Colazione: Quante calorie servono per partire con il piede giusto?

E’ indubbio, e in diversi articoli anche noi abbiamo sempre ribadito quanto la colazione sia il pasto più importante della giornata. E’ provato che debba fornire il 20/25% del nostro fabbisogno quotidiano di energia.

Gli impegni, la velocità di vita e le nostre abitudini non sempre ci permette di dare il giusto tempo a questo pasto così importante per noi. Molti italiani infatti semplicemente partono con un caffè senza prendere altro.

Quindi alla base di una colazione affrettata o fatta in modo errato c’è a volte uno stile di vita rapido e in altri casi una scelta dietetica sbagliata dovuta ad una abitudine cattiva.

E’ bene mai trascurare la colazione, anzi. Non aiuta affatto a dimagrire, ma aumentando il senso di fame dell’appetito porta a problemi opposti. Dovuto alla scelta di integrare con snack veloci il senso di fame oppure di aumentare le quantità al momento di pranzare.

 

Quali sono le conseguenze di queste cattive abitudini?

L’organismo in questi casi ne risente, visto che dopo una notte di digiuno abbiamo fatto una colazione frugale e dopo aver abbondato nel pranzo siamo appesantiti con le energie ridotte al minimo. Questo porta a stress costante e problemi di umore, oltre che a problemi legati all’aumento di peso, evidenziato dai controlli fatti sulla bilancia.

Quindi l’approccio giusto è: colazione sana ed energetica, che ci aiuta ad iniziare la giornata, e a tenere sotto controllo l’appetito e quindi anche il nostro peso, ci aumenta il rendimento professionale e ci aiuta inoltre a dosare le energie in tutto quello che facciamo.

Quante calorie dunque servono a colazione per iniziare bene la giornata?

Citando questo approfondimento di colazionesalutare.it, il fabbisogno energetico di una persona adulta è attorno alle 2000 kilocalorie, valore che varia in base al peso, età, altezza, ed attività fisica svolta.

Quindi secondo questi valori, una colazione dovrebbe apportare circa dalle 350 alle 500 kcal al giorno.

E’ bene diversificare le fonti di energia: vitamine, proteine, carboidrati, cereali e fette biscottate integrali, latte o yogurt, frutta, fresca o secca, spremute d’arancia o succhi di frutta naturali sono alla base di un ricarico energetico corretto.

Importante dosare bene tutti gli elementi, senza sbilanciare la colazione con l’apporto eccessivo di proteine rispetto al resto, oppure di vitamine rispetto al resto. Variare è fondamentale.

Cornetto e cappuccino non è consigliatissimo come inizio di giornata, perché è composta principalmente da elementi nutritivi elaborati, e priva di alimenti freschi e vitamine naturali.

Ci sono tante alternative di alimentazione sana, quindi esercizi commerciali che propongono colazioni a base di elementi naturali, come brioche integrali, frutta fresca e frullati, muesli, yogurt, latte fresco.

Il consumo di succhi di frutta freschi, estratti di prodotti freschi di stagione, e comunque una elevata diversificazione di elementi nutritivi è alla base di una colazione sana ed energetica.

L’importante è non fare però una scelta casuale, e vestire la colazione sulle nostre caratteristiche fisiche, intolleranze e perché no, gusti personali. E tu, cosa prendi di solito a colazione?

Colazione per Celiaci, scegliere bene per stare bene

Cos’è la celiachia? Un’infiammazione dell’intestino tenue, provocata dal consumo di glutine da persone allergiche. Prende persone di ogni età e si tratta di una predisposizione di carattere genetico. I Sintomi  della celiachia vanno dalla diarrea cronica, dolori addominali, ritardo della crescita e mancanza di energia.

 

Spesso è di difficile diagnosi, anche se i controlli ci sono, perché a volte per un senso di stanchezza o dolori allo stomaco spesso si sottovaluta il problema.

 

Ma, in caso di soggetti intolleranti al glutine, quali sono gli alimenti e le ricette utili in caso di soggetti colpiti da celiachia?

 

Molti si affidano a pane o fette biscottate senza glutine, merendine gluten free e biscotti idem, ma spesso questi prodotti hanno costo elevato, e non sono talvolta utili per compensare una colazione equilibrata.

 

Vediamo qualche alternativa che porti ad essere sazi senza mancare di nutrienti e buone al gusto.

 

Uova

 

Le uova, che a detta di molti sono causa dell’aumento del colesterolo, allergizzanti e piene di grassi, sono in realtà un alimento a zero rischi per la salute, specialmente quelle che derivano da allevamento biologico, evitando le uova da allevamento intensivo. Le uova da allevamento biologico conservano dei nutrienti elevati rispetto alle altre, apportando benefici al nostro organismo.

 

Le uova sono un alimento adeguato per la colazione anche in soggetti celiaci. L’unico accorgimento da seguire riguarda gli intolleranti e allergici alle proteine dell’albume o che hanno subito la rimozione della colicisti.

 

La preparazione ideale per la salute e il nutrimento delle uova è senza friggere a cottura breve, cuocendo velocemente l’albume e mantenendo il tuorlo morbido, una colazione piena di energie e digeribile. Evitare magari di prepararlo sodo, fritto, perché la digestione coinvolge il fegato, allungandosi e portando a sonnolenza e spossatezza.

 

E’ bene consumarle vicino a frutta fresca e crackers privi di glutine.

Pancakes

Un’alternativa più gustosa può essere quella di preparare i paleo pancakes, preparati senza farina di cereali o latte:

 

sbattere le uova e poco sale, un cucchiaio di farina di cocco, miele non pastorizzato, un po di acqua o latte di riso, e cannella o cacao a piacimento.

Cuocere in tegame antiaderente con poco burro chiarificato o olio EVO, insieme a frutta fresca e miele.

 

Utili da consumare a colazione cereali senza glutine, cioè riso, miglio, grano saraceno, quinoa. E’ bene preparare creme realizzate con latte di riso, abbinandole a frutta secca, o cioccolato fondente, malto, cocco, vaniglia, quindi quello che più ci piace.

Dolci senza glutine

I dolci senza glutine sono una buona alternativa, anche se contenenti molto zucchero poco consigliato a colazione, si possono preparare ad esempio una buona alternativa delle crepes con farina di castagne e ceci, o torte di farina di mandorle e cocco, senza farina derivata da cereali. La chiave sarà montare bene le uova per evitare che il dolce non cresca, essendo senza lievito.

Se vi servono idee di colazioni ideali per intolleranti al glutine o celiachi, ci viene incontro il portale di Nonna Paperina, che con le sue innumerevoli varianti permette di realizzare colazioni sempre diverse, per un buongiorno nuovo ogni volta. Alternative ideali al classico latte e biscotti, e ricevere energia ogni mattina scegliendo tra ingredienti salutari e non pesanti.

Colazione senza lattosio. Come fare?

E’ indubbio come la colazione sia il boost che ci fa iniziare la giornata nel modo migliore, e sono molti gli studi sull’alimentazione a sottolinearlo. Quindi all’inizio della giornata abbiamo bisogno di nutrienti, carburante ideale per affrontare gli impegni di tutti i giorni.

