Colazione Italiana In Giappone, solo Utopìa?

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Colazione Italiana In Giappone, solo Utopìa?

Quasi Quattro anni fa sono riuscito a coronare il mio sogno da bambino: andare per la prima volta in Giappone.

Un viaggio sicuramente impegnativo, e soprattutto l’incontro tra la cultura occidentale e quella fantasmagorica e variopinta dell’estremo oriente. C’è da dire che è stata complessivamente un’esperienza inaspettata, di cui ero scettico prima di arrivare, per la mia natura abitudinaria( ma in fondo lo siamo un po’ tutti no?), per la paura di faticare con la lingua, le poche indicazioni in inglese, il caos inverso rispetto alle nostre latitudini e la mancanza dei punti fermi che in genere ci fanno stare tranquilli dalle nostre parti.

 

aeroporto narita tokyo

 

Una situazione di pregiudizio, che è stata poi spazzata via dall’esperienza in se, dalla vagonata di emozioni che ci ha investito quando siamo arrivati, e quando siamo stati là e poi il mal d’Asia(e di Giappone in particolare) che ci ha accompagnato quando siamo tornati, e a quanto pare per quel che mi riguarda personalmente non mi ha più lasciato.

Fino a pensare addirittura di andarci a vivere, tanto è stata la tempesta di esperienze positive vissute con i vari aspetti della permanenza giapponese: organizzazione e pulizia fuori dal comune, a dispetto di quello che si pensa la relativa semplicità di spostamento, una volta capito il senso di quegli intricati percorsi e sentieri sotterranei che ci sono nelle città nipponiche, Tokyo in particolare.

Quello che si è faticato a digerire sia all’inizio che durante, è come già risaputo alla partenza, ma anche durante la pianificazione, che il pasto più importante della giornata sarebbe stato difficile da reperire, almeno per come lo consideriamo noi.

La Colazione, un pasto sacro, il primo, IL PASTO.

 

 

Per quanto riguarda il Giappone, ma tutta l’Asia in particolare, la colazione per come la consideriamo noi, è molto relativa, nel senso che i nostri amici giapponesi iniziano le giornate a suon di Ramen, e di cucina nazionale già dalle 8 di mattina. Tanto che in molti alberghi e alloggi tipici, un sogno di esperienza da fare, offrono pesce bollito o piatti a base di pesce grigliato accompagnati da riso per colazione.

E’ tra l’altro molto usuale trovare le locande di Ramen già dalle prime ore dell’alba piene di impiegati, operai e studenti in genere che si alimentano( da noi sarebbe un pranzo) con molteplici prelibatezze locali, ma ahimè di colazione italiana, o almeno continentale, c’è soltanto un vago ricordo, se non negli alberghi( e parliamo di Caffè americano, e poco più) di target medio alto nelle più grandi città.

Ma, e c’è un ma, l’utopia di ovviare a questa annosa problematica per noi occidentali, soprattutto per noi italiani, non è poi così utopica(scusate la ripetizione), perché un raggio di luce o forse due li ho trovati durante la permanenza…

 

colazione-italiana-giappone-starbucks

 

Uno fortunatamente(per la soddisfazione di avere una colazione all’europea, se non all’italiana proprio) per il palato, ma un po’ meno se consideriamo l’onere economico di pagare un cappuccino 6 euro, è fornito da una delle catene di Caffé e Bar più famose al mondo. Sì sto parlando proprio di Starbucks. Ed è là che ho provato l’ebbrezza di riassaporare un cappuccino considerevolmente molto vicino a quello che consumo abitualmente a colazione in Italia. Altri dettagli positivi( a differenza che da noi) sono dati dal fatto che non ti cacciano se hai finito di consumare, e puoi passare le ore a leggere o navigare su Internet e rilassarti lo stesso. Da Starbucks nessuno verrà a dirti che devi lasciare il posto.

I posti più sbalorditivi e relativamente singolari invece che mi hanno colpito, che abbiamo maggiormente frequentato a colazione dopo i primi attimi di smarrimento e spaesamento iniziali fanno invece parte di una catene poco nota in Europa, ma molto sviluppata in Asia e in Giappone in particolare: Mr. Donut.

 

 

Mr Donut non è altro che il paradiso per gli Homer Simpson che albergano dentro il nostro essere, cioè dei caffé bar dove si ha l’imbarazzo della scelta fra numerosissime varianti della ciambella “americana” più famosa nel mondo. Ce n’è veramente per tutti i gusti e colori, e volendo trovare un compromesso, anche una sorta di caffellatte che somiglia molto a quello che prendiamo a casa prima di uscire la mattina accompagna i donuts per completare il quadro.

Quindi riassumendo, fondamentalmente non si va in Giappone per fare una colazione italiana, ma per l’esperienza irripetibile in sé e quello che questo fantastico paese può offrire in fatto di panorami, storia e cultura. Ma se siamo tremendamente ancorati alle nostre abitudini italiane, state tranquilli che un paio di soluzioni si trovano. Parola di chi ci è stato.

 

2018-10-05T19:49:17+00:00

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