto principalmente nel caffè. Viene assunta nel caffè appunto ma anche in altre bevande derivate, come ad esempio la Coca Cola e gli Energy Drink, come alleato per alzare il livello di concentrazione, e rimanere vigili ed aumentare i riflessi.

E’ una sostanza ad azione rapida e molti ne beneficiano, ma il tempo di azione e permanenza varia da persona a persona da organismo a organismo, ed ogni metabolismo assimila in un modo o in un altro. Una volta che il corpo ha assimilato la sostanza, l’effetto scompare, proprio come il fenomeno della digestione.

La emivita della caffeina è stimata in circa 5 ore. In un caffè espresso ci sono in genere 7 grammi di caffè, e quindi 40 mg di caffeina più o meno. L’effetto di assimilazione avviene dai 15 ai 45 minuti e nell’arco di cinque ore restano poche tracce degli effetti.

Per gli studiosi, la quantità massima di caffè consigliata tollerabile dall’organismo è di cinque al giorno, mentre nel caso in cui consumassimo una media di tre caffè al giorno sembra che siano addirittura più gli effetti generici che quelli collaterali.

Tra le marche di caffè maggiormente commercializzate nel nostro paese possiamo ricordare Lavazza, Illy, Caffè Borbone, Kimbo e Segafredo Zanetti

Infatti diversi studi effettuati sull’argomento portano alla conclusione che chi consuma 3 caffè al giorno ha una vita mediamente più lunga rispetto a chi non ne consuma affatto.

La caffeina non contrasta la sonnolenza, bensì aumenta la velocità di scambio tra il cervello ed il nostro corpo, elevando la soglia di attenzione. Inoltre aumenta la pressione sanguigna, intervenendo sul sistema circolatorio. Questo effetto sulla pressione avviene però solo ai consumatori sporadici, mentre per i consumatori abituali non avviene proprio per l’abitudine del corpo ad assumere la bevanda.

più caffeina viene consumata, più forte è l’effetto stimolante. Blocca il neurotrasmettitore chiamato adenosina, che è un depressivo del sistema nervoso centrale con effetto calmante e rallentatore sul cervello. Quando l’adenosina viene bloccata, le ghiandole surrenali iniziano a secernere l’adrenalina, sostanza chimica associata alla risposta del “combattimento o fuga” del corpo. La risposta che si ha è un aumento della frequenza cardiaca; della temperatura corporea; della pressione sanguigna e dei livelli di zucchero nel sangue.

In chi fuma l’emivita della caffeina nel sangue è solo di tre ore; questo potrebbe spiegare perché i fumatori pesanti sono spesso anche forti bevitori di caffè.

In caso di fumatori abituali la durata della caffeina del sangue è di circa 3 ore, questo spiega il fatto per cui i fumatori accaniti sono anche grandi consumatori abituali di caffè.

Caffeina: effetti collaterali

Nel caso di consumo elevato di caffeina, si raccomanda di ridurre gradualmente e non in blocco il consumo, per evitare il fenomeno dell’astinenza.

Dosi elevate di caffeina possono influenzare il sonno e l’attenzione e la concentrazione. Inoltre smettendo di assumere caffeina, in genere entro 12/24 ore subentrano effetti collaterali come mal di testa, stitichezza e fenomeni di irritabilità.

Il Cappuccino fa Male? Calorie e Curiosità

Il Cappuccino è una delle bevande, insieme al caffè, più bevute dagli italiani per la colazione. Di origine italiana, il cappuccino è composto da caffè e latte montato a vapore.

Il nome deriva dalla somiglianza, nel colore, dell’abito dei frati cappuccini, e pare che l’invenzione del cappuccino sia proprio attribuita ad uno di loro, frate Marco da Aviano.

Il Cappuccino fa male?

Il connubio latte e caffè è uno degli abbinamenti alimentari più amati.

Cornetto e cappuccino, così come latte, caffè e biscotti, sono tra le colazioni più apprezzate dagli italiani. Il caffè viene infatti visto come una bevanda indispensabile per svegliarsi,, mentre il latte dà un tocco di dolcezza.