Questo concetto nei paesi esteri, in particolare in Gran Bretagna, è preso molto più alla lettera che in Italia. Infatti molte colazioni in particolare quella inglese ha un parco alimenti ricchi di grassi e proteine, cosa che in Italia si affronta generalmente a pranzo.

Pancakes, uova strapazzate, bacon, salsicce, caffè lungo sono alcuni degli ingredienti maggiormente consumati e fanno parte di una colazione molto abbondante che gli inglesi consumano quotidianamente.

Nel nostro paese invece siamo più legati al latte, cornetto brioche, o il vecchio e sano pane burro e marmellata, accompagnato magari da una tazza di caffè espresso.

Il problema diventa importante quando invece si ha delle intolleranze, come ad esempio se si è intolleranti al lattosio. La maggior parte degli ingredienti della colazione italiana tradizionale vanno a farsi benedire.

Quindi, come affrontare la colazione se si è intolleranti al lattosio? Vediamo insieme cinque modi per fare una buona colazione anche se si è intolleranti.

Nel caso fossimo amanti della sperimentazione, accostamenti particolari potrebbero fare al caso nostro: sardine, salmone e avocado, dolce e salato, apporto di acidi grassi omega-3 e zucchieri necessari per iniziare la giornata al meglio. Nel caso specifico diverse sono le proprietà dell’avocado, ricco di proteine grassi buoni e vitamine, ed una consistenza morbida per essere spalmato.

Un’altra variante molto in voga è l’uso degli smoothies, i cari vecchi frullati di frutta di una volta, in questo caso miscelati con acqua o ghiaccio. In questo caso le varianti sono infinite, quante sono le possibilità di trovare frutta di stagione in tutti i periodi dell’anno.

Per i fanatici del latte, anche chi è intollerante al lattosio può consumarlo. Basta scegliere il latte delattosato. In questo caso si può addirittura pensare ad una classica zuppa di latte e biscotti. Basta scegliere i prodotti privi di lattosio. Molti sono i prodotti senza lattosio che danno la stessa soddisfazione dei cugini con lattosio: latticini, latte e altro, senza la sostanza che infastidisce il nostro organismo.

L’uso di uova può ovviare a molti prodotti a base di lattosio, non facendoci rinunciare alla nostra dose di gusto e proteine: realizziamo una bella e gustosa omelette.
Questo tipo di pietanza a base di uovo non è altro che una sottile frittata arrotolata, vicino alla quale si possono abbinare moltissimi ingredienti, per variare praticamente senza fine la nostra colazione. Tra i molti abbinati, ricordiamo funghi, verdure e prosciutto. L’omelette è nota essere alla base di molti cicli dietetici sia per dimagrire che per prepararsi ad un’intensa attività sportiva.

Se siamo appassionati di yogurt, con lo yogurt di soia risolviamo il problema dell’intolleranza al lattosio. Una buona variante a colazione abbina lo yogurt senza lattosio e la frutta di stagione, usati a strati per realizzare un parfait di frutta.

Anche il cioccolato può essere gustoso senza lattosio. Le mousse al cioccolato sono meravigliose anche senza latte, e quindi senza avere problemi con le nostre intolleranze.

Per gli amanti di pane burro e marmellata, eliminiamo il lattosio dalla nostra dieta sostituendo il burro con il burro di cocco, ricco di proprietà nutrienti, senza gli effetti pesanti e grassi che ci causa in genere il burro tradizionale. Che soddisfazione dare ai nostri bambini il meglio facendogli scegliere la marmellata che preferiscono e spalmarla sul pane tostato con un bello strato di burro di cocco.

Se non siete mai sazi di ricette e idee alimentari, ma avete a che fare con intolleranze di vario tipo, la food specialist Tiziana Colombo vi offre i suoi consigli con un e-book gratuito di ricette sane ideali per la colazione di tutti con un occhio di riguardo alle intolleranze alimentari

E voi, soffrite di qualche particolare intolleranza? Mai rinunciare comunque alla colazione.

Colazione Gruppo 0: Alcuni Suggerimenti e alimenti

colazione gruppo zero

Già in un altro articolo abbiamo descritto il regime alimentare legato ai gruppi sanguigni, proposto e sviluppato dal dottor Piero Mozzi.

Ad ogni tipologia di gruppo sanguigno corrisponde una diversa reazione agli alimenti, avendo maggiore predisposizione a digerirne meglio alcuni anziché altri.

Il gruppo sanguigno 0 è il più antico dei quattro gruppi, e in questo approfondimento andiamo a descrivere meglio quali sono i gruppi di alimenti che meglio vengono tollerati da persone di gruppo sanguigno 0, rispetto agli altri gruppi.

Ovvio che ogni persona reagisce in maniera diversa a seconda del metabolismo che si ha. Nonostante questa precisazione, andiamo comunque ad indicare quali sono gli alimenti che possono essere meglio assimilati a colazione da persone di gruppo sanguigno di tipo 0(zero).

La bresaola sia di cavallo che di manzo è benefica per persone di gruppo sanguigno 0, mentre i latticini vengono digeriti a fatica, per cui sono sconsigliati per individui appartenenti a questo gruppo. Ci sono comunque alcuni tipi di latticini neutri che possono essere ben tollerati, come la feta grea, le mozzarelle di bufala e di vaccino, il formaggio di capra.

Molto ben integrabili nella dieta prodotti a base di soia, semi e frutta secca, e legumi.

Per quanto riguarda i cereali, il dottor Mozzi indica che non ci sono cereali benefici per persone di gruppo sanguigno 0, mentre ce ne sono molti neutri che possono essere comunque integrati. Molto meglio se si consumi prodotti privi di glutine.

Molti tipi di verdure e frutta possono essere consumate all’interno del regime alimentare adatto agli individui di gruppo 0, come ad esempio: alghe marine, bietole, broccoli, carciofi, cavolo verza, cicoria, cipolla, pastinaca, patate dolci bianche e rosse, porro, spinaci, tarassaco, zucca.
Vi sono poi anche diversi ortaggi neutri che possono essere mangiati senza problemi

asparagi, barbabietola rossa, carota, cavolo cappuccio, cerfoglio, cetriolo, daikon, finocchio, funghi porcini, funghi cantarelli, germogli di soia, indivia scarola, indivia riccia, lattuga, olive verdi, peperone, pomodoro, prezzemolo, radicchio, ravanello, rucola, scalogno, sedano, tartufo nero e bianco, topinambur, zucchine.
Anche per la frutta ci sono diverse alternative, anche se sono particolarmente consigliati fichi e prugne, mentre i succhi più benefici sono quelli di ananas, ciliegia e prugna.

Quelli neutri, invece, sono:

albicocche, ananas, anguria, banane, cachi, cedro, ciliegie, datteri, fichi d’India, kiwi, lamponi, limone, mango, melograno, mela, melone giallo, mirtilli, papaya, pere, pesche, pompelmo, ribes nero e rosso, sambuco, uva bianca e nera, uva spina, uva sultanina, succo di albicocca, succo di carota, succo di mirtillo, succo di pompelmo, succo d’uva.

Andiamo infine ad indicare e consigliare una serie di colazioni ideali per le persone del gruppo 0.