Tuttavia, se questo mix fa bene per il risveglio del corpo e della mente, il cappuccino non è gradito dal nostro intestino. Questo perché la proteina del latte, la caseina, è per molte persone complessa da digerire e, abbinata alla caffeina, produce un miscuglio complicato da elaborare per lo stomaco.

Il caffè inoltre funge da bevanda anti-stipsi, quindi può accentuare la dissenteria derivata da cattiva digestione del latte, anche se a volte può accadere il fenomeno inverso, ossia stipsi ostinata e cronica.

Invece, secondo alcune ricerche scientifiche, bere un cappuccino ogni giorno allunga la vita. Secondo una relazione diffusa dalla Società Europea di Cardiologia, nel corso del Congresso ESC del 2017, esiste una correlazione fra l’assunzione di caffè e il tasso di mortalità negli adulti di mezza età.

Gli esperti hanno scoperto che coloro che consumavano circa quattro caffè al giorno, avevano un rischio di morire inferiore del 65% rispetto ai coetanei (per approfondire vedi anche l’articolo di Metodiperdimagrire.it dedicato a proprietà e benefici del caffè).

Nel dubbio, visti i pareri contrastanti sugli effetti benefici e negativi del cappuccino, si può evitare di assumere questa bevanda ogni giorno e concedersela ogni tanto.

Calorie Cappuccino

Analizzando gli ingredienti base, il Cappuccino non zuccherato fornisce all’organismo circa 80/90 calorie, per arrivare a 110/120 se viene zuccherato.

Se al Cappuccino si decide di abbinare una brioche, vuota o ripiena, si possono raggiungere anche le 350/400 calorie.

Preparando il cappuccino a casa, utilizzando latte parzialmente scremato, cacao amaro e dolcificante, si può optare una versione light con solo 70 kcal, contro le 115 della versione tradizionale.

Come Preparare il Cappuccino in Casa

Chi non vuole andare a fare colazione al bar ma vuole comunque bere un buon cappuccino, con pochi ingredienti e semplici istruzione sarà possibile preparalo a casa propria.

Gli ingredienti per un cappuccino perfetto sono:

  • 125 ml di latte (intero o parzialmente scremato)
  • 25 ml di caffè
  • Zucchero q.b.
  • Cacao (opzionale)

Per preparare un buon cappuccino:

  • bisogna prendere un pentolino di acciaio e scaldare il latte, a fuoco basso, senza portarlo a ebollizione
  • successivamente bisogna montare il latte fino a ottenere una schiuma densa, e lasciare riposare per qualche minuto
  • una volta preparato il caffè e versato in una tazza, si potrà aggiungere delicatamente il latte
  • a questo punto si potrà zuccherare il cappuccino e decorare con cannella o una spolverata di cacao

Proprietà e Benefici del Caffè

Tra le molte componenti nutrizionali del caffè, la più nota e studiata è la caffeina.

La caffeina una sostanza, appartenente alla famiglia degli alcaloidi, dotata di importanti proprietà:

  • facilità la digestione grazie al suo effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica e biliare
  • produce un effetto energetico grazie alla stimolazione sulla funzionalità cardiaca e nervosa
  • favorisce il dimagrimento, in quanto stimola la produzione dei grassi a scopo energetico, aumentando la quantità di calorie bruciate
  • diminuisce l’appetito

Oltre alla caffeina, nel caffè sono contenute altre sostanze che sono ancora in fase di studio, ma alcune di esse si è scoperto che hanno proprietà antiossidanti, antimutagene ed antinfiammatorie.

Il caffè tuttavia, se viene consumato in grandi quantità, ha delle ripercussioni sulla salute umana. La quantità di caffeina che si può assumere quotidianamente si aggira ai 300 milligrammi.

 

 

Come scegliere un distributore di caffè? Le caratteristiche fondamentali

Distributore caffè

Un distributore di caffè è un elemento di fondamentale importanza in un luogo pubblico e privato, che possa essere un ufficio, una sala d’aspetto, un’università, una fabbrica e un qualsiasi altro genere di posto che richiede la necessità di uno strumento che possa servire la bevanda più amata dagli italiani calda. Non esiste qualcuno che nella vita non si è concesso una pausa caffè, anche se magari non consuma questa bevanda, tiene compagnia a un collega. Ha assunto talmente tanta importanza che negli anni è divenuto un vero e proprio modo di dire, anche se alla fine non si beve un caffè.