Acqua calda al risveglio. Colazione con cappuccino di latte di soia e cacao, più crepe di farina di grano saraceno e marmellata di rosa canina.

Tazza di orzo, pan di grano saraceno dolce fatto con.: 4uova, 200 Gr di saraceno, 100 Gr di zucchero e un cucchiaino di lievito x dolci.. e infine prugne secche.

Crepes di grano saraceno con burro di mandorle, del cioccolato extra fondente più caffè di cicoria

Omelette senz’olio, con qualche seme di zucca e un cucchiaino di marmellata di rosa canina con caffè di cicoria.

Il Muesli fa ingrassare?

il muesli fa ingrassare

La colazione del mattino richiede una buona dose d’energia, nutrienti e vitamine. Il pasto che si compie appena dopo il risveglio ci permette di accelerare il nostro metabolismo per tutto il resto della giornata e darci la giusta carica.
L’ideale quindi è mangiare alimenti che ci regalino l’energia necessaria per poterci così dedicare alle nostre attività quotidiane, mantenendo però un approccio all’insegna del gusto ma soprattutto del benessere.
Il Muesli rientra tra questa categoria ed altro non è che la miscela di cereali in fiocchi (avena in primis ma anche grano, corn flakes, orzo, frumento, segale), mescolati a frutta secca, fresca o disidratata, semi oleosi (nocciole, mandorle, noci, pinoli), uvetta sultanina e qualsiasi altro ingrediente di vostro piacimento e fantasia.
Fu inventato nei primi anni del 900 dal medico Svizzero Bircher Benner ma con il passare del tempo noi Europei l’abbiamo rivisitato più e più volte interpretandolo in molti modi diversi.

Quale Muesli scegliere

In commercio troviamo numerose tipologie di Muesli confezionato, schiacciato ed essiccato. Per sceglierne uno di buona qualità possiamo leggere l’etichetta della confezione analizzando gli ingredienti in esso contenuti, oltre che i valori nutrizionali.
Sono sconsigliati i Muesli contenenti grassi vegetali e zuccheri aggiunti, da preferire invece quelli arricchiti con zuccheri naturali come l’uvetta sultanina o il miele.
Possiamo scegliere la tipologia di cereali che preferiamo ma sono da privilegiare quelli integrali.

Muesli fatto in casa

Per assicurarci della qualità degli ingredienti e della loro leggerezza, possiamo scegliere di preparare il muesli con le nostre mani.
Questo ci permette di far sì che i nostri ingredienti base, come i cereali integrali nella loro forma naturale, mantengano le loro proprietà benefiche e non vengano contaminati dall’aggiunta di zuccheri nè di conservanti.
Gli ingredienti di cui avremo bisogno e che selezioneremo personalmente saranno cereali integrali in fiocchi, frutta secca o disidratata, semi, gocce di cioccolato fondente (facoltative), miele, olio evo, cannella in polvere (facoltativa).
Fluidificheremo olio e miele sul fuoco e poi a fiamma spenta uniremo tutti i nostri ingredienti (cioccolato escluso) precedentemente leggermente sminuzzati al mixer.
Il composto verrà poi trasferito e distribuito su una teglia ricoperta di carta forno e cotto per 10-15 minuti a 160°.
Capiremo che il nostro muesli è pronto per essere sfornato grazie anche al colore dorato che apparirà in superficie, ovviamente non dovrà essere troppo scuro. Se lo desideriamo possiamo distribuire le gocce di cioccolato sulla preparazione in fase di raffreddamento. Una volta terminato, il nostro muesli fatto in casa, potrà essere conservato in vasetti di vetro pronto per essere gustato o regalato.
Possiamo anche ideare una versione ancora più fresca e light tornando così alle origini proposte dal Dott. Benner.
Niente zuccheri nè grassi nè cottura, creiamo un muesli sotto forma di “zuppa” che andrà mangiata al momento. Basterà unire in una scodella voluminosa una base di cinque cerali integrali (avena, frumento, orzo, farro e segale) arricchita di semi oleosi (nocciole e mandorle) frutta secca (uvetta e bacche goji) frutta fresca (banana, mela, pera, kiwi e fragole) e per finire latte ed acqua. Il tutto a crudo, pronto in 30 secondi, il tempo di versare gli ingredienti nella ciotola e la colazione è servita.

Ma in sostanza il Muesli fa ingrassare? 


Non esistono alimenti che fanno ingrassare o dimagrire. Sono la quantità e la qualità degli ingredienti a fare la differenza.
Quindi se optando per un muesli confezionato sceglieremo un cereale integrale senza grassi vegetali nè zuccheri aggiunti avremo già compiuto un primo passo verso una scelta salutare. Il secondo passo sarà evitare l’eccessivo consumo di essi.
Anche la porzione quotidiana dovrà essere rapportata al nostro fisico e consumo calorico giornaliero quindi attività fisica.
Il prodotto fatto in casa resta però la scelta più consigliata sia dal punto di vista delle calorie più contenute sia perchè un prodotto casalingo è preparato con ingredienti selezionati quindi semplici e naturali.
Questo permette un miglior e più facile assorbimento di vitamine e minerali, rispetto al prodotto industriale contenente invece coloranti, addensanti, grassi idrogenati e vitamine sintetiche che ostacolano questo processo.

Come si mangia

Il Muesli può essere accompagnato da una tazza di latte (di qualunque tipologia), uno yogurt o ancora da una spremuta.
Se essiccato può essere messo in ammollo la sera precedente nella bevanda preferita e degustato il mattino seguente magari accompagnato a della frutta fresca, ottenendo così il famoso porridge.
Questo alimento quindi ci consente di variare con gli accostamenti e si presta bene sia caldo che freddo.

Riassumendo

Il muesli è ricco di fibre e grassi buoni, va semplicemente dosato ed accostato a bevande ed alimenti altrettanto salutari.
Conferisce molta energia al corpo quindi è consigliabile assumerlo come primo pasto della giornata sia per favorire l’assimilazione dei suoi nutrienti, sia per consentirci di bruciare le calorie assunte durante la giornata con il lavoro, lo studio e lo sport.
E’ quindi sconsigliato mangiare muesli dopo i pasti principali per queste motivazioni, soprattutto la sera prima di andare a dormire.
Seguendo questi piccoli accorgimenti non avremo alcun effetto negativo sulla nostra linea anzi, conferiremo maggior benessere al nostro corpo per le vitamine ed i minerali assunti, oltre che un aiuto alla nostra regolarità intestinale grazie alle numerose fibre assunte.

Non resta altro da fare che scegliere il proprio cereale in fiocchi preferito, unirlo ai condimenti consigliati ed in pochi minuti avrai il tuo muesli fatto in casa, fresco sano e gustoso.

Dieta Dukan, ricette a colazione per la fase di attacco

La dieta Dukan è un regime alimentare dietetico inventato dal Dott. Pierre Dukan che ha ottenuto e continua ad ottenere un grande successo fra tutte le celebrità e non solo.La caratteristica principale è che si può mangiare, non soffrendo la fame, ma solo determinati alimenti (soprattutto nella prima fase), come: Latticini, carne, pesce, uova, niente grassi ma solo proteine e tutto in abbondanza.

La dieta Dukan si svolge in 4 fasi: di attacco, di crociera, di consolidamento e di mantenimento.

vediamo i pro e i contro di questa alimentazione.

I pro

sicuramente la perdita di peso è veloce, dopo la fase iniziale ti permette 2 cene “libere” alla settimana, per evitare la frustrazione.
se seguita ha una buona duratura per il mantenimento del nuovo peso corporeo.
Esiste un libro ricco di nuove ricette iperproteiche.

I contro

Attenzione alla fase d’attacco è povera di fibre e bisogna fare attenzione alla costipazione.
La fase d’attacco (la più restrittiva) ha le stesse controindicazioni di una normale dieta iperproteica, cioè il rischio di carenze.Sarebbe meglio completare la propria alimentazione con integratori di vitamine e minerali per evitare problemi.
Le uova e la carne assunte in grandi quantità possono far aumentare il tasso di colesterolo nel sangue.
È monotona e vincolante: si mangiano solo proteine.
Nella fase di mantenimento, per poter mantenere il peso bisogna mangiare a vita tutti i giovedì soltanto pasti proteici.

COLAZIONE PER DIETA DUKAN

Ma Cosa possiamo mangiare a colazione se stai seguendo la dieta Dukan?
La colazione è il momento più importante della giornata,e questo si sa, è quello che serve a dare l’energia per tutto il giorno, e ancora di più nella dieta Dukan.
Nella fase di attacco le restrizioni alimentari sono piuttosto rigide, ma con una colazione adatta, e nel rispetto delle linee guida della dieta, si può arrivare a fine giornata con la giusta energia evitando la fame che spinge a mangiare quello che si ha sotto mano.

In italia la stragrande maggioranza delle persone a colazione assume degli alimenti dolci e allora come seguire un alimentazione ricca di proteine e veramente povera di zuccheri a colazione?
Attraverso delle ricette create ad ok si riesce a seguire un regime proteico, a ridotto introito di zuccheri.
La colazione è il momento più importante della giornata, quello che serve a dare l’energia per tutto il giorno, e lo è ancora di più nella dieta Dukan. In fase di attacco le restrizioni alimentari sono piuttosto rigide, ma facendo una colazione adatta, sempre nel rispetto delle linee guida della dieta, si può arrivare a fine giornata senza vuoti che spingono a mangiare quello che si ha sotto mano.

Di seguito troviamo 3 ricette pensate per la fase di attacco della famosa dieta del medico francese.

Latte e avena e uovo sodo

Bere un bicchiere di latte scremato e caffè unito a 1 cucchiaio e mezzo di crusca d’avena e, a chi lo desidera, un uovo sodo.
Lo zucchero è vietato nella dieta Dukan, consentito invece l’aspartame.
Nella fase d’attacco la quantità di crusca d’avena consentita al giorno è di un cucchiaio e mezzo, ed è il solo carboidrato concesso in questa fase, perché è ricca di fibre solubili che, gonfiandosi nello stomaco, inducono subito il senso di sazietà. L’elevata viscosità della crusca d’avena aiuta, anche, a proteggere la mucosa intestinale e rallenta l’assorbimento degli zuccheri e dei lipidi.

Mousse di yogurt e cannella

Ricetta per 2 persone:
– 2 albumi
– 2 vasetti di yogurt naturale magro (0% di grassi)
– 1 cucchiaio di cannella in polvere
– 3 cucchiaini di dolcificante sintetico in polvere

In una ciotolina mescola lo yogurt con la cannella e il dolcificante. Incorpora delicatamente gli albumi montati a neve. Mangia subito.

 

Omelette al tofu

Per gli amanti della colazione salata un’idea di colazione proteica dal gusto salato.

Ricetta per 4 persone
– 2 uova
– 2 cucchiaio di salsa di soia
– 1 spicchio d’aglio affettato
– 1/2 cipolla bianca
– 400 g di tofu naturale tagliato a dadini
– qualche goccia di olio extravergine d’oliva per ungere la padella antiaderente

Procedimento
In una ciotola, sbatti le uova con la salsa di soia, l’aglio, la cipolla e un pizzico di pepe; aggiungi il tofu e mescola. Cuoci l’omelette a fuoco dolce in una padella antiaderente leggermente oliata.
Perché l’uovo e il tofu
Uova: alimento proteico ma attenzione se si ha il colesterolo alto. In questi casi è il caso di limitare il consumo a 3-4 tuorli la settimana, mentre l’albume, proteina pura per eccellenza, può essere consumato senza restrizione.

Tofu: è un alimento ricco di proteine vegetali, dalla consistenza simile al formaggio fresco, ma ricavato dalla soia.

Per i più golosi esistono anche torte fatte in casa da poter magiare sia dalla fase di attacco

Colazione: I Biscotti Grancereale fanno ingrassare?

Gran Cereale del Mulino Bianco, fanno ormai parte della tradizione della colazione italiana.

Biscotti Integrali molto noti, e molto “mangiati”.

A Voi Piacciono?

La domanda che ci facciamo oggi è:

“I Grancereale Fanno Ingrassare?”

Cerchi Un Biscotto Ricco di Fibre senza grosse quantità di grassi saturi? Scopri quello più adatto a te

Ovviamente in caso di abuso tutto fa ingrassare, ma una giusta quantità all’interno di una dieta varia e priva di grassi saturi forse è l’ideale per chi vuole evitare l’accumulo di adipe.

Approfondiamo meglio.

I Gran Cereale del Mulino Bianco hanno valori nutrizionali ottimi, se rapportati ad altri biscotti che si trovano generalmente sui banchi dei supermercati.

1 biscotto Grancereale classico (10,8gr) ha:

  • Valore Energetico: 46 kcal
  • carboidrati: 5,9 grammi
  • proteine: 0,8 grammi
  • grassi: 2,1 grammi
  • fibre: 1,16 grammi

Quali Sono i Biscotti sul Mercato più Ricchi di Fibre?

Quindi si può dire che non è il caso specifico di biscotti insani, ma spesso i cereali integrali vengono confusi quando sono presenti in preparati per la colazione ad alto contenuto di zuccheri, che in un certo modo inibiscono i benefici delle fibre contenute nei cereali, portando in realtà grassi idrogenati all’organismo.

I Gran Cereale sono quindi biscotti dietetici?

Non propriamente ma nelle fasi di allenamento intensive in palestra orientate a mettere su massa, possono far parte della colazione degli sportivi, perché sono diversi da altri biscotti molto più improbabili come elementi per la colazione salutare.

Indicativamente 4 o 5 biscotti integrali Gran Cereale, abbinati ad una tazza di latte scremato o meglio ancora di soia, non compromettono assolutamente la tipologia di dieta. E’ vero che contengono una dose di zuccheri, ma proprio il fatto di consumarli a colazione permettono di dare il giusto boost all’inizio della giornata senza squilibrare il tasso di zuccheri assunti durante tutto l’arco del giorno.

il successo del Biscotto Gran Cereale è dovuto al semplice fatto che è fatto con pochi, ma semplici e sani ingredienti trasmettono un gusto originale senza apportare grosse quantità di grassi o zuccheri eccessivi. A dimostrazione di questo i biscotti Gran Cerale e gli altri prodotti, dalle barrette, ai crackers, alle brioches, sono fatti senza olio di palma e questo vuol dire eliminare i grassi saturi. Ci sono diverse varianti di biscotti Gran Cereale: alla frutta, classico, croccante, digestive e al cioccolato.

I Biscotti ricchi di Fibre Fanno Ingrassare? Scoprilo nella Nostra Infografica

I Gran Cereale al Cioccolato fanno ingrassare?

Essendo realizzati con parti di fave di cacao, notoriamente non grassi saturi, si può affermare tranquillamente che non fanno ingrassare, se consumati soltanto a colazione in quantità adeguate, 3/5 unità per pasto mattutino, e abbinati ad un regime alimentare equilibrato.

E’ bene valutare se consumare biscotti a colazione, ma sicuramente i Grancereale sono tra i biscotti sul mercato quelli più indicati per una colazione corretta.

Ami i Cereali nel latte?

Allora non puoi fare a meno di provare il mix di cereali e Cioccolato firmati Gran Cereale!

Ricchi di fibre e con il 60% di grassi in meno.

Senza Olio di Palma

Cerchi Un Biscotto Ricco di Fibre e Sano?

iCappuccino ha svolto una ricerca sui migliori biscotti a base di fibre presenti sul mercato.

Quale biscotto ricco di fibre preferisci? E poi, i biscotti ricchi di fibre, lo sono davvero? Lascia la tua e-mail e RICEVI SUBITO l’infografica!

Flaggando questa casella accetti di ricevere via e-mail l’infografica su Gran Cereale

Dieta Vegana a colazione: idee, suggerimenti, ricette

 

Parlando di dieta vegana, quest’oggi tratteremo anche l’argomento della colazione italiana. La nostra attenzione riguarderà le persone che, per scelta, hanno deciso di seguire un regime alimentare del tutto privo di derivazioni animali.

Sono sempre di più, infatti, coloro che desiderano abbandonare i classici canoni dell’alimentazione onnivora. Scegliendo modi diversi di nutrirsi, essenzialmente “senza”, ma non per questo privi di gusto, sostanza ed energia. Nella nostra guida, analizzeremo la dieta vegana che, come sappiamo, è una delle più restrittive, escludendo totalmente ogni origine animale.

Forniremo poi suggerimenti per una buona colazione italiana, proposta in un regime così imperativo. Prima di passare a questo argomento, vediamo però di capire meglio cosa s’intende, in generale, per “dieta vegana”.

Modificare la propria alimentazione (e il termine “vegano” ha una radice in comune con il latino vagatio, mutamento), non è certo facile. Privarsi di alcuni cibi fondamentali, potrebbe, in coloro che sono meno preparati e più sensibili, provocare delle reazioni da controllare.

Dieta Vegana: principi e psicologia

Con la dieta vegana, infatti, almeno all’inizio, ci si assume il rischio di un certo disagio psicosomatico, più che nutrizionale. Tramite questa pratica dietetica, potrebbero intervenire delle crisi derivate da sintomi d’astinenza. La sensazione di debolezza e la mancanza di gusti ai quali siamo stabilmente abituati sono elementi da non sottovalutare.

Decidere di seguire una dieta vegana, significa sottoporsi anche ad un’analisi psicologica. Essere certi delle ragioni che hanno portato a sceglierla è estremamente importante. Tutto ciò, al fine di evitare difficoltà che potrebbero anche imporre di interrompere il nuovo regime alimentare. Insieme ad una cultura dell’alimentazione non cruenta, chi sceglie questo percorso si sottopone anche a riflessioni di tipo etico e morale.

Nello stesso tempo, è fondamentale prestare attenzione ai messaggi corporei, senza apprensione, ma con un occhio di riguardo maggiore. Comprendere sin da subito eventuali carenze o necessità di integrazione è senza dubbio necessario. Tutto ciò, comunque, non deve spaventare, ma anzi essere in sintonia con la voglia di rimettere in forma corpo e mente.

Fantasie alimentari nella dieta vegana

Lasciamoci conquistare da ingredienti nuovi o rivalutati, come le alghe, la soia o le bacche di Goji, solo per citarne qualcuno. O dall’allegria cromatica di succhi o centrifugati, ciotole energetiche e piatti pieni di natura che sostengono un pensiero di fondo. Mangiare “senza” non significa più sedersi ad una tavola triste, incolore e povera di gusto!

Infatti, scopriremo che anche in cucina, il meno può diventare più, in termini di sapore, energia, nutrimento e fantasia. La dieta vegana, negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante. Un tempo era prerogativa degli hippies amanti della pace e della soavità, decisi a seguire regimi alimentari liberi da ogni alimento animale. Oggi, celebrità del calibro di Bill Clinton, Paul McCartney, Jay Z e Beyoncé fanno da testimonial alla dieta vegana. Anche questo, quanto meno nel’opinione pubblica, ha avuto la sua importanza per la diffusione del metodo.

Prima però di abbracciare uno stile di vita così rigido, senza dubbio, è meglio conoscere alla lettera ciò a cui si può andare incontro. Ci proviamo, con un breve elenco delle cose da sapere prima di decidere di diventare vegani.

Vademecum vegano

  • focalizzare l’attenzione solo su di sé, in modo da evitare di sentirsi in dovere di difendere dalle opinioni altrui le le proprie scelte alimentari
  • premunirsi di una varietà di cibi alternativi, ed integratori, che contengono la vitamina B12, presente in natura in notevole quantità negli alimenti di origine animale. Fondamentale per il mantenimento sano delle cellule nervose e del sangue
  • per assimilare maggiore ferro, consumare legumi, semi di girasole, uva secca e scura, verdure a foglia verde ed  alimenti ricchi di vitamina C
  • per un adulto, al giorno, è necessario acquisire almeno 0,8 gr di proteine per ogni kg di massa corporea. Le migliori fonti di proteine per una dieta vegana sono la soia, le lenticchie e i fagioli
  • i sostituti della carne sono spesso elaborati e troppo ricchi di sodio e conservanti. Il consiglio è di leggere sempre bene le etichette, e di preferire surrogati della carne quali miso, tempeh, tofu e edamame
  • iniziare il passaggio alla dieta vegana con l’aggiunta di più cibi a base vegetale. Allo stesso tempo, tagliare alimenti di origine animale, specie quelli non organici, elaborati e, soprattutto, raffinati

Dieta vegana e colazione: come alimentarsi?

Dopo aver effettuato un breve escursus sulla materia, passiamo all’argomento colazione nel regime alimentare vegano. Abbiamo già incontrato, nel nostro percorso di presentazione, alcuni alimenti base, in grado di soddisfare gusti ed esigenze sia dolci che salati.

Qualcuno, a questo punto, potrebbe obiettare: ma senza latte e biscotti, preparati con uova, creme e burro, come si può pensare di iniziare la giornata? Non a caso, questa è, quasi senza dubbio, l’opinione comune della maggior parte delle persone quando immagina il primo pasto italiano senza derivati animali. In realtà, tutto è comunque possibile, anzi a volte è persino più divertente e fantasioso di quanto si possa immaginare. Per dimostrarlo, abbiamo scelto alcune idee per una colazione vegana che, ne siamo certi, sapranno ingolosire anche gli onnivori più convinti.

Ricette vegane per la prima colazione

Vediamo insieme qualche idea sfiziosa e allo stesso tempo nutriente che possa allietare la giornata di un vegano già dalle prime ore del mattino. Peraltro, queste ricette, potranno tornare utili anche per merende o dessert, quali spuntini o fine pasto dolce, senza rinunciare al gusto.

Caffè, pane e crema spalmabile

Impossibile non pensare alla classica crema di nocciole amata da intere generazioni. In commercio si trovano versioni vegane buonissime, ma i più abili in cucina potranno preparala facilmente anche a casa. La bevanda per il buongiorno vegano potrà essere scelta fra un buon caffè, un ottimo tè o un succo di frutta. Vogliamo provare a preparare la nostra crema spalmabile vegan? Ci servono

  • 100 g Nocciole
  • 70 g Latte di soia
  • due cucchiai di cacao amaro in polvere
  • tre cucchiai di zucchero di canna
  • un cucchiaio di olio evo

Dopo aver tostato le nocciole intere per pochi minuti in una padella a fuoco basso, frullarle in un mixer, per ridurle in polvere. Aggiungere l’olio d’oliva e mescolare bene. Unire lo zucchero, il cacao e tornare a frullare ancora per qualche secondo, fino a raggiungere un composto cremoso. Incorporare il latte, mescolando fino a che la crema non sarà omogenea. Si conserva in frigorifero (in teoria, perché siamo certi che terminerà prima!) anche per una decina di giorni.

Crostata vegan

Uno dei componenti più classici per la prima colazione italiana. Rivisitato grazie alla sostituzione del burro con l’olio extravergine d’oliva, e delle uova con acqua. Gli ingredienti sono

  • 300 g di farina
  • 130 ml di olio extravergine di oliva (sapore delicato)
  • 200 ml di acqua
  • 90 g di zucchero (semolato o di canna)
  • un baccello di vaniglia
  • zeste di limone
  • confettura di frutta

Per la versione vegana della pasta frolla, si dovranno mescolare tutti gli ingredienti elencati con una frusta o una impastatrice planetaria. Una volta ottenuto un panetto omogeneo, sarà necessario farlo raffreddare in frigo per almeno mezz’ora. Trascorso questo tempo, stenderlo,  farcirlo con la marmellata ed infornarlo a 180° per circa 40′.

Pannacotta vegana

Un goloso budino vegetale, per soddisfare anche la voglia di morbido e cremoso. Gli ingredienti saranno

  • 1 frutto (a scelta fra mango, banana, albicocca)
  • 5 dl di latte di cocco
  • 80 g di zucchero di canna
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • agar agar

Mettere a scaldare il latte con la vaniglia, l’agar agar e lo zucchero. Portare ad ebollizione, togliere il baccello, abbassare la fiamma mescolando per 5/6 minuti. Pulire la frutta e ricavarne un frullato di circa 200 gr dalla polpa. Incorporala al composto di latte di cocco, versare in 4 bicchieri, coprire con pellicola alimentare. Far riposare in frigo per almeno 6 ore

La Dieta del Gruppo Sanguigno a colazione

Partiamo da un concetto: la dieta del gruppo sanguigno, o emodieta, in realtà, non è una dieta!

O meglio, se per “dieta” s’intende un regime alimentare che induce al dimagrimento, possiamo in effetti affermare che non sia una vera e propria dieta.

Piuttosto, l’emodieta, o dieta del gruppo sanguigno, è un regime alimentare salutare. Senza dubbio, si basa su cibi freschi, naturali e tradizionali, combinati in maniera corretta.

È stata ideata nel 1957 dal medico naturopata americano Peter James D’Adamo. Durante i suoi studi, egli notò che alcuni suoi pazienti non riuscivano a trarre benefici nemmeno da metodi alimentari vegetariani e poveri di grassi. Anzi, qualcuno, addirittura, sembrava peggiorare. Il Dr. D’Adamo, pertanto, giunse alla conclusione che non sempre gli alimenti che venivano classificati come salutari, potevano essere benefici per tutti. A suo avviso, doveva per forza esserci una correlazione fra cibo e sistema immunitario.

In Italia, la dieta del gruppo sanguigno è diventata popolare grazie a un medico piacentino, il dottor Pietro Mozzi. Il medico di Bobbio, nel rielaborare l’analisi dell’emodieta, ha stilato 6 regole precise che la identificano, di cui vedremo in seguito i dettagli.

Negli ultimi tempi, anche e soprattutto grazie alla diffusione tramite i principali social network, sta riscuotendo un rinnovato successo. Si è creata, infatti, una rete di informazioni e comunicazioni via web. Tramite questa linea, molte persone ne stanno comprendendo il valore, la semplicità e i principi sui quali è basata.

Ma in che modo il cibo ha una correlazione con il gruppo sanguigno? E perché questo rapporto è così importante? A queste, e ad altre domande, cercheremo di fornire risposte e suggerimenti. In ogni caso, le nostre attestazioni non rappresentano attestazioni scientifiche o mediche, ma soltanto divulgative ed informative e, come tali, vanno prese.

Vuoi Saperne di più sulla Dieta del Gruppo Sanguigno?

Dieta e gruppo sanguigno: quale correlazione

Per comprendere al meglio l’importanza di questo regime alimentare, dobbiamo partire da un concetto base. Comprendere, cioè, perché è fondamentale il gruppo sanguigno e che ruolo ha nella scelta del cibo.

Riassumendo brevemente il concetto, possiamo dire che la dieta del gruppo sanguigno è “confezionata” su misura per ciascuno dei quattro gruppi, vale a dire 0/A/B/AB. Delle 4 tipologie, si prende in esame anche il fattore Rh, considerando sia il positivo sia il negativo. Per ogni gruppo sanguigno di appartenenza, i cibi vengono classificati in benefici, neutri e nocivi. Questi ultimi saranno, ovviamente, gli alimenti da evitare, o, almeno, da ridurre, poiché nel tempo possono provocare danni all’organismo.

Proviamo a dare una risposta soddisfacente tramite lo stesso Dottor Peter J. D’Adamo, autore di numerose pubblicazioni a riguardo.

Dieta del gruppo sanguigno: evidenze del fondatore Dr. D’Adamo

Il nostro sistema immunitario, per natura, è in grado di capire se una sostanza ingerita nell’organismo sia estranea oppure no. Ciò è dovuto ad un meccanismo che agisce tramite sostanze chimiche, gli antigeni. Quelli correlati ai gruppi sanguigni sono tra i più sensibili, tanto da rappresentare un ottimo sistema d’allarme.

Ogni gruppo è caratterizzato dalla presenza specifica di un determinato antigene. Se quest’ultimo rileva l’ingresso di un antigene estraneo, stimola la produzione di anticorpi, al fine di contrastarlo. Gli anticorpi, infatti, hanno proprio la funzione di bloccare e permettere la distruzione degli antigeni estranei.

Buona parte degli anticorpi viene prodotta in base a determinati stimoli, come per esempio le vaccinazione. Invece, quelli dei gruppi sanguigni, vengono elaborati in maniera automatica. Spesso sono semplicemente congeniti, e raggiungono, già intorno ai 4 mesi di vita, livelli che manterranno in età adulta.

Dal punto di vista scientifico, si è scoperto che molte sostanze nutritive sono in grado di agglutinare le cellule di alcuni gruppi sanguigni. Questo, però, non avviene allo stesso modo per tutti gli altri gruppi. È questa una reazione grazie alla quale i microrganismi si associano fra loro per combattere le sostanze da eliminare. Ciò vuol dire che un alimento può risultare dannoso per una persona dal sangue di tipo A, e salutare per un’altra di tipo B.

Questa è la rilevante scoperta che ha evidenziato l’esistenza di una correlazione tra alimentazione e gruppi sanguigni.

Dieta del gruppo sanguigno: le regole del Dr. Mozzi

Come abbiamo visto, l’emodieta viene resa popolare da uno studioso italiano, il Dottor Piero Mozzi. Il medico piacentino ha elaborato sei principi fondamentali su cui si basa questo regime alimentare. Vediamoli insieme.

  • La nostra salute dipende da ciò che mangiamo. Il nostro stato è strettamente legato alla nostra alimentazione quotidiana.
  • La massima espressione del sistema immunitario è il gruppo sanguigno. Non tutti tolleriamo gli stessi cibi, proprio perché il gruppo ematico di appartenenza ci distingue.
  • Evitiamo il più possibile di consumare cereali che contengano glutine, specie il frumento. Tale sostanza proteica, consumata ogni giorno, può provocare patologie molto serie, specie alle persone dall’organismo più debole.
  • Limitiamo anche quei cereali che non contengono glutine. Ce ne sono alcuni non adatti a tutti i gruppi sanguigni. Ad esempio, il mais è tollerato bene dalle persone di gruppo sanguigno A. Riso e miglio sono invece adatti a tutti.  Anche altri alimenti simili, come la quinoa, l’amaranto e il grano saraceno, sono salutari solo per alcune persone. La prima è adatta a tutti, l’amaranto per i gruppi 0, A ed AB, il grano saraceno per i gruppi 0 ed A.
  • Chi segue la dieta del dottor Mozzi, dovrà anche evitare latte e derivati che, secondo i suoi studi, rappresentano una minaccia per la salute. Infatti, il latte animale contiene zuccheri, proteine e soprattutto ormoni che il nostro corpo non è in grado di tollerare. Possono addirittura portare a problemi come l’infertilità o l’osteoporosi. 
  • Viene sfatato anche il concetto salutare della frutta. Essendo ricca di zuccheri (fruttosio), infatti, può causare problemi, se consumata in grande quantità. Le persone più sensibili sono le appartenenti al gruppo sanguigno 0. Chi appartiene a questo gruppo, deve fare attenzione specie quando il clima è freddo.

Colazione con la dieta del gruppo sanguigno

Anche se la tipica colazione italiana è senza dubbio a base dolce, molti consumatori si orientano verso un primo pasto quotidiano salato. Vediamo allora brevemente due esempi che rispondono alle regole della dieta del gruppo sanguigno.

 

Colazione dolce

Partiamo da un presupposto comune a tutti. I dolci, in genere, dovrebbero essere banditi da chi ha disturbi come dolori muscolari o infiammazioni croniche. Nella fattispecie, frutta e molti zuccheri possono pesare in maniera negativa specie alle persone di gruppo sanguigno 0. In caso di malattie autoimmuni, inoltre, è preferibile evitare anche il consumo di cereali.

  • Cappuccio con latte di soia e caffè di cicoria, pane di grano saraceno, per gruppo sanguigno 0.
  • Uova (al tegamino, alla coque o sode), 2 kiwi (piccoli), 3 noci e caffè, per gruppo sanguigno A.
  • Una fetta di torta di mandorle, 1 banana piccola e tè verde, per gruppo sanguigno B.
  • Ricotta con marmellata bio di frutti di bosco, caffè di cicoria (amaro o dolcificato con miele o stevia), per gruppo sanguigno AB.
  • Pancakes di farina di castagne con poca marmellata alla rosa canina, tisana allo zenzero, compatibile con tutti i gruppi.

Colazione salata

Soprattutto per gli appartenenti al gruppo sanguigno 0, ma non solo, è da preferire a quella dolce. Specie nella stagione fredda, e in particolare a chi soffre di patologie serie. Le indicazioni, in base agli studi del dottor Mozzi, consigliano prodotti freschi, senza glutine, e compatibili dal punto di vista degli abbinamenti.

  • Caffè di cicoria e tartara di salmone con hummus di ceci, per gruppo sanguigno 0.
  • Crêpes salate (1 o 2) di farina di castagne con avocado, per gruppo sanguigno A.
  • The verde, staccetti di manzo al vapore con patata dolce e broccoletti, olio di oliva a crudo: per gruppo sanguigno B.
  • The verde bancha (a basso contenuto di teina), merluzzo a vapore con coriandolo e aneto, cime di rapa bollite, per gruppo sanguigno AB.  
  • Sformato di quinoa e zucchine, caffè di cicoria, per tutti i gruppi.

 

La Dieta a Zona: principi e menù per la colazione

Creata nel 1995 dal medico e biochimico statunitense Barry Sears, è seguitissima da molte celebrity.

Stiamo parlando della dieta a Zona, conosciuta anche come dieta Zona o semplicemente Zona). Oltre a far perdere peso, la dieta a Zona aiuta ad aumentare le difese immunitarie.

In realtà, più ancora che il dimagrimento, la dieta a Zona persegue il mantenimento costante dei valori di zucchero e di insulina nel sangue. Questi tassi ottimali, sono raggiungibili grazie a un’alimentazione povera di calorie. 

Al fine di ottenere il perfetto equilibrio dei componenti, la zona indica il consumo delle calorie così distinte:

  • 40% sotto forma di carboidrati
  • 30% sotto forma di proteine
  • 30% sotto forma di lipidi

Come si evince dalle proporzioni, un tale regime non è esattamente quanto raccomandato dai nutrizionisti. Questi ultimi, infatti, suggeriscono percentuali diverse, come 50-55% di glucidi, 15-20% proteine e lo stesso valore per i lipidi.

La dieta a Zona indica come ideale l’assunzione degli alimenti in 5 tempi, 3 pasti (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini al giorno. Il consumo di cibo e bevande deve avvenire a intervalli regolari, a non più di 5 ore di distanza.

Viene dato un peso rilevante alla scelta delle caratteristiche di bontà dei principi alimentari. Ciò significa che i lipidi devono essere sia monoinsaturi che polinsaturi, i glucidi a basso indice glicemico e le proteine povere di materie grasse. Come si nota da queste descrizioni, non viene data molta importanza alla verdura, che non è mai presente nel menu giornaliero più di una volta. Va da sé, dunque, che non può essere mangiata a volontà ma, anzi, ogni porzione andrà pesata. Come, del resto, quelle di tutti gli altri alimenti.

Dieta a Zona: perchè questo nome?

Il termine Zona si riferisce al particolare stato metabolico in cui, in base agli studi del Dr. Sears, l’organismo lavora nella maniera più efficiente. Secondo l’inventore della dieta, l’alimento deve essere visto quasi come un farmaco. Allo stesso modo di un famaco si deve assumere in dosaggi corretti se si vuole mantenere uno stato psicofisico ottimale.

La dieta Zona si chiama così, in sostanza, perché ha dei limiti (o meglio, delle “zone”) entro cui si collocano i corretti apporti nutritivi. I carboidrati, così come le proteine, producono 4 Kcal per grammo e i grassi ben 9. Per una dieta bilanciata, le proporzioni corrette, in base alla zona, sono 9 gr di carboidrati, 7 di proteine e 3 di grassi. In questo modo, vengono combinati i vari principi nutritivi nei giusti rapporti. Nel dosaggio, è bene sapere che la fonte animale vale uno e quella vegetale, invece, la metà. Di conseguenza, se ne può mangiare anche il doppio.

Vantaggi e svantaggi della dieta a Zona

Condizioni favorevoli

  • Grazie ai frequenti risultati ottenuti, e anche al fatto di non dover rimanere a lungo affamati, ha consolidato negli anni un successo sempre più crescente.
  • Risulta adatta alle persone che non vogliono, o non possono, rinunciare ad un ritmo di vita frenetico, pur mantenendo le energie sempre attive.
  • Se seguita appieno, grazie all’assunzione di proteine per 5 volte al giorno, determina un’indiscussa sensazione di sazietà.
  • Provoca un (voluto) deficit calorico che è la causa del calo di peso.
  • Considerando il consumo elevato di proteine, il dimagrimento avviene in modo sano, regolare, purchè, però, si seguano le perfette indicazioni.

Condizioni poco vantaggiose 

  • Si tratta di una dieta rigorosa e molto restrittiva, specie a causa dei calcoli che richiede. Diventa complicato anche pensare di andare, per esempio, al ristorante, o improvvisare uno dei 5 pasti. Tutto dev’essere meticolosamente organizzato.
  • Bisogna sempre misurare e pesare tutte le porzioni, almeno finchè non si imparano a memoria le dosi.
  • I cibi più appetitosi, spesso, si possono mangiare solo in piccole quantità. Questa limitazione può generare anche una forma di depressione o, comunque, una certa frustrazione.
  • Alla lunga, la dieta a Zona, così povera di zuccheri, può causare ansia, nervosisimo e, indubbiamente, fatica.
  • Essendo carente di fibre di origine vegetale, infine, può provocare costipazione.

Misure, quantitativi e “blocchetti” nella dieta a Zona

Per misurare le corrette quantità di carboidrati, proteine e grassi, per ogni pasto, Sears teorizza due misurazioni, o sistemi:  

  • Del palmo della mano
  • Dei blocchetti

Il primo è quello meno preciso. Risulta adatto, per esempio, per chi è costretto a mangiare spesso fuori casa, o per chi non ha troppa dimestichezza con i conti.

Consiste nel prendere come unità di misura proprio il palmo della mano, escludendo le dita. In questa estensione, dunque, si misurerà la quantità di proteine e carboidrati pari al volume del proprio pugno.

Il secondo sistema si riferisce alla suddivisione dei 3 principi nutritivi in, appunto, blocchetti. Questo termine piuttosto inusuale, determina la seguente singola distinzione: 9 gr per i carboidrati, 7 gr per le proteine e 3 gr per i grassi.

Si tratta, praticamente, della rappresentazione delle percentuali di riferimento, 40-30-30. Devono essere sempre ingeriti nel rapporto 1:1:1.

Non resta dunque che suddividere i blocchetti nell’arco dei 5 pasti della giornata. Potremmo ipotizzarla in questo modo, per ciascun macronutriente:

  • Colazione: 4 blocchetti
  • Spuntino: 3
  • Pranzo: 6
  • Spuntino: 3
  • Cena: 4

Come si vede, il totale dei blocchetti giornalieri, in questo caso, è 20. A questa cifra si è arrivati immaginando che la quota proteica sia 140 g. Dividendo tale numero per 7 (che, come abbiamo visto, sono i grammi del blocchetto di proteine) si ottiene, appunto, 20.

Questo sarà dunque il blocchetto base di proteine. Poichè il rapporto fra blocchetti è 1:1:1, l’apporto quotidiano totale sarà di 20 anche per i carboidrati e i grassi.

La colazione nella dieta a Zona

Abbiamo già detto che questo tipo di dieta prevede 5 pasti al giorno, 3 completi più due spuntini.

La colazione è il primo di tutti, e non dovrebbe essere mai consumata a più di un’ora dal risveglio. Questo primo pasto, per chi segue la Zona, è il problema principale. In molti casi, infatti, devono essere del tutto rivoluzionate le abitudini, specie per utilizzare cibo al naturale, non lavorato né modificato.

Per rimanere il linea con il sistema nutrizionale, è necessario mantenere un rapporto di proteine/carboidrati che non sia meno dello 0,6 o più dell’1,0. In questo modo, la colazione è garantita con il minimo necessario di proteine per iniziare la giornata.

Questo schema può essere adottato anche con gli altri due pasti principali, il pranzo e la cena, sempre mantenendosi sul quel rapporto. E’ necessario anche bere molto, almeno due litri di acqua al giorno, iniziando anche prima della colazione. Cosigliabile assumerne una maggiore quantità durante le varie ore della giornata, piuttosto che ai pasti.

Poichè la frutta e la verdura non rientrano in quantità elevate nella dieta, è necessario provvedere per non indebolire il sistema immunitario. Può essere allora consigliabile ricorrere a qualche integratore, specie di vitamine e sali minerali, anche per favorire il metabolismo.

Alimenti sconsigliati per la dieta a zona

Abituati, come siamo, alla colazione tradizionale, composta da alimenti dolci, con cappuccini cremosi e caffè ben zuccherati, risulta difficile catalogare molti alimenti da scartare. Eppure, se vogliamo tenere fede alla zona, dobbiamo eliminare una serie di cibi molto comuni. Stiamo parlando di banane, uva, succhi di frutta, cereali, zucchero, dolci, burro e panna.

Oltre a questi alimenti, tipicamente “italiani” nel gusto e nelle abitudini, sono sconsigliati anche carni grasse, salumi, uova, formaggi a pasta dura, patate, carote, zucca.

Si tratta di cibi più adatti agli altri due pasti principali ma, in un regime libero, avrebbero potuto anche essere introdotti, a volte, a colazione.

 

Due menu per altrettante colazioni a Zona

Abbiamo visto concetti, definzioni, proporzioni matematiche. Adesso, però, è ora di mettere qualcosa nel piatto…per iniziare la giornata con l’energia a Zona. E allora vediamo due brevi esempi di dieta a colazione:

  • 200 ml di latte parzialmente scremato (1mbC, 1mbP, 1mbG)
    260 g di albicocche (2mbC)
    40 g di bresaola scondita (2mbP)
    12 g di cioccolato fondente, (2mbG)

In alternativa, possiamo preparare

  • 90 g di mela (1mbC)
    20 g di pane integrale (1mbC)
    60 g di prosciutto cotto (2mbP, 1mbG)
    5 g di nocciole (1mbG)

In entrambi i casi, si può aggiungere un buon caffè, meglio se un po’ lungo, naturalmente se amaro. Sarà il carburante per iniziare al meglio una nuova giornata a Zona!