Per questo il distributore di caffè bisogna sceglierlo bene, che sia funzionale, non sia troppo di ingombro e soprattutto eroghi bevande buone. Altra cosa fondamentale è rivolgersi ad esperti del settore che non solo offrono le migliori soluzioni, ma che abbiano un servizio di assistenza e pronto intervento celere, proprio per evitare eventuali problemi dovuti a guasti o prodotti finiti.

È importante poi che il rifornimento sia fatto in modo efficace, proprio per il suo utilizzo potremmo dire continuo, un distributore di caffè ha bisogno di essere caricato spesso, dunque, altro fattore rilevante e la capacità che l’azienda a cui ci si rivolge riesca a garantire anche questo.

Quale tipo di distributore caffè scegliere?

 

Proprio perché ogni ufficio, azienda, sala d’attesa e altri luoghi sono tutti diversi tra di loro, è fondamentale comprendere quale distributore sia più adatto alla location in cui si andrà a installare. Per farlo servirà la consulenza di un’azienda esperta che guiderà nelle fasi di progettazione e in secondo luogo di sviluppo.

Un’azienda esperta, infatti, come prima cosa dopo essere stata contattata farà un sopralluogo per comprendere bene gli spazi, vedere da vicino le dimensioni, capire dove è meglio installare una macchina di questo genere e studiare, infine, la soluzione ideale. Si potrà anche combinare l’intera area snack, unendo distributori di bevande calde e fredde e di snack, così da creare un unico ambiente ricreativo dove gustare una bevanda accompagnata anche da un dolce o da qualche stuzzichino salato. Perché un distributore di caffè ha la capacità di creare un’atmosfera di convivio, dove potersi distaccare per qualche minuto dalla routine lavorativa e godersi un piacevole relax.

Quanto è importante nell’arco di una giornata la pausa caffè? Basta rispondere a questa semplice domanda per comprendere che scegliere un distributore di caffè richiede un certo impegno. Motivo per cui è essenziale crearne uno che si adatti bene a un luogo, lasciando anche lo spazio per permettere alle persone di muoversi con facilità e fermarsi magari per una chiacchiera. Non va mai dimenticato, infatti, che un lavoratore contento e sereno, produce meglio e di più e anche in questo anche il caffè gioca la sua parte.

Come trovare la soluzione ideale per l’ambiente in cui si deve installare, uffici, aziende o sale d’aspetto ce ne sono di tutti i tipi

Negli ultimi anni sono aumentati a dismisura le tipologie di distributore di caffè, ragion per cui è sempre più importante affidarsi ad aziende serie come CoffeArt , che operano da anni nel settore e sapranno aiutarvi a studiare lo strumento perfetto per le vostre esigenze.
Dalla macchina più essenziale che offre le miscele classiche, si può scegliere qualcosa di più articolato che offre la possibilità di decidere tra una vasta gamma di bevande. Oltre al contenuto, queste macchine variano chiaramente anche nel design e ce ne sono di tutti i tipi. Da quelle più larghe a qualcosa dal design più minimal e più sottile che può essere posizionata tranquillamente in un angolo.

I distributori caffè Necta: un modello per ogni particolare esigenza, tecnologia ed efficienza

Prima di acquistare un distributore di caffè, come abbiamo detto, conviene avere la certezza che ci si sta rivolgendo a un’azienda competente, esperta del settore e che soprattutto abbia prodotti di ottima qualità. Un esempio in questo senso sono le macchine Necta, leader proprio per la versatilità dei modelli creati che riescono ad adattarsi ad ogni location, ma soprattuto in grado di fornire macchine ad elevati standard qualitativi. Tra queste troviamo la Necta Astro, dai colori delle varie tonalità del blu o quella canto con tinte più tenue del beige. Entrambe hanno la possibilità di selezionare la bevanda desiderata con un pulsante. C’è poi la Canto Touch, più tecnologica, adatta a chi preferisce uno stile minimal e innovativo. Se invece si desidera qualcosa di più slim ci sono la Necta Solita nera e colorata o la Colibri in argento, per chi preferisce qualcosa di più essenziale. Ci sono poi le soluzioni combinate come la Necta Melodia + Concerto che oltre al distributore di caffè prevede quello degli snak. Ci sono, dunque, diverse tipologie, bisogna solo capire quale è quella che più si preferisce.

A chi rivolgersi? Requisiti fondamentali del l’azienda che si sceglie per orientarsi all’acquisto giusto

I distributori di caffè nei luoghi pubblici sono utilizzatissimi, si pensi che una persona in media beve tre caffè al giorno. Per questa ragione è necessario avere un distributore che sia resistente, che duri nel tempo, che non si guasti spesso e che chiaramente eroghi miscele buone e calde, dal sapore e dall’aroma deciso.
Oltre al prodotto, però, è importantissimo valutare il servizio assistenza dell’azienda che si sceglie. Questo perché non basta solo acquistare una macchina, è chiaro che questa nel tempo avrà bisogno di manutenzione e se non ci si sceglie qualcuno di serio, si corre il rischio di ritrovarsi con uno strumento poco funzionante e nessuno che ci aiuti.

Conviene, quindi, affidarsi a qualcuno che rispetti i seguenti requisiti:

  • preventivi su misura
  • rifornimenti tempestivi
  • pronto intervento celere
  • operatori preparati
  • prodotti di qualità.

Per un acquisto del genere non si può assolutamente pensare di rivolgersi a chi ad esempio fa il prezzo più basso, perché non sempre il risparmio è guadagno, soprattutto in strumenti di questo genere dove magari con il tempo quello che si è risparmiato nello scegliere un distributore meno caro viene perso nella continua manutenzione. È fondamentale trovare il prodotto che racchiuda il giusto mix tra qualità e prezzo e possibilmente in noleggio. Ma a farci guidare nella scelta giocano prima di tutto i fattori sopraelencati.

Colazione Energizzante: Uovo Sbattuto al Caffè

Vi capita mai di fare colazione con l’uovo sbattuto? Una tradizione prettamente italiana. Mi ricordo quando mia madre da piccolo me lo preparava “perché l’uovo fresco fa bene”. Sbatteva forte forte, ed era un sapore fortissimo, mi ricordo il profumo solo a parlarne. Oggi vediamo una variante “al caffè”, offertaci da Ricetteromane.it. Una tradizione rivisitata, con stile. Buona lettura.

Inizio la colazione con l’uovo sbattuto ed una fetta di pane da quando facevo l’università. E’ un’iniezione di energia di cui non posso fare a meno. Considerando che senza caffè non riesco ad iniziare la giornata ho pensato a come abbinare questi due ingredienti. Ed ho trovato questa ricetta che trovo buonissima e che vi propongo.

Per questa ricetta bisogna anzitutto pensare a come scegliere l’ingrediente fondamentale: ossia l’uovo.

Devono essere fresche, possibilmente biologiche. Vanno scelte nel migliore modo possibile, per avere un risultato salutare ed ottimo dal punto di vista del gusto.

 

Ingredienti dell’uovo sbattuto e caffè (per 1-2 persone)

 

2 uova freschissime
6-8 cucchiaini di Demerara (ideale per il caffè)
caffè a piacere.

Si può ovviamente usare anche lo zucchero raffinato bianco normale. Il gusto ovviamente influenza il sapore della ricetta. Se volete che prevalga l’uovo, metterete lo zucchero bianco che ha un sapore piuttosto neutro; se invece vi piace il sapore dello zucchero, mettete il Demerara.

Integrare con frollini, possibilmente integrali. Io preferisco Gran Cereale del Mulino Bianco.

Preparazione

Rompere le uova e separarle dall’albume. I modi sono tre:

Il modo complicato: rompete l’uovo a metà e passate il tuorlo da un mezzo guscio all’altro fino a che non vi sarà più albume.

Il modo semplice: rompete l’uovo in una recipiente sufficientemente largo e prendete il tuorlo con una schiumarola.

Usare l’apposito separatore di tuorli che trovate in ogni negozio di attrezzature da cucina.

Servendovi di un miscelatore o di un cucchiaino montare energicamente i tuorli fino ad ottenere un composto spumoso ed omogeneo. Metteteci poi lo zucchero demerara e mischiate ancora un poco in modo energico.

Preparare quindi il caffè nella vostra moka preferita.

Mettete qualche goccia di caffè sui frollini e poi, sopra, metteteci la spuma che avete preparato nel modo descritto.

Infine, mettete il tutto su un vassoio e portatelo a letto alla vostra fortunata metà. Ve ne sarà riconoscente.

Ricetta a cura di www.ricetteromane.it

 

Come usare i fondi di caffé per le nostre piante

fondi-di-caffe

Fondi di caffè, residui del nostro abituale consumo di caffè. Molte volte li gettiamo, anzi sempre direi, ma ne dovremmo apprezzare le sostanze che contengono.
per quale motivo? Perché sono utilissimi alle nostre piante, per avere fiori come le ortensie dai colori intensi e nutrire al meglio moltissime varietà di piante del nostro orto o del nostro giardino.

I fondi di caffè riducono il ph del terreno e mettono in condizione i fiori di avere colori intensi. In Più arricchiscono il compost, oppure aggiunti ai semi delle piante da orto favoriscono la crescita rigogliosa delle nostre piante.

I Fondi di caffé, soprattutto in Italia, paese dove se ne consuma in grossa quantità, sono una risorsa importantissima per curare al meglio giardini e orti.

Contengono calcio, azoto, potassio, magnesio e altre sostanze minerali. Per questo sono concime utile per le piante da orto.

In genere vanno mescolati alla terra oppure sparsi nel terreno, per quanto riguarda la loro conservazione, per evitare che siano attaccati da muffe, è bene conservarli in sacchetti di plastica o contenitori di vetro asciutti.

Gli alberi da frutta e le piante da orto beneficiano molto dei fondi di caffè perché contengono azoto in quantità. Inoltre allontanano lumache, formiche e vermi, che rovinano le nostre piante.

Le foglie verdi invece amano i fondi mescolati ad acqua, perché in questo modo si realizza un fertilizzante naturale.

L’utilizzo in sinergia con cenere o calce li rende ancora più completi come sostanze utili per realizzare un concime.

Un’utilità alta si ha anche nella coltivazione dei funghi, che possono essere coltivati anche in casa, mescolando il terriccio con i fondi di caffè. Successivamente aggiungere il micelio per far crescere i funghi.

L’equilibrio tra terra e fondi di caffè vuole il 10% di fondi di caffé in luogo di un 90% di terriccio.

per realizzare un buon compost organico, è consigliato aggiungere due tazze di caffè al compost, una volta alla settimana.

Caffè arabica e robusta: quali sono le differenze ?

Molto spesso, soprattutto nei bar o anche nelle pubblicità, sentiamo parlare di due tipologie di caffè: l’arabica e la robusta.

Nonostante facenti parte della stessa famiglia, si tratta di due piante molto diverse tra loro, ognuna delle quali ha caratteristiche ed aromi ben precisi. Molto ovviamente dipende anche dal tipo di tostatura e lavorazione, ma spesso le due varietà in questione vengono miscelate per ottenere sapori più bilanciati.

Vediamo quali sono quindi le caratteristiche di ognuna.

Caffè Arabica

Il caffè arabica costituisce circa il 70% della produzione mondiale, ed è coltivato principalmente in Africa, Papua Nuova Guinea e, soprattutto, America Latina, con il Brasile e la Colombia in testa.

Questa varietà richiede molte attenzioni ed è molto soggetta ad attacchi di insetti e parassiti. Proprio per questo tra le due è anche quella più costosa.

Cresce inoltre solamente ad altezze superiori ai 600m. In termini di sapore è difficile da definire, in quanto esistono molte sottovarietà, ma generalmente viene definito come dolciastro, con aromi di noci e talvolta anche marzapane. Proprio per questo motivo si abbina molto bene al latte.

Caffè Miscela Robusta

Come avrete intuito la robusta è prodotto in quantità minori ammontando solamente al 30% della produzione mondiale. Rispetto all’arabica il chicco ha una forma più rotondeggiante e può essere cresciuto ad altezze più basse che oscillano tra i 200 e gli 800 metri. La maggior parte della produzione proviene dall’Africa e dall’Indonesia. Non solo, è una pianta anche molto resistente agli attacchi di insetti a parassiti, richiedendo quindi costi minori per il mantenimento: proprio da qui infatti il nome robusta. Le piante inoltre, a parità di volume di coltivazione, producono una quantità di bacche molto maggiore, contribuendo ancora di più ad un costo contenuto per il consumatore finale. A livello di sapore, esso viene spesso definito come molto amaro, quasi di gomma bruciata: questo è dovuto in parte anche al contenuto di caffeina che è del doppio rispetto all’arabica. Quale delle due è migliore ? Raramente troverete in vendita miscele di robusta assoluta (se non nel caffè solubile): spesso viene infatti mischiato all’arabica in modo da aumentare il contenuto di caffeina e donare una migliore struttura e crema al nostro espresso.

Lo stesso non è però vero per l’arabica che potete trovare anche in forma assoluta. Questo però corre il rischio di donare al caffè un sapore poco bilanciato e troppo sulle note dolci. A seguito di queste osservazioni possiamo sostenere che una miscela composta da arabica e robusta è l’ideale se preferite un caffè espresso, ma se volete invece qualcosa che si abbini meglio con il sapore del latte, potete anche optare per un’arabica 100%.

Esistono inoltre anche altre varietà di caffè tra cui ricordiamo la Liberia e la Charrieriana: quest’ultima ha la particolarità di non contenere caffeina. Esse costituiscono una percentuale inferiore all’1% della produzione mondiale.

Caffè in gravidanza, si può?

Quella del caffè in gravidanza è una delle questione più dibattute: molte sono le future mamme che decidono di tagliare completamente il consumo di questa bevanda per evitare
rischi.

Un consumo moderato però, parola da tenere bene a mente, può portare a benefici secondo alcuni recenti studi, come ad esempio quello di regolare la pressione troppo bassa
Insomma, tirare un giudizio sull’argomento non è facile. Infatti anche se la letteratura scientifica è ricca di studi a riguardo, i risultati ottenuti sono molto spesso contrastanti.
Cerchiamo quindi di analizzare entrambi i punti di vista, partendo da quelli che possono essere i rischi.

Caffè in gravidanza: rischi ed effetti negativi

I rischi che si corrono se si eccede nell’assunzione della caffeina durante la gravidanza possono essere anche gravi; tra essi figurano problemi di vascolarizzazione della placenta,
restrizioni della crescita fetali e perfino aborto. Uno studio effettuato nel 2008 ha infatti dimostrato come un consumo di caffeina superiore
ai 200mg al giorno possa raddoppiare il rischio di aborti spontanei. Non è ben chiaro però se il rischio sia contenuto nella caffeina in sè, o nel fatto che coloro
che consumano un maggiore quantitativo di caffè giornalmente hanno generalmente livelli di stress più alti e sono spesso anche fumatori.

Quanto caffè assumere si può bere durante la gravidanza ?

E’ difficile stabilire una quantità precisa di caffeina che è possibile assumere durante la gravidanza, dato che serve prendere in considerazione sia il peso che l’età. Possiamo però
tirare fuori alcune linee guida. Secondo molte autorità come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il limite si stanzia a circa 200mg di caffeina al giorno per le donne in gravidanza. Se volessimo essere più precisi
ci riferiamo ad un valore di circa 4mg per kg di peso, che scende però a solo 1mg per kg nei soggetti sotto i 18 anni. Questo equivale a circa 2 o 3 caffè espresso del bar, mentre solamente un paio dalla moka,
dato che in questo caso il contenuto di caffeina si aggira intorno ai 100mg per tazzina. E’ necessario però stare attenti anche alla propria alimentazione: difatti il caffè non è l’unico
alimento che contiene caffeina. Tra le sostanze che contengono alte concentrazioni di questa sostanza è bene ricordare infatti la coca cola, gli energy drinks in generale, il thè (in particolare quello nero: caffeina e
teina sono infatti la stessa cosa) ed addirittura il cioccolato che può contenere 50mg di caffeina ogni 100 grammi, in particolar modo quello fondente. Questo può far correre il rischio di assumere quantità eccessive anche se il consumo di
caffè è limitato.

Ed il decaffeinato ?

Il caffè decaffeinato può essere bevuto in gravidanza è può aiutare a mantenere basso
l’apporto di caffeina non dovendosi così preoccupare troppo dell’alimentazione.
Occorre tuttavia fare una precisazione anche in questo caso. Spesso infatti i decaffeinati
vengono ottenuti tramite il trattamento con solventi chimici. Molti di questi composti in realtà
vengono smaltiti durante il processo di torrefazione, ma è sempre meglio non esagerare per
evitare di immetterne quantità eccessive nel nostro organismo.

Caffè e Sigaretta stimolano ad andare in bagno?

Binomio indissolubile per ogni fumatore che si rispetti: fumare una sigaretta dopo aver compiuto il rito del caffè. Mattina, pomeriggio, sera, non c’è un momento particolare per scegliere questo momento quasi mistico. Il caffé chiama la sigaretta e, nella quasi totalità dei casi, il ritiro si conclude con un momento di rilassamento in bagno.

E’ proprio il caso di dire che nell’immaginario collettivo caffè e sigarette vanno a braccetto.

Sono stati fatti negli anni diversi approfondimenti e studi scientifici sull’argomento, e sembra che il fenomeno del bagno subito dopo caffé e sigaretta sia una manifestazione causata e generata da uno dei due elementi.

Ma cosa fa andare in bagno, caffè, sigaretta o entrambi?

caffe

Mettendo da parte il piacere che un fumatore ha nel gustare una sigaretta subito dopo l’assunzione di caffè, accoppiata non certo cautelativa per la nostra salute, anzi. Il caffè caldo, come proprietà di tutte le bevande calde la mattina stimolano la produzione di succhi gastrici e, grazie all’acido clorogenico spinge le sostanze dallo stomaco verso l’intestino, dando quella sensazione di “movimento”.

Anche se poi è la sostanza maggiormente contenuta nella sigaretta, ovvero la nicotina a stimolare la dilatazione dell’intestino e quindi a spingere le persone ad andare a “fare la cacca”.

Poi alcuni approfondimenti parlano del fatto che non sia la nicotina in sé ma gli acidi contenuti nel caffé soltanto a stimolare la “seduta” in bagno.

E’ scientifica invece la prova che afferma che sia proprio la sigaretta e non il caffé a contrarre le pareti dell’intestino, fino a stimolare la defecazione.

Quindi il fatto di affermare che sia il binomio ad aiutare il corpo a produrre l’effetto lassativo è più un discorso di carattere psicologico che reale, se si calcolano i tempi di efficacia dell’acido clorogenico, che si sintetizzano in circa quattro minuti dall’ingestione del caffé. Se si fuma subito dopo averlo assunto quindi, sarà quello il senso, ma è il caffé che avrà sortito il noto effetto, destinando la sigaretta ad un’incidenza marginale ed accessoria.

Ma nessuno toglie ai fumatori il piacere di entrambi, esattamente nell’ordine caffè e sigaretta.

Anche se è indubbio che sia un percorso negativo per la salute, e che le due azioni sommate facciano soltanto del male all’organismo, con particolare attenzione per l’apparato circolatorio.

Che rimanga quindi sempre un rito generalmente mattutino, ma per la salute con moderazione.

Caffè freddo: tutte le varianti di gusto della bevanda più richiesta dell’estate

Non c’è che dire, non si rinuncia mai ad un buon caffè. E soprattutto se si è estimatori maniacali di questa bevanda, che è più un’istituzione che semplicemente qualcosa che si beve.

Sicuramente il caldo torrido di questo periodo non aiuta ad avvicinarci al classico caffè espresso italiano proprio della nostra tradizione nel mondo.

E’ pur vero che grazie alla variante fredda possiamo mantenere il nostro gusto per il caffè.

Solo in Italia ci sono tantissimi modi per realizzare un caffè freddo eccezionale che non fa rimpiangere il suo fratello “caliente”, anzi considerando alcune varianti ci fanno sognare anche mete esotiche anche se lo prepariamo in casa.

In questo approfondimento vogliamo descrivere molti modi di realizzare un caffè freddo perfetto, a prova di fondamentalisti del caffè.

Caffè in ghiaccio

Nasce dal Salento questa variante in cui si versa l’espresso in una tazza piena di ghiaccio. Alcuni indigeni della provincia di Lecce lo amano con l’aggiunta del latte di mandorla, a correggere e rendere esotico il tutto.

Va bevuto velocemente, prima che il ghiaccio si sciolga.

 

Caffè Shakerato

 

Questa è forse la variante del caffè freddo più diffusa al mondo, più fuori dall’Italia che da noi. Negli Stati Uniti è divenuto un must nella consumazione del caffè, e anche nei paesi asiatici, Giappone in primis, va per la maggiore.

Consiste nello shakerare con ghiaccio il caffè già freddato a temperatura ambiente. Alcune varianti lo vogliono con latte, o volendo anche zucchero e liquore a piacimento. Più uno Status Symbol, un modo di vivere l’esperienza con il caffè.

Caffè Nuvola

 

Ricorda molto il diffusissimo Cafè Zero di Algida come consistenza, ed è realizzato frullando ghiaccio, caffè e zucchero. Ideale per i pomeriggi caldissimi d’estate, dal gusto leggero e gradevole.

 

Caffè Vietnamita

In Vietnam e usanza aggiungere un cubetto di ghiaccio all’infusione di caffè alla fine della preparazione, spesso mettendo sul fondo della tazzina del latte condensato, per addolcire il caffè freddo realizzato.

 

Caffè Freddo in Moka

 

Fa parte della nostra tradizione, del nostro modo di vivere. E molti bar ancora preparano il caffè freddo tradizionalmente, freddando il caffè ottenuto dalla Moka e messo a raffreddare a temperatura ambiente e poi riposto in frigorifero pronto per ogni evenienza. Un classico che tutti, più o meno hanno provato e amano.

 

Caffè freddo aromatizzato

 

Molte varianti del caffè freddo tendono ad aggiungere degli aromi, con i classici topping da bar, in modo di dare un sapore particolare al caffè freddo. Banana, Cocco, Nocciola e tutti i sapori forti come il caffè posso accostarsi a questa variante particolare.

 

Crema di caffè

 

Una variante offerta anche nei bar è la ormai classica Crema di Caffè, una proposta che ci fa ricordare il sapore della Coppa del Nonno, che molti di noi hanno amato da bambini e continuano ad amare. La proposta della crema di caffè contiene panna montata o un’emulsione di latte che rende il caffè cremoso.

C’è anche la possibilità di ottenere in casa il caffè freddo in crema senza latte o panna, facendo raffreddare per bene il caffè in congelatore, e una volta estratto dal freezer gelato, dopo 10/15 minuti a temperatura ambiente, shakerato all’interno di una bottiglia di plastica o contenitore chiuso, in modo di ottenere una crema fredda al caffè perfetta, ma senza gli inconvenienti che molti intolleranti hanno nel consumo tradizionale di latte o derivati.

 

Caffè freddo in 5 minuti con Bimby

 

Per molti appassionati dello splendido Multiuso Bumby della Vorwerk, c’è la possibilità di realizzare in 5 minuti un caffè freddo a regola d’arte in pochi semplici passaggi. Servono:

  • 10 Cubetti di Ghiaccio
  • 2 Tazzine di caffè(Moka o Espresso lungo)
  • 4 Cucchiaini di Zucchero(Canna o raffinato)

Tritare il ghiaccio a velocità 10 per 5 secondi;

aggiungere caffè e zucchero, e shakerare per 50 secondi a velocità 7;

servire velocemente in due bicchieri.

 

Io personalmente amo molto le varianti “aromatizzate” del caffè freddo, per mia golosità anche con l’aggiunta di panna e nutella.

 

 

 

 

 

E voi? Qual’è la vostra variante preferita di caffè freddo